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Danni da Covid, i concessionari delle autostrade avranno un ristoro. “Ma nessun aumento dei pedaggi”

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Il governo ha pronta una norma di sostegno. L’Autorità dei Trasporti ha stabilito i criteri per il calcolo dell’impatto della pandemia sui ricavi. Il ministero dei Trasporti verificherà la correttezza delle stime. Possibile un prolungamento delle concessioni
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ROMA – Tra gennaio del 2020 e marzo del 2022, nel pieno dell’emergenza da Covid, i concessionari autostradali hanno guadagnato molto meno rispetto ai mesi precedenti perché le vetture, lo ricordiamo bene, hanno circolato in numero ridotto. E adesso il governo – in ragione “dell’eccezionale calo di traffico conseguenza della pandemia” – vuole riconoscere ai concessionari una forma di ristoro.

Il meccanismo viene delineato nel decreto legge che il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto esaminare ieri. Il decreto è stato poi congelato per le tensioni tra la Lega e Fratelli d’Italia su tutt’altra questione (la nomina del super-commissario delle strade).

L’articolo 5 del decreto dà subito la notizia più importante. Il ristoro non potrà passare da “incrementi delle tariffe autostradali”. La necessità di risarcire i concessionari delle autostrade non comporterà, dunque, un futuro aumento dei pedaggi al casello.

ROMA – Tra gennaio del 2020 e marzo del 2022, nel pieno dell’emergenza da Covid, i concessionari autostradali hanno guadagnato molto meno rispetto ai mesi precedenti perché le vetture, lo ricordiamo bene, hanno circolato in numero ridotto. E adesso il governo – in ragione “dell’eccezionale calo di traffico conseguenza della pandemia” – vuole riconoscere ai concessionari una forma di ristoro.

Il meccanismo viene delineato nel decreto legge che il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto esaminare ieri. Il decreto è stato poi congelato per le tensioni tra la Lega e Fratelli d’Italia su tutt’altra questione (la nomina del super-commissario delle strade).

L’articolo 5 del decreto dà subito la notizia più importante. Il ristoro non potrà passare da “incrementi delle tariffe autostradali”. La necessità di risarcire i concessionari delle autostrade non comporterà, dunque, un futuro aumento dei pedaggi al casello.

Lo strumento del Pef

Nello stesso tempo, il decreto chiama in causa il Pef dei concessionari autostradali. Il Piano Economico-Finanziario è il documento che mette nero su bianco come starà in piedi (o dovrebbe stare in piedi) una concessione autostradale sul piano economico.

Nel loro nuovo Pef, i concessionari potranno indicare il danno che hanno subito a causa del Covid. La quantificazione del danno non potrà essere fatta così, liberamente. I concessionari dovranno attenersi ai criteri di calcolo che ha stabilito il garante del settore, l’Autorità dei Trasporti, su sollecitazione del governo.

L’Autorità ha stabilito che i concessionari dovranno tenere conto dei “minori ricavi conseguiti” (rispetto alla “media delle corrispondenti componenti economiche nel quinquennio 2015-2019”) e dei “maggiori oneri”. Da queste cifre i concessionari dovranno sottrarre i “minori costi registrati” (ad esempio per le manutenzioni delle strade) e degli “eventuali rimborsi a qualunque titolo già percepiti”.

Gli investimenti

Una volta indicata la cifra finale del danno effettivamente accusato, spetterà al ministero dei Trasporti di stabilire se l’importo è stato calcolato correttamente, nel rispetto dei criteri stabiliti dal garante. Alla fine di questo complesso percorso, che cosa entrerà in tasca ai concessionari? Su questo punto, si possono fare soltanto delle ipotesi. È possibile che i concessionari possano ridurre i loro investimenti, o comunque rimodularli, e ottenere un prolungamento della concessione.

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