MILANO – I dati di raccolta di denaro delle reti di consulenti tratteggiano un 2025 spumeggiante, soprattutto per il risparmio gestito. I risparmiatori italiani hanno così accordato fiducia ai fondi comuni, assecondando i generali rialzi delle Borse nonostante le turbolenze dello scorso aprile legate ai dazi di Donald Trump. A dicembre, Fineco ha realizzato una raccolta netta al massimo storico di 1.669 milioni, dato in crescita del 37% annuo che ha portato il totale del 2025 a 13,4 miliardi dai 10,1 del 2024. La raccolta gestita è cresciuta da 4.093 a 5.456 milioni e quella amministrata da 4.779 a 5.975 milioni. Tali numeri, ha dichiarato l’ad Alessandro Foti, «confermano un’ulteriore crescita per Fineco, grazie a un modello di business che affianca a un’evoluta piattaforma tecnologica il supporto dei nostri consulenti finanziari».
Banca Generali, invece, a dicembre ha visto la raccolta netta calare a 607 milioni (di cui 476 in soluzioni gestite), rispetto ai 980 milioni dello stesso…
MILANO – I dati di raccolta di denaro delle reti di consulenti tratteggiano un 2025 spumeggiante, soprattutto per il risparmio gestito. I risparmiatori italiani hanno così accordato fiducia ai fondi comuni, assecondando i generali rialzi delle Borse nonostante le turbolenze dello scorso aprile legate ai dazi di Donald Trump. A dicembre, Fineco ha realizzato una raccolta netta al massimo storico di 1.669 milioni, dato in crescita del 37% annuo che ha portato il totale del 2025 a 13,4 miliardi dai 10,1 del 2024. La raccolta gestita è cresciuta da 4.093 a 5.456 milioni e quella amministrata da 4.779 a 5.975 milioni. Tali numeri, ha dichiarato l’ad Alessandro Foti, «confermano un’ulteriore crescita per Fineco, grazie a un modello di business che affianca a un’evoluta piattaforma tecnologica il supporto dei nostri consulenti finanziari».
Banca Generali, invece, a dicembre ha visto la raccolta netta calare a 607 milioni (di cui 476 in soluzioni gestite), rispetto ai 980 milioni dello stesso mese dell’anno prima. Il dato per l’intero 2025, però, sale a 6,84 miliardi, superando le aspettative (oltre 6 miliardi) e la raccolta di 6,65 miliardi del 2024. «Passata l’incertezza dell’estate», ha commentato l’ad Gian Maria Mossa riferendosi all’offerta da parte di Mediobanca poi naufragata, «è tornato un forte interesse da parte di professionisti di altre realtà con inserimenti importanti nell’ultima parte dell’anno». La settimana scorsa Azimut aveva annunciato la raccolta netta più elevata della propria storia, pari a 32,1 miliardi contando anche le acquisizioni di North Square Investments e di Knox Capital. Mentre Banca Mediolanum aveva annunciato una raccolta di 11,64 miliardi nel 2025, di cui 9 relativi al risparmio gestito, dai 10,44 miliardi del 2024, di cui 7,6 di fondi. Numeri che confermano un 2025 in rally per le reti e in particolare per i fondi.