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Berlino fuori dalla recessione per un soffio

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (afp)
Dopo due anni in negativo il Pil tedesco aumenta dello 0,2%, pesa il calo dell’export. Previsioni in rialzo per il 2026
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BERLINO – Un gigante dai piedi di piombo che stenta a riemergere dalle secche della stagnazione. Dall’anno della pandemia la Germania è caduta sostanzialmente in letargo, ma dopo due anni di vera e propria recessione, il 2025 ha segnato un timidissimo ritorno del segno più, quasi impercettibile. La maggiore economia europea è cresciuta dello 0,2%, uscendo tecnicamente dalla recessione.

Come ha ricordato ieri l’economista del Kiel Institut (IfW) Nils Janssen «una fase di sei anni senza crescita del Pil è un fatto senza precedenti, nella storia della Repubblica federale». Il motivo della debolezza persistente dell’economia tedesca risiede anche nella crisi del suo modello economico, basato tradizionalmente sulle esportazioni. Come ha spiegato ieri la presidente dell’Ufficio statistico Destatis, Ruth Brand, «l’economia dell’export è enormemente ostacolata dai dazi americani, dal rafforzamento dell’euro e dalla forte concorrenza della Cina».

Le esportazioni sono risultate in calo per il t…

BERLINO – Un gigante dai piedi di piombo che stenta a riemergere dalle secche della stagnazione. Dall’anno della pandemia la Germania è caduta sostanzialmente in letargo, ma dopo due anni di vera e propria recessione, il 2025 ha segnato un timidissimo ritorno del segno più, quasi impercettibile. La maggiore economia europea è cresciuta dello 0,2%, uscendo tecnicamente dalla recessione.

Come ha ricordato ieri l’economista del Kiel Institut (IfW) Nils Janssen «una fase di sei anni senza crescita del Pil è un fatto senza precedenti, nella storia della Repubblica federale». Il motivo della debolezza persistente dell’economia tedesca risiede anche nella crisi del suo modello economico, basato tradizionalmente sulle esportazioni. Come ha spiegato ieri la presidente dell’Ufficio statistico Destatis, Ruth Brand, «l’economia dell’export è enormemente ostacolata dai dazi americani, dal rafforzamento dell’euro e dalla forte concorrenza della Cina».

Le esportazioni sono risultate in calo per il terzo anno consecutivo. In più pesa l’incertezza geopolitica, che aggrava la riluttanza delle imprese a investire. L’unica luce è stata la domanda interna e in particolare la ripresa dei consumi, alimentati dai rinnovi contrattuali e da un inflazione rimasta stabile.

L’anno in corso dovrebbe andare meglio, pronosticano gli economisti, grazie all’iniezione dei maxi investimenti che il governo Merz farà in deroga al debito. Il consenso generale tra i maggiori istituti tedeschi è che la Germania, anche grazie alla “droga” temporanea degli investimenti crescerà tra lo 0,9 e l’1,2%. Una buona notizia per tutti, non solo per la Germania.

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