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Trump minaccia di bloccare gli investimenti di Exxon in Venezuela. “Stanno facendo i furbetti”

(reuters)

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Al presidente Usa non è piaciuta la risposta dell’ad della compagnia, che ha definito impossibile un intervento nel Paese sudamericano
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MILANO – Tra gli oil men riuniti venerdì alla Casa Bianca era uno dei più scettici. Darren Woods, amministratore delegato di Exxon, ha declinato l’invito di Donald Trump alle major petrolifere globali a investire almeno 100 miliardi di dollari per il rilancio del settore in Venezuela. “Se consideriamo i quadri giuridici e commerciali in vigore oggi nel Paese, oggi non è possibile investire”, ha spiegato il manager. Parole che hanno irritato il presidente Usa, che in tutta risposta ora minaccia di escluderli dal progetto.

Il petrolio venezuelano in affanno

Il Venezuela è il primo Paese al mondo per riserve di greggio (303 miliardi di barili), ma anni di scarsi ammodernamenti e sanzioni hanno eroso la capacità produttiva dei suoi impianti …

MILANO – Tra gli oil men riuniti venerdì alla Casa Bianca era uno dei più scettici. Darren Woods, amministratore delegato di Exxon, ha declinato l’invito di Donald Trump alle major petrolifere globali a investire almeno 100 miliardi di dollari per il rilancio del settore in Venezuela. “Se consideriamo i quadri giuridici e commerciali in vigore oggi nel Paese, oggi non è possibile investire”, ha spiegato il manager. Parole che hanno irritato il presidente Usa, che in tutta risposta ora minaccia di escluderli dal progetto.

Il petrolio venezuelano in affanno

Il Venezuela è il primo Paese al mondo per riserve di greggio (303 miliardi di barili), ma anni di scarsi ammodernamenti e sanzioni hanno eroso la capacità produttiva dei suoi impianti a meno di un milione di barili al giorno. Così oggi gli analisti di Kayrros stimano che per riavviare la macchina e raddoppiare la produzione locale siano necessari almeno 100 miliardi di dollari. Per tornare ai 3,4 milioni del picco 1998, però, ne servirebbero 200.

In questo quadro va notato che da un decennio le compagnie hanno una scarsa propensione a investire in un mercato dove l’offerta supera la domanda e il greggio viaggia ai minimi dal 2021, sotto quota 60 dollari per la qualità Wti. Non aiuta l’incertezza politica del Paese latino e i vent’anni di storia di espropriazioni ai danni di quasi tutte società straniere operanti negli idrocarburi.

“Impossibile investire”

Ciò nonostante, la maggior parte dei dirigenti presenti al tavolo ha trasmesso a Trump messaggi ottimistici sulla prospettiva di rilanciare il settore petrolifero venezuelano. Molti ma non Woods, che invece ha assunto un tono più scettico, sostenendo che siano necessari “cambiamenti significativi” prima che la più grande compagnia petrolifera statunitense prenda in considerazione l'idea di investire nel Paese.

“Abbiamo subito il sequestro dei nostri beni due volte e quindi potete immaginare che rientrare una terza volta richiederebbe cambiamenti piuttosto significativi rispetto a quanto visto storicamente e a quanto è attualmente lo stato”, ha spiegati l’ad di Exxon. “Se consideriamo i quadri giuridici e commerciali in vigore oggi in Venezuela, non è possibile investire”.

La reazione di Trump

Tale chiusura ha indispettito Trump, che ha espresso tutta la sua contrarietà ai giornalisti in viaggio domenica sull'Air Force One. “Non mi è piaciuta la risposta di Exxon, stanno facendo i furbetti”, ha sentenziato il presidente. Azione, reazione: “Probabilmente sarei propenso a escludere Exxon”.

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