✕

Salta il decreto per il super commissario delle strade. Lite FdI-Lega sulla nomina di Gemme

I meloniani sono contrari alla centralizzazione voluta da Salvini che passa dalla sostituzione di 13 commissari con l’ad di Anas. Il Carroccio fa muro sul doppio stipendio del commissario per gli stadi
2 minuti di lettura

ROMA - Le tensioni dentro la maggioranza esplodono a poche ore dalla riunione del Consiglio dei ministri in programma a Palazzo Chigi alle tre e mezza del pomeriggio. Nell’ordine del giorno non c’è il decreto, anticipato da Repubblica, per la nomina del super commissario per le strade. Eppure il provvedimento figurava nell’agenda del pre-Cdm. Era tutto pronto per il via libera, ma i veti incrociati tra Fratelli d’Italia e Lega hanno costretto la presidenza del Consiglio a far slittare l’esame del testo. I meloniani non vogliono che Claudio Andrea Gemme, attuale amministratore delegato di Anas, diventi il commissario unico di 93 opere.

Un accentramento voluto da Matteo Salvini, “sponsor” di Gemme. È stato proprio il leader del Carroccio a volere il manager alla guida della soc…

ROMA - Le tensioni dentro la maggioranza esplodono a poche ore dalla riunione del Consiglio dei ministri in programma a Palazzo Chigi alle tre e mezza del pomeriggio. Nell’ordine del giorno non c’è il decreto, anticipato da Repubblica, per la nomina del super commissario per le strade. Eppure il provvedimento figurava nell’agenda del pre-Cdm. Era tutto pronto per il via libera, ma i veti incrociati tra Fratelli d’Italia e Lega hanno costretto la presidenza del Consiglio a far slittare l’esame del testo. I meloniani non vogliono che Claudio Andrea Gemme, attuale amministratore delegato di Anas, diventi il commissario unico di 93 opere.

Un accentramento voluto da Matteo Salvini, “sponsor” di Gemme. È stato proprio il leader del Carroccio a volere il manager alla guida della società che gestisce la rete di asfalto di 32mila chilometri. Ora un passo più, appunto la designazione di Gemme a gestore unico dei cantieri. Il decreto esplicita la centralizzazione: via i 13 commissari straordinari che oggi presidiano i lavori. “Compiti, funzioni e poteri” - si legge nel decreto - passeranno appunto a Gemme.

La Lega contro il doppio stipendio del commissario per gli stadi

Se il partito della premier Giorgia Meloni si è messo contro la nomina di Gemme, i leghisti non sono da meno. Contestano un’altra norma del decreto, quella che sblocca la realizzazione degli stadi in vista degli Europei di calcio del 2032.

A coordinare gli interventi sarà Massimo Sessa: il dirigente del Mit e presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici è stato nominato commissario per gli stadi a giugno, su indicazione del ministro dello Sport Andrea Abodi. Ma c’è un problema: il suo compenso. ll decreto di nomina, infatti, prevede che il commissario straordinario, se dipendente pubblico, “sia collocato, secondo l'ordinamento di appartenenza, fuori ruolo, in aspettativa o in altra analoga posizione, in ogni caso per tutta la durata del mandato”.

Sessa è un dipendente pubblico e quindi, in base al decreto, non potrebbe avere un doppio incarico. Un problema che nel governo si è provato a risolvere proprio con una misura inserita nel decreto atteso oggi sul tavolo del Cdm. La norma, infatti, corregge il provvedimento di nomina prevedendo che il collocamento fuori ruolo o in aspettativa del soggetto individuato non sia obbligatorio, ma sia” invece “possibile ricoprire l’incarico”.

La motivazione? Spunta nella relazione illustrativa dello stesso decreto. Il governo spiega che è emersa “la difficoltà di reperire candidati qualificati, disponibili ad assumere l’incarico previo collocamento fuori ruolo o in aspettativa”. Evidentemente Sessa non intende accettare l’incarico di commissario per gli stadi in caso di incompatibilità con il ruolo che ricopre attualmente. Perciò - si legge ancora nella relazione - “è necessario consentire una maggiore flessibilità nella procedura di nomina del Commissario di cui trattasi”. Ma per ora è tutto fermo.

La protesta delle opposizioni

Duro attacco delle opposizioni al governo. "L’indiscrezione riportata oggi da Repubblica sul cosiddetto 'super commissario' ai lavori pubblici mette in luce un problema politico e amministrativo evidente: i gravi ritardi delle opere pubbliche che la propaganda del governo non può più nascondere", scrivono in una nota congiunta i deputati del Pd Marco Simiani e Andrea Casu. “Dopo aver moltiplicato strutture straordinarie - aggiungono - il governo sceglie ora di cambiare rotta e concentrare tutto su un’unica figura, ammettendo di fatto il proprio fallimento fino a oggi: i cantieri restano fermi, le percentuali di avanzamento sono minime e i territori continuano a pagare il prezzo di decisioni prese lontano dai problemi reali".

Si fa sentire anche Italia Viva. La senatrice Raffaella Paita punta il dito contro la Lega: “Sta accentrando tutto, come ha fatto con i porti, a cui ha tolto autonomia con una riforma centralista che non alcun senso così come è una scelta illogica sostituire i commissari attuali con un unico commissario: il tema non è Gemme, che può piacere o meno, ma l’insensatezza di questa decisione che è solo frutto di una guerra di potere fratricida tra la Lega e Fratelli d’Italia”.

Leggi i commenti