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Fed, vendetta della Casa Bianca: “Inchiesta penale su Powell”

(reuters)

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Il capo della Federal Reserve indagato per i lavori alla sede di Washington. Gli ex colleghi lo difendono Bessent: “Creerà il caos”
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NEW YORK – Adesso è guerra aperta tra Donald Trump e la Fed, che dopo l’inchiesta contro il suo presidente Jerome Powell ha deciso di togliersi i guanti e andare allo scontro per difendere la propria indipendenza. Lo ha fatto con l’aiuto degli ex leader Greenspan, Bernanke e Yellen, due repubblicani e una democratica, scesi in campo con quattro ex segretari al Tesoro e vari consiglieri della Casa Bianca per una dichiarazione di condanna dell’aperta vendetta e interferenza da parte dell’amministrazione.

Il dipartimento alla Giustizia indaga su Powell, che Trump aveva nominato ma vuole cacciare, perché non ha abbassato il costo del denaro abbastanza come voleva lui, temendo il ritorno dell’inflazione. Il pretesto usato sono i lavori …

NEW YORK – Adesso è guerra aperta tra Donald Trump e la Fed, che dopo l’inchiesta contro il suo presidente Jerome Powell ha deciso di togliersi i guanti e andare allo scontro per difendere la propria indipendenza. Lo ha fatto con l’aiuto degli ex leader Greenspan, Bernanke e Yellen, due repubblicani e una democratica, scesi in campo con quattro ex segretari al Tesoro e vari consiglieri della Casa Bianca per una dichiarazione di condanna dell’aperta vendetta e interferenza da parte dell’amministrazione.

Il dipartimento alla Giustizia indaga su Powell, che Trump aveva nominato ma vuole cacciare, perché non ha abbassato il costo del denaro abbastanza come voleva lui, temendo il ritorno dell’inflazione. Il pretesto usato sono i lavori in corso per la ristrutturazione della sede di Washington della banca centrale americana, durati troppo a lungo e costati molto più delle stime iniziali. La spesa infatti è lievitata di 700 milioni di dollari, arrivando a 2,5 miliardi.

La reazione di Powell

In particolare, l’indagine punta ad appurare se Powell aveva mentito al Congresso durante la sua testimonianza sullo stato della costruzione, quando aveva negato che fossero stati usati marmi costosi e ascensori privati per i capi della Federal Reserve. Il 24 luglio scorso Trump aveva visitato il cantiere, criticando i lavori. Venerdì il dipartimento alla Giustizia ha notificato l’indagine a Powell, che ha assunto lo studio Williams & Connolly per difendersi.

Quindi domenica sera ha deciso di rompere il silenzio con una risposta video: «La minaccia di accuse penali – ha detto – è una conseguenza del fatto che la Federal Reserve ha fissato i tassi d’interesse in base alla nostra migliore valutazione di ciò che servirà al pubblico, piuttosto che seguire le preferenze del presidente». Quindi ha sfidato la Casa Bianca: «Il servizio pubblico a volte richiede di restare fermi di fronte alle minacce. Continuerò a svolgere il compito che il Senato mi ha confermato, con integrità e impegno nel servire il popolo americano».

Le pressioni sulla Fed

Trump ha negato di sapere dell’inchiesta ma è tornato ad attaccare Powell: «Non so nulla. Lui però certamente non è molto buono alla Fed e non è capace di costruire edifici». Il presidente aveva già cercato di cacciare la governatrice Lisa Cook, nominata da Biden, il cui caso è ora davanti alla Corte Suprema. Il mandato di Powell finisce a maggio e Trump sta già intervistando i potenziali successori: poteva aspettare la scadenza naturale, ma non lo ha fatto perché forse spera ancora nelle sue dimissioni.

Trump intende alzare la pressione in vista delle prossime riunioni sui tassi, o magari lanciare un avvertimento al successore. Atti che comunque minacciano autonomia e indipendenza della banca centrale, e erodono principi fondanti della democrazia Usa. Tanto che il segretario al Tesoro Bessent, secondo Axios, prende le distanze dall’inchiesta e, con l’occhio ai mercati, avverte: «Creerà il caos».

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