Stellantis chiede alla Ue coraggio e flessibilità.“Avanti con il piano Italia”
dal nostro inviato Diego LonghinIl titolo di Auto dell'anno 2026 è stato assegnato a Mercedes-Benz Cla
BRUXELLES – Abbiamo bisogno di soluzioni ora, non fra dieci anni o cinque anni». L’auto che chiede all’Europa di cambiare le regole della transizione verso l’elettrico si ritrova a Bruxelles, in pratica nella tana del lupo, dove si è aperto il Motor Show. Al centro del dibattito il percorso fino al 2035, anno in cui dovrebbe scattare l’era del solo elettrico, che secondo il nuovo numero uno dell’Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano, «è disallineato rispetto alle esigenze dei clienti e del mercato». E nemmeno le modifiche proposte a metà dicembre sembrano efficaci per il produttore italo-francese: «Hanno provato ad affrontare questa discrepanza, ma dobbiamo essere molto onesti: finora ciò che è stato annunciato ha fallito completamente. E non parlo solo a nome di Stellantis, è una posizione comune tra i costruttori dell’Acea (l’associazione dei produttori della Ue, ndr)», rimarca Cappellano. E definisce la questione «urgente, vanno prese decisioni coraggiose».
Palazzo Berlaymont,…
BRUXELLES – Abbiamo bisogno di soluzioni ora, non fra dieci anni o cinque anni». L’auto che chiede all’Europa di cambiare le regole della transizione verso l’elettrico si ritrova a Bruxelles, in pratica nella tana del lupo, dove si è aperto il Motor Show. Al centro del dibattito il percorso fino al 2035, anno in cui dovrebbe scattare l’era del solo elettrico, che secondo il nuovo numero uno dell’Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano, «è disallineato rispetto alle esigenze dei clienti e del mercato». E nemmeno le modifiche proposte a metà dicembre sembrano efficaci per il produttore italo-francese: «Hanno provato ad affrontare questa discrepanza, ma dobbiamo essere molto onesti: finora ciò che è stato annunciato ha fallito completamente. E non parlo solo a nome di Stellantis, è una posizione comune tra i costruttori dell’Acea (l’associazione dei produttori della Ue, ndr)», rimarca Cappellano. E definisce la questione «urgente, vanno prese decisioni coraggiose».
Palazzo Berlaymont, sede della Commissione, è a pochi chilometri da Brussels Expo, ma il capo dell’Europa di Stellantis guarda a Roma. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha appena annunciato la convocazione del tavolo automotive per il 30 gennaio. «Un’ottima opportunità per lavorare sulla competitività», dice Cappellano che parla di “convergenze” con l’esecutivo Meloni su diverse questioni, a partire dalle modifiche al green deal. «Un lavoro che continueremo a fare insieme. Ci sono poi altri temi rilevanti, come i costi dell’energia su cui è necessario dare risposte». Al tavolo di fine gennaio Urso, sindacati e imprese dell’indotto chiederanno conto del Piano Italia, quello presentato più di un anno fa dopo l’uscita di scena dell’ex ad Carlos Tavares. Al ministero c’era Jean-Philippe Imparato, ex capo del mercato Europa. Nel frattempo, è cambiato tutto. Alla guida è arrivato l’italiano Antonio Filosa, che è impegnato a rilanciare il Nord America dove Trump ha rivoltato le misure di decarbonizzazione legate all’auto, e Stellantis ha cambiato strategia rispetto a una mobilità totalmente elettrica. Cappellano conferma che il «nuovo piano industriale arriverà nel primo semestre», tra maggio e giugno, e «così daremo più chiarezza anche sugli investimenti». I piani però vanno avanti. Un modo per rispondere ai sindacati e al segretario Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, che ha presentato i dati della produzione in Italia, calata del 25% nel 2025, e ha chiesto un anticipo delle uscite dei modelli. «Finora siamo stati coerenti con il Piano Italia», ricordando i prodotti lanciati a Melfi, i modelli Jeep Compass e Ds 8, e quelli a Mirafiori, la 500 ibrida. Cappellano ha però sottolineato che gli «investimenti saranno legati anche alle scelte dell’Ue» per questo «chiediamo una posizione chiara da parte dell’Europa e in tempi rapidi».
Al contrario di altre stagioni Stellantis, che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica, al Salone che si chiuderà il 18 gennaio occupa uno spazio importante. E ieri i ceo dei marchi hanno tirato le somme del 2025. L’ad Alfa Romeo, che è anche coo di Maserati, Santo Ficili, ha ribadito che tra il Biscione e il Tridente non ci «saranno accorpamenti o sinergie, ma collaborazioni: rimarranno sempre due marchi distinti».