MILANO – A Piazza Affari procede il risiko delle banche più piccole, in attesa che parta ufficialmente il secondo tempo della partita sui gruppi più grandi. La prossima data da segnare è il 26 gennaio, quando prenderà il via l’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) di Banca Cf+ su Banca Sistema, istituto specializzato nell’acquisto dalle imprese di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione.
Dopo che nei giorni scorsi sono arrivate tutte le autorizzazioni necessarie e dopo che due giorni fa la Consob ha approvato il documento di offerta, gli azionisti di Banca Sistema dal 26 gennaio e fino al 27 febbraio (salvo una riapertura dei termini) sceglieranno se aderire o meno all’opas. Chi si è già impegnato a farlo, con il suo 23,6% del capitale, è il numero uno e fondatore del gruppo del factoring, Gianluca Garbi, mentre tra gli altri grandi soci figurano la Fondazione Sicilia e la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo.
MILANO – A Piazza Affari procede il risiko delle banche più piccole, in attesa che parta ufficialmente il secondo tempo della partita sui gruppi più grandi. La prossima data da segnare è il 26 gennaio, quando prenderà il via l’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) di Banca Cf+ su Banca Sistema, istituto specializzato nell’acquisto dalle imprese di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione.
Dopo che nei giorni scorsi sono arrivate tutte le autorizzazioni necessarie e dopo che due giorni fa la Consob ha approvato il documento di offerta, gli azionisti di Banca Sistema dal 26 gennaio e fino al 27 febbraio (salvo una riapertura dei termini) sceglieranno se aderire o meno all’opas. Chi si è già impegnato a farlo, con il suo 23,6% del capitale, è il numero uno e fondatore del gruppo del factoring, Gianluca Garbi, mentre tra gli altri grandi soci figurano la Fondazione Sicilia e la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo.
Banca Cf+ mette sul piatto 1,80 euro ad azione, suddivisi in 1,382 euro in contanti subito più 0,418 euro, entro sei mesi, in azioni Kruso Kapital, società controllata da Banca Sistema operante nel credito su pegno. Da quando l’operazione è stata annunciata, il 30 giugno scorso, le azioni di Banca Sistema si sono adeguate al ribasso al corrispettivo offerto (ieri la chiusura di Borsa a 1,736 euro dopo i massimi annui del 27 giugno appena sotto 2 euro).
Sulla società del factoring continua a pesare lo stop alla distribuzione di dividendi stabilito da Bankitalia poco più di un anno fa a seguito di un’ispezione che ha condotto alla riclassificazione di alcuni crediti. Nello stesso tempo, però, Banca Sistema per il 2025 si aspetta un aumento degli utili, grazie anche al pagamento di 103 milioni ricevuto a novembre dal Comune di Catania. Da qui la possibilità di un rilancio da parte della società controllata da Elliott Management Corporation, anche in virtù del fatto che sono passati più di sei mesi dall’annuncio dell’opas, non finalizzata all’uscita di Borsa (delisting) e il cui controvalore massimo sfiora quota 145 milioni.
Intanto, ieri a Piazza Affari sono scivolate del 14,5% le azioni dell’altra quotata del factoring, Bff Bank. A pesare il declassamento a “hold” (“mantenere in portafoglio”) da “buy” (“acquistare”) arrivato da Kepler Chevreux, che segue quello analogo di Deutsche Bank di dicembre.
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