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Auto, la Ue apre alle e-car cinesi: niente dazi con prezzi adeguati. Poi frena: “Solo indicazioni”

(afp)

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Pechino soddisfatta. Ma un portavoce della Commissione chiarisce: “Solo indicazioni, niente di più”
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PECHINO - Un accordo per cercare di risolvere la lunga disputa commerciale tra Cina e Unione europea sulle esportazioni di veicoli elettrici cinesi nel blocco dei 27. Dopo mesi di negoziati, l’Ue offre ora un quadro normativo che potrebbe consentire alle case automobilistiche cinesi di sfuggire ai pesanti dazi sui loro veicoli elettrici a favore di un meccanismo di prezzo minimo. Dazi Ue attuali che, tuttavia, restano in vigore.

Il documento della Commissione

È stata la Commissione europea questa mattina a pubblicare “un documento orientativo sulla presentazione delle offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sui veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina”, come si legge sul sito della Commissione. Il documento “fornisce agli e…

PECHINO - Un accordo per cercare di risolvere la lunga disputa commerciale tra Cina e Unione europea sulle esportazioni di veicoli elettrici cinesi nel blocco dei 27. Dopo mesi di negoziati, l’Ue offre ora un quadro normativo che potrebbe consentire alle case automobilistiche cinesi di sfuggire ai pesanti dazi sui loro veicoli elettrici a favore di un meccanismo di prezzo minimo. Dazi Ue attuali che, tuttavia, restano in vigore.

Il documento della Commissione

È stata la Commissione europea questa mattina a pubblicare “un documento orientativo sulla presentazione delle offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sui veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina”, come si legge sul sito della Commissione. Il documento “fornisce agli esportatori cinesi di veicoli elettrici a batteria verso l'Ue indicazioni generali sulla presentazione delle offerte di impegno sui prezzi. Esso copre vari aspetti da affrontare in una possibile offerta di impegno, tra cui il prezzo minimo all'importazione, i canali di vendita, la compensazione incrociata e i futuri investimenti nell’Ue. La Commissione europea condurrà ogni valutazione in modo obiettivo ed equo, seguendo il principio di non discriminazione e in conformità con le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”. Le offerte devono essere “adeguate ad eliminare gli effetti dannosi delle sovvenzioni e fornire un effetto equivalente ai dazi”, si legge nel documento presentato dalla Commissione Ue. Sebbene i dazi rimangano in vigore, secondo il nuovo regime normativo potrebbero essere sostituiti con prezzi minimi all’importazione.

“Ciò contribuisce non solo a garantire il sano sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Ue, ma anche a salvaguardare l'ordine commerciale internazionale basato sulle regole”, il commento del Ministero del Commercio cinese. Pechino può dirsi abbastanza soddisfatta. Anche la Camera di commercio cinese presso l'Ue ha affermato che questa mossa è un risultato positivo.

La precisazione Ue: “Solo indicazioni, niente di più”

A stretto giro però è stata la stessa Commissione, attraverso le parole di un portavoce nel corso del briefing con la stampa, a chiarire la posizione di Bruxelles: "Il documento che abbiamo pubblicato intende fornire indicazioni agli esportatori cinesi che potrebbero prendere in considerazione la presentazione di offerte di impegno sui prezzi per le esportazioni di veicoli elettrici a batteria verso l'Ue, attualmente soggette a dazi compensativi. Quindi, sia chiaro: questo documento fornisce solo indicazioni, niente di più”.

L’indagine Ue

Nell’ottobre del 2024 l’Ue concluse la propria indagine relativa alle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina imponendo dazi compresi tra il 7,8% e il 35,3%: secondo Bruxelles i produttori cinesi ottenevano un vantaggio sleale grazie alle sovvenzioni statali. L'espansione dei produttori cinesi di veicoli elettrici all'estero ha allarmato le case automobilistiche europee: la mossa serviva a proteggere i marchi nazionali europei. Pechino rispose prendendo di mira i settori europei del lattiero-caseario, della carne suina e del brandy.

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