Il 29 dicembre, Reza si è svegliato al mattino presto, ha preso la chiavi della macchina, è andato al bazar e ha sistemato un grosso cartello sulla serranda del negozio: “chiuso”. Non ha scritto perché, ma nei vicoli dell’antico mercato di Teheran tutti sapevano: sciopero. “La mia famiglia vende bigiotteria da due generazioni, mio padre prima gestiva anche elettronica, ma l’anno scorso l’abbiam…