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La radiografia dei mutui: variabile più conveniente, ma non basta. Richieste record: 144mila euro

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Nel 2025 i tassi in discesa hanno premiato la rata flessibile: risparmi da 33 euro al mese. Ma quasi tutti gli italiani continuano a preferire la certezza del fisso. In Trentino e Lombardia i mutui più pesanti. Prezzi medi delle case a 227mila euro
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MILANO – Un anno positivo per chi si è avvicinato all’acquisto di casa con la necessità di finanziare il grande passo attraverso un mutuo. Con il variabile che ha confermato la tendenza ad esser più conveniente del fisso, che invece ha mostrato un timido rialzo. Ma è rimasto, nonostante tutto, di gran lunga il “preferito” degli italiani. I quali hanno mostrato un certo segnale di fiducia alzando le richieste di finanziamento a livelli record, così come ai massimi è la durata dei contratti.

Il 2025 da poco concluso si è aperto con il barometro della politica monetaria della Bce a indicare un tempo “accomodante” e ciò ha trascinato al ribasso i tassi dei mutui variabili. Poi la situazione a Francoforte si è assestata, e così hanno fatto le rate agganciate all’Euribor, mentre il fisso ha iniziato ad aumentare.

MILANO – Un anno positivo per chi si è avvicinato all’acquisto di casa con la necessità di finanziare il grande passo attraverso un mutuo. Con il variabile che ha confermato la tendenza ad esser più conveniente del fisso, che invece ha mostrato un timido rialzo. Ma è rimasto, nonostante tutto, di gran lunga il “preferito” degli italiani. I quali hanno mostrato un certo segnale di fiducia alzando le richieste di finanziamento a livelli record, così come ai massimi è la durata dei contratti.

Il 2025 da poco concluso si è aperto con il barometro della politica monetaria della Bce a indicare un tempo “accomodante” e ciò ha trascinato al ribasso i tassi dei mutui variabili. Poi la situazione a Francoforte si è assestata, e così hanno fatto le rate agganciate all’Euribor, mentre il fisso ha iniziato ad aumentare.

Fisso, variabile, green: il quadro dei tassi

A dicembre, secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il Tan medio del tasso variabile considerando sia le opzioni standard che i mutui green (ovvero finalizzati all’acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica) si attesta così al 2,66%, valore oltre un punto percentuale più basso rispetto al 3,71% registrato nel mese di gennaio 2025. La migliore offerta, relativa a un mutuo green, scende invece al 2,29% contro il 3,26% di inizio anno. Di fatto il calo del 2025 è intorno al punto percentuale.

Il Tan del tasso fisso, invece, tocca oggi il 3,33% in media (mutui standard e green), valore storicamente più che accettabile anche se 50 punti base superiore rispetto alla media di gennaio, quando era al 2,83%. La crescita dei rendimenti, in particolare dei Bund tedeschi, ha avuto il suo peso. La soluzione green più conveniente, invece, si attesta al 2,83% contro il 2,45% registrato 12 mesi fa.

In definitiva, per Matteo Favaro, COO & managing director financial products di MutuiOnline.it, l’anno è stato “sicuramente incoraggiante per il mercato dei mutui”, dopo un biennio di condizioni più rigide. “Oggi i mutui a tasso variabile risultano essere l’opzione sulla carta più conveniente: rispetto al fisso, su un mutuo ventennale da 100.000 euro il risparmio è pari a 33 euro sulla rata mensile (538 contro 571) e di poco più di 8mila sull’intera durata del finanziamento. Tuttavia, soltanto il 2,9% dei clienti di MutuiOnline.it ha optato per il tasso indicizzato nel 2025, dal momento che la forbice tra le due tipologie di finanziamento è ancora troppo piccola e il tasso fisso (che ha assorbito il 96,1% del totale delle richieste) permette di bloccare la rata a condizioni favorevoli”.

Durate e importi

Tra gli altri dati evidenziati dall’Osservatorio, l’anno va in archivio con i massimi storici sia per la durata media che per l’importo medio dei mutui richiesti e per gli specialisti ciò evidenzia “una crescente fiducia nel mercato da parte di consumatori e istituti di credito, con questi ultimi che concedono finanziamenti sempre più lunghi e importi più elevati”. In particolare, per quanto riguarda la durata dei mutui il dato tra gennaio e dicembre è pari a 24 anni e 7 mesi in media, ovvero 3 mesi in più rispetto al 2024 quando si attestava sui 24 anni e 4 mesi. Guardando agli importi medi richiesti, nell’anno appena concluso la media ha toccato i 144.000 euro, che significa un aumento di circa 3.500 euro sul 2024 e di oltre 10mila sul 2023.

Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione dove si chiede maggior capitale per un mutuo (190.600 euro in media), con la Lombardia al secondo posto (168.600) e il Lazio sul terzo gradino del podio, mentre fanalino di coda è il Molise, dove la richiesta media si è attestata sui 104.500. In crescita, seppur limitata, anche il valore medio degli immobili nel Paese, che nel 2025 hanno raggiunto i 227.350 euro contro i 225.150 dell’anno precedente. Infine, rispetto al 2024 aumentano le richieste per l’acquisto della prima casa, sono in calo quelle per la surroga. Stabile l’età media dei richiedenti, quasi il 40% delle richieste arriva da under 36.

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