Trump minaccia ancora Cuba: “Accettino un accordo. Stop a petrolio e denaro dal Venezuela”
MILANO – Donald Trump torna a minacciare Cuba. A pochi giorni dalla cattura del presidente Nicolas Maduro il presidente degli Stati Uniti lancia un nuovo avvertimento all’isola, con un messaggio pubblicato su Truth. “Per molti anni Cuba ha vissuto grazie a grandi quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba forniva “servizi di sicurezza” agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più! La maggior parte di quei cubani è morta nell’attacco degli Stati Uniti della scorsa settimana, e il Venezuela non ha più bisogno di protezione da parte di delinquenti ed estorsori che lo hanno tenuto in ostaggio per così tanti anni. ‘Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d’America, il più potente esercito del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e lo proteggeremo’. Non ci sarà né petrolio né denaro destinato a Cuba. Suggerisco vivamente che facciano un accordo, prima che sia tropo tardi”.
Secondo i dati della compagnia petrolifera nazionale PDVSA citati da Reut…
MILANO – Donald Trump torna a minacciare Cuba. A pochi giorni dalla cattura del presidente Nicolas Maduro il presidente degli Stati Uniti lancia un nuovo avvertimento all’isola, con un messaggio pubblicato su Truth. “Per molti anni Cuba ha vissuto grazie a grandi quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba forniva “servizi di sicurezza” agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più! La maggior parte di quei cubani è morta nell’attacco degli Stati Uniti della scorsa settimana, e il Venezuela non ha più bisogno di protezione da parte di delinquenti ed estorsori che lo hanno tenuto in ostaggio per così tanti anni. ‘Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d’America, il più potente esercito del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e lo proteggeremo’. Non ci sarà né petrolio né denaro destinato a Cuba. Suggerisco vivamente che facciano un accordo, prima che sia tropo tardi”.
Secondo i dati della compagnia petrolifera nazionale PDVSA citati da Reuters, l’export di petrolio e carburanti del Venezuela verso Cuba ha raggiunto lo scorso settembre i 52 mila barili al giorno, ai livelli più alti degli ultimi anni.
L’Avana: “Usa criminali, nessuno ci dice cosa fare”
Il governo di Cuba ha risposto dapprima tramite il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, alla minaccia di Trump sottolineando che Cuba "non riceve, né ha mai ricevuto, compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza forniti ad alcun Paese" e che "a differenza degli Usa", non ha "un governo che si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati". Il post conclude affermando che "la legge e la giustizia sono dalla parte di Cuba" e che "gli Usa si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo"-
In seguito è arrivata la risposta del presidente, Miguel Díaz-Canel. “Cuba – ha scritto il presidente – è una nazione indipendente e sovrana. Nessuno ci dice cosa fare, aggiungendo che la sua nazione è “pronta a difendere la patria fino all’ultima goccia di sangue”
Díaz-Canel ha poi dichiarato che Washington “non ha alcuna autorità morale per puntare il dito contro Cuba”, accusando gli Stati Uniti di trasformare “tutto in un business, persino le vite umane”. Il capo dello stato caraibico ha quindi respinto le accuse rivolte all'isola, definendole prive di qualsiasi fondamento. “Coloro che oggi si sfogano istericamente contro la nostra nazione - dice Díaz-Canel - lo fanno perché sono infuriati per la decisione sovrana di questo popolo di scegliere il proprio modello politico”.
Esercitazione militare in tutta l’isola
Di fronte alle minacce Usa, Cuba ha organizzato un'esercitazione militare in tutto il territorio dell'isola. "Prepararsi alla difesa è uno sforzo necessario", è infatti il titolo scelto oggi dall'organo ufficiale del Partito Comunista cubano e dell'esecutivo castrista, Granma, per presentare un esteso reportage sugli esercizi militari che si sono tenuti ieri occasione della Giornata Nazionale della Difesa.
"Essere sistematicamente ben preparati ed essere disposti a morire se necessario è il miglior segnale che puoi dare a un nemico che ricorre a ogni sorta di trucco nella speranza di sottometterti", afferma la testata. Il reportage descrive quindi in modo dettagliato le diverse esercitazioni organizzate nelle province di Santiago, Matanzas, Sierra Maestra, La Tunas, Cienfuegos e infine Camagüey, dove è stato simulato un attacco all'infrastruttura delle comunicazioni e il bombardamento di una fabbrica di rum.