Movida, i residenti tartassati hanno diritto al risarcimento. Le sentenze e come chiedere i danni
di Irene Maria ScaliseLa movida del sabato sera a Roma
ROMA – Buone notizie per chi vive nei quartieri sempre più tartassati dalla movida. A Milano il Tribunale riconosce un risarcimento di 6.500 euro per il rumore che diventa così assordante da impedire il sonno. Il Comune è ritenuto responsabile di aver concesso troppe licenze ai locali e non aver sanzionato gli esercizi commerciali. Se non colpevole direttamente in qualche modo complice.
La sentenza 9958/2025, depositata a fine dicembre dal Tribunale lombardo, racconta di una situazione ingestibile per chi vive nei quartieri della movida: androni condominiali invasi da bicchieri, bottiglie e rifiuti abbandonati dai clienti dei locali, condòmini con problemi al lavoro a causa del mancato riposo notturno.
Le sentenze in Italia
ROMA – Buone notizie per chi vive nei quartieri sempre più tartassati dalla movida. A Milano il Tribunale riconosce un risarcimento di 6.500 euro per il rumore che diventa così assordante da impedire il sonno. Il Comune è ritenuto responsabile di aver concesso troppe licenze ai locali e non aver sanzionato gli esercizi commerciali. Se non colpevole direttamente in qualche modo complice.
La sentenza 9958/2025, depositata a fine dicembre dal Tribunale lombardo, racconta di una situazione ingestibile per chi vive nei quartieri della movida: androni condominiali invasi da bicchieri, bottiglie e rifiuti abbandonati dai clienti dei locali, condòmini con problemi al lavoro a causa del mancato riposo notturno.
Le sentenze in Italia
ll problema in realtà riguarda tutta Italia e l’Anci ad agosto 2025 ha pubblicato delle linee guida, dei Quaderni operativi, per aiutare i Comuni a gestire il fenomeno della “malamovida”, fornendo supporto su come utilizzare gli strumenti normativi (principalmente le ordinanze sindacali ex articolo 50 e 54 del Tuel), per cercare di trovare un equilibrio tra le attività economiche e la tutela della quiete pubblica. Ecco qualche esempio. Il Comune di Torino è stato più volte citato in giudizio e condannato a risarcire i danni ai residenti a causa della movida, in particolare nei quartieri come Vanchiglia e San Salvario, per i rumori notturni e l'inquinamento acustico intollerabile; i residenti hanno ottenuto sentenze che riconoscono la responsabilità del Comune nel non aver adeguatamente controllato il fenomeno, imponendo il risarcimento e l'adozione di misure per risolvere il problema. Cassazione 14209/2023, ha condannato il Comune di Brescia al risarcimento dei danni a favore dei residenti in un quartiere del centro che avevano lamentato i rumori prodotti da una moltitudine di persone che frequentavano i locali della zona. Cassazione 18676/2024 ha confermato la sentenza della Corte d’appello di Genova che ha condannato il Comune di Albissola (Savona) a risarcire alcuni turisti. Spettacoli notturni, organizzati dal Comune provocavano rumori intollerabili, pregiudicando il riposo e il soggiorno nell’appartamento che avevano destinato a residenza estiva.
Il disagio a Milano
Tornando al caso di Milano l’area è oggetto di contenzioso da anni e si concentra in zona Corso Garibaldi. E’ stata respinta l’eccezione di difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore del giudice amministrativo proposta dall’amministrazione comunale: oggetto dell’azione non è infatti la contestazione di una delibera, ma la condanna a una azione da parte del Comune, con conseguente richiesta di risarcimento. La competenza è perciò del giudice ordinario. Si legge nelle 25 pagine della sentenza che il fenomeno della movida e i relativi effetti non sono riconducibili a una condotta attiva dell’amministrazione comunale, ma derivano dall’aggregazione di un numero eccessivo e incontrollato di persone, attirate dalla presenza delle numerose attività commerciali presenti nella zona. Ciò non vale, tuttavia, di per sé, a escludere la titolarità passiva del rapporto in capo al Comune e la sua responsabilità, ben potendosi la stessa configurare anche in presenza di una condotta omissiva, laddove sussista un obbligo giuridico di impedire un evento,
Come agire in caso di movida
Perizia Fonometrica: Richiedere all'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) una misurazione dei decibel per accertare il superamento dei limiti di tollerabilità.
Documentazione: Foto, video delle scene, registrazioni sonore (se conformi alla legge), testimonianze scritte di altri residenti.
Documentazione Medica: Se si subiscono danni alla salute (insonnia, stress), raccogliere certificati medici che colleghino i disturbi al rumore.
Azioni Legali
In Tribunale (Giudice Civile): Presentare ricorso contro il gestore per far accertare il superamento dei limiti di tollerabilità (art. 844 c.c.) e chiedere la cessazione del rumore e il risarcimento danni.
Contro il Comune: Se il Comune omette i controlli, si può agire per ottenere un risarcimento danni, dimostrando la sua responsabilità nell'omessa vigilanza e l'inefficacia degli interventi, citando anche recenti sentenze che riconoscono questo diritto.