ROMA – Nuovo anno, nuova rottamazione, nuove condizioni. L’ultima manovra disciplina le modalità di accesso alla rottamazione quinquies, la definizione agevolata per regolarizzare debiti fiscali e contributivi. A fine 2024, le quattro precedenti iniziative per la liquidazione delle cartelle arretrate avevano totalizzato il 58,6% dei mancati versamenti rispetto agli introiti previsti. La quinquies, oltre ai debiti a ruolo affidati dall’1 gennaio 2000 al 30 giugno 2023 della precedente versione, estende la sua portata al 31 dicembre 2023.
Rottamazione quinquies: cosa si paga
Aderendo alla rottamazione delle cartelle si avvia un procedimento di definizione agevolata dei debiti ancora in essere e maturati tra l’1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Si tratta di debi…
ROMA – Nuovo anno, nuova rottamazione, nuove condizioni. L’ultima manovra disciplina le modalità di accesso alla rottamazione quinquies, la definizione agevolata per regolarizzare debiti fiscali e contributivi. A fine 2024, le quattro precedenti iniziative per la liquidazione delle cartelle arretrate avevano totalizzato il 58,6% dei mancati versamenti rispetto agli introiti previsti. La quinquies, oltre ai debiti a ruolo affidati dall’1 gennaio 2000 al 30 giugno 2023 della precedente versione, estende la sua portata al 31 dicembre 2023.
Rottamazione quinquies: cosa si paga
Aderendo alla rottamazione delle cartelle si avvia un procedimento di definizione agevolata dei debiti ancora in essere e maturati tra l’1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Si tratta di debiti fiscali, derivanti dall’omesso versamento delle imposte previste dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di liquidazione – controlli automatizzati o formali –. E di debiti contributivi, per l’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’Inps, esclusi quelli chiesti a seguito di accertamento. La rottamazione è un percorso agevolato perché, oltre a prevedere scadenze fisse e dilazionate per rateizzare la soddisfazione del debito, elimina dall’importo dovuto al Fisco quasi tutte le altre voci maturate. Il contribuente non è più infatti tenuto a versare gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive, le somme maturate a titolo di aggio. Vanno invece versate, oltre all’importo “netto”, le spese burocratiche per le procedure esecutive e di notificazione delle cartelle di pagamento.
Rottamazione delle cartelle: come aderire
La domanda per aderire alla rottamazione quinquies deve essere presentata esclusivamente per via telematica entro e non oltre il 30 aprile 2026, prima vera data da segnarsi sul calendario se si vuole partecipare alla definizione agevolata. Il modello di dichiarazione online viene caricato entro il 21 gennaio 2026 – ossia entro 20 giorni dall’entrata in vigore della legge – dall’agente della riscossione. In fase di adesione, il debitore dichiara il numero di rate entro cui vuole suddividere il pagamento. È l’agente della riscossione che comunica entro il 30 giugno 2026 al debitore partecipante alla rottamazione l’ammontare complessivo delle somme dovuto, quello delle singole rate e ciascuna data di scadenza per l’estinzione del debito.
Rottamazione quinquies: rate, scadenze, interessi
Il debitore può decidere se aderire alla quinquies e saldare tutto in una unica soluzione o rateizzare. Le rate possono essere al massimo 54, bimestrali, di pari ammontare e non inferiore a 100 euro ciascuna – tranne i casi di definizioni con debiti di importi inferiori ai 100 euro –. Per chi sceglie la maxi-rata, la scadenza per saldare il debito è il 31 luglio 2026. Nel secondo caso, pagamento dilazionato in più rate, la definizione agevolata prevede che siano pagate la prima il 31 luglio 2026, la seconda il 30 settembre 2026, la terza il 30 novembre 2026. Dalla quarta alla cinquantunesima, rispettivamente il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a partire dal 2027. Le ultime tre, per chi sceglie la rateizzazione massima, sono così divise: la 52esima il 31 gennaio 2035, la 53esima il 31 marzo 2035, la 54esima il 31 maggio 2035. Chi sceglia la soluzione rateizzata, dove anche il 3% annuo sulle somme dovute a decorrere dall’1 agosto 2026.
Rottamazione quinquies, le ipotesi di decadenza
Sono tre le ipotesi di decadenza. A differenza della rottamazione quater, non è più prevista la tolleranza dei cinque giorni: i benefici della definizione agevolata vengono persi se il pagamento viene effettuato in ritardo, anche un giorno dopo la scadenza, salvi i differimenti previsti da calendario per le scadenze in giorni festivi, sabati e domeniche. La decadenza è prevista in caso di mancato o insufficiente versamento dell’unica rata prevista, di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata. Sono esclusi dalla definizione agevolata gli importi dovuti a seguito di accertamenti fiscali o previdenziali.