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Dai super-ospedali ai medici di base: il governo vuole cambiare il sistema sanitario. Arriva il ddl

(agf)

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Il testo che arriva oggi al Consiglio dei ministri prevede di riorganizzare l’assistenza
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Nuova organizzazione per i medici di famiglia e i pediatri, ma anche degli ospedali, con la nascita di strutture di carattere nazionale. Il governo vuole riformare il sistema sanitario nazionale. Arriva oggi in consiglio dei ministri il disegno di legge delega per la “revisione del modello organizzativo del servizio sanitario nazionale”. L’idea è molto ambiziosa e prevede di cambiare le due leggi fondamentali che regolano la sanità italiana, quelle appunto che regolano l’attività degli ospedali e del territorio.

Ospedali e medici di famiglia

Le indicazioni contenute nella legge preparata dal ministro alla Salute Orazio Schillaci, cioè i “principi e criteri direttivi”, non sono di dettaglio. Si parla del potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio (e pure di scatti di carriera per i medici). C’è un articolo che prevede la nascita di “ospedali di terzo livello”, cioè le strutture di eccellenza, pubbliche o convenzionate, di livello nazionale. Nascerebbero pure gli “ospeda…

Nuova organizzazione per i medici di famiglia e i pediatri, ma anche degli ospedali, con la nascita di strutture di carattere nazionale. Il governo vuole riformare il sistema sanitario nazionale. Arriva oggi in consiglio dei ministri il disegno di legge delega per la “revisione del modello organizzativo del servizio sanitario nazionale”. L’idea è molto ambiziosa e prevede di cambiare le due leggi fondamentali che regolano la sanità italiana, quelle appunto che regolano l’attività degli ospedali e del territorio.

Ospedali e medici di famiglia

Le indicazioni contenute nella legge preparata dal ministro alla Salute Orazio Schillaci, cioè i “principi e criteri direttivi”, non sono di dettaglio. Si parla del potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio (e pure di scatti di carriera per i medici). C’è un articolo che prevede la nascita di “ospedali di terzo livello”, cioè le strutture di eccellenza, pubbliche o convenzionate, di livello nazionale. Nascerebbero pure gli “ospedali elettivi”, senza pronto soccorso (ma vicini a strutture che ne hanno uno), che si occupano appunto di attività programmate. Si lavorerà sull’appropriatezza, cioè su standard minimi di lavoro delle strutture di ricovero, per evitare che ci siano ospedali che in certi settori fanno troppo poca attività, cosa che può pregiudicare la qualità delle cure. Poi c’è un comma sulla riorganizzazione dell’assistenza dei non autosufficienti ospitati nelle rsa e non solo. Anche per queste strutture saranno rivisti gli standard di attività. Vanno creati percorsi di assistenza anche per chi ha malattie croniche e avanzate che evolvono in modo sfavorevole. Si vuole valorizzare il ruolo della bioetica clinica nelle Asl, e riorganizzare l’assistenza per chi ha problemi di salute mentale. Infine si parla di riordino della disciplina dei medici e dei pediatri di famiglia. Il passaggio nel testo non chiarisce si si tratta della riforma della quale si parla da anni, il passaggio di questi professionisti, oggi convenzionati, alle dipendenze.

La procedura

La legge delega, si spiega sempre nel testo, prevede che il governo adotti entro il 31 dicembre di quest’anno uno o più decreti legislativi per arrivare alla riforma. Prima però deve esserci il via libera del Parlamento alla legge. E successivamente gli schemi di decreti legislativi del ministero alla Salute, dell’Economia e degli altri ministeri eventualmente interessati, devono essere preceduti dall’intesa in Conferenza Stato-Regioni. I singoli decreti tornano in Parlamento, per il parere delle commissioni interessate. Va ricordato che ci sono anche altre due leggi delega sulla sanità (sui farmaci e su aspetti legati al ruolo dei professionisti) approvate dal governo ma che non hanno ancora avuto il via libera del Parlamento.

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