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Web veloce a portata di tutti. Il Garante: oneri su più aziende delle tlc

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Per AgCom il “servizio universale” non deve essere un obbligo soltanto per Tim, coinvolti altri operatori: tutti dovanno avere un listino di servizi di base a prezzi abbordabili
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ROMA – Le famiglie italiane a basso reddito hanno il diritto ad avere un Internet veloce (con almeno 20 mega di capacità di scarico dei dati) e a telefonare senza intoppi. Questi due servizi essenziali devono essere garantiti a tutti, con tariffe “abbordabili” per chi guadagna poco.

E quando le famiglie povere chiedono che la loro casa sia collegata alla Rete non devono sopportare costi di attivazione alti; né pagare servizi non richiesti e non essenziali; e tantomeno aspettare giorni o settimane per l’allaccio. Anche se pagano poco, infine, queste stesse famiglie subiranno l’interruzione del servizio solo per motivi “giustificati”.

L’arbitro del settore telefonico – il Garante AgCom – si prepara ad aprire un ombrello ampio e resistente in favore delle persone più deboli. L’ombrello, ufficiale si ipotizza entro l’estate 2026, sarà più solido rispetto al passato. Fino a ieri una sola azienda delle tlc (Tim) è stata obbligata a offrire un listino di servizi a prezzi di favore.

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ROMA – Le famiglie italiane a basso reddito hanno il diritto ad avere un Internet veloce (con almeno 20 mega di capacità di scarico dei dati) e a telefonare senza intoppi. Questi due servizi essenziali devono essere garantiti a tutti, con tariffe “abbordabili” per chi guadagna poco.

E quando le famiglie povere chiedono che la loro casa sia collegata alla Rete non devono sopportare costi di attivazione alti; né pagare servizi non richiesti e non essenziali; e tantomeno aspettare giorni o settimane per l’allaccio. Anche se pagano poco, infine, queste stesse famiglie subiranno l’interruzione del servizio solo per motivi “giustificati”.

L’arbitro del settore telefonico – il Garante AgCom – si prepara ad aprire un ombrello ampio e resistente in favore delle persone più deboli. L’ombrello, ufficiale si ipotizza entro l’estate 2026, sarà più solido rispetto al passato. Fino a ieri una sola azienda delle tlc (Tim) è stata obbligata a offrire un listino di servizi a prezzi di favore.

Le dinamiche del mercato

Tim lo ha fatto perché gravata degli oneri del “servizio universale” in quanto ex monopolista del settore. Nel quadro precedente, quindi, Tim vendeva abbonamenti a Internet a 19 euro al mese (importo basso ma non bassissimo) permettendo chiamate nazionali verso un numero fisso o un numero di cellulare a un centesimo al minuto.

Nel quadro futuro, il Garante AgCom verificherà intanto se le normali dinamiche del mercato garantiscono già servizi di base adeguati e con prezzi non discriminatori. In caso contrario, il Garante potrà imporre a tutte le aziende delle tlc l’offerta di un listino a tariffe contenute.

Questo, a prescindere dalla tecnologia che usano. Se una famiglia a basso reddito vive in un paesino sperduto non illuminato, anche Starlink (che offre connessioni via satellite) o Eolo (con l’Fwa) potranno essere chiamate a offerte low cost.

I ricchi e i poveri

Nel 2026, resistono aree o frazioni isolate dove le connessioni a Internet non arrivano alla velocità minima dovuta (i 20 mega) o con un’adeguata stabilità. Questo per tutti: i ricchi e i poveri. Le regole del passato dicevano che Tim, ancora lei, doveva farsi carico di coprire quelle zone dimenticate (sempre perché titolare del “servizio universale”).

Le regole future permetteranno al Garante di incaricare un’altra azienda delle tlc, più aziende o anche aziende alleate tra loro nella missione di salvataggio. Il “servizio universale” insomma verrà sopportato da diverse aziende del settore, non necessariamente da una specifica.

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