CON orgoglio e con tenacia, nel gelo della Capitale ucraina in cui la notte le temperature sfiorano i meno 20°, ieri sera è tornata la luce. A tempo record, ma a singhiozzo: la metropoli sfregiata dall’attacco devastante della notte precedente è di nuovo interamente allacciata, «l’alimentazione elettrica è stata ripristinata» ricollegando «648mila utenti in un giorno».
È stata una corsa contro il tempo per rimettere in sesto le centrali riattivando luce e pompe che inviano l’acqua calda nei condomini e nei termosifoni, ma la situazione resta drammatica. Il trasporto pubblico elettrico, per esempio, è saltato in tutta la riva sinistra.
Gli attacchi combinati dei giorni scorsi hanno devastato infrastrutture critiche in molte regioni ucraine, e il collasso non genera abbastanza elettricità per rifornire tutti: le autorità energetiche hanno diramato ordini di distacco programmato in ogni regione ucraina, nessuna esclusa e comprese le utenze industriali, con invito a ridurre al minimo i co…
CON orgoglio e con tenacia, nel gelo della Capitale ucraina in cui la notte le temperature sfiorano i meno 20°, ieri sera è tornata la luce. A tempo record, ma a singhiozzo: la metropoli sfregiata dall’attacco devastante della notte precedente è di nuovo interamente allacciata, «l’alimentazione elettrica è stata ripristinata» ricollegando «648mila utenti in un giorno».
È stata una corsa contro il tempo per rimettere in sesto le centrali riattivando luce e pompe che inviano l’acqua calda nei condomini e nei termosifoni, ma la situazione resta drammatica. Il trasporto pubblico elettrico, per esempio, è saltato in tutta la riva sinistra.
Gli attacchi combinati dei giorni scorsi hanno devastato infrastrutture critiche in molte regioni ucraine, e il collasso non genera abbastanza elettricità per rifornire tutti: le autorità energetiche hanno diramato ordini di distacco programmato in ogni regione ucraina, nessuna esclusa e comprese le utenze industriali, con invito a ridurre al minimo i consumi anche quando l’elettricità finalmente arriva.
Le sottostazioni
Resta difficile la situazione soprattutto nella regione di Dnipropetrovsk, colpita giorni fa da un attacco composto su centrali e sottostazioni: ieri c’erano ancora «53mila utenze senza elettricità».
All’ira degli ucraini contro il cinismo degli attacchi, e alla preoccupazione per come resistere al gelo senza luce, Mosca risponde con 121 droni e nuove stragi: ieri sono stati uccisi 4 civili nelle regioni di Dnipropetrovsk e Donetsk, con feriti anche nella regione di Zaporizhzhia e Kharkiv, colpita da un missile.
Kiev risponde con eguale moneta: ha colpito il deposito petrolifero di Zhutovskaya da cui si riforniscono le forze armate russe. E sostiene di aver centrato anche un deposito di droni nella parte occupata della regione di Zaporizhia, dove i russi sono avanzati entrando a Huliaipole.
L’ambasciata del Qatar
Alle 21 di stasera si riunirà il Consiglio di sicurezza dell’Onu, convocato su richiesta ucraina dopo l’attacco russo di giovedì notte in cui è stata danneggiata anche l’ambasciata del Qatar a Kiev. Mosca nega fosse un bersaglio deliberato: «Le missioni diplomatiche non lo sono mai state», scrive il ministero degli Esteri russo puntando il dito sul sistema di difesa aereo ucraino visto che «non esistono obiettivi nelle vicinanze» e «il Qatar è un socio di primo piano».
Ma il focus sarà sull’Oreshnik, il missile micidiale russo contro cui le difese aeree sono impotenti e che potrebbe essere armato anche con testate nucleari (quello lanciato contro Leopoli era privo di testate esplosive). Il Consiglio, spiega il ministro degli Esteri Sybiga, «affronterà le gravi violazioni della Carta da parte della Russia»: è un atto simbolico, perché Mosca ha diritto di veto, ma costringe Washington a schierarsi mentre prosegue la mediazione tra ucraini e russi.
«Comunichiamo con gli americani ogni giorno», ha detto ieri Zelensky chiedendo più pressioni contro Mosca: «Ciò che conta è che il Congresso degli Stati Uniti è tornato in moto su sanzioni più severe contro il petrolio russo. Questo può davvero funzionare».