Largo alla banca delle donne. Benvenuti in Promos, dove il trading desk è esclusivamente femminile
di Irene Maria ScaliseROMA – La finanza è donna e parla napoletano. Banca Promos – situata a pochi passi dal lungomare partenopeo – guadagna circa 3 milioni di euro all'anno dal trading I suoi otto trader, molti dei quali multilingue, si affidano a relazioni personali con i clienti per mettere in contatto acquirenti e venditori in 50 paesi. E sono tutte donne. Decisamente una bella notizia visto che nelle banche commerciali tra gli executive si contano solo 2 donne su 10 manager.
Una rarità nel trading
A raccontare la storia di queste donne decisamente in carriera è Bloomberg che spiega come Banca Promos è una rarità nel mondo del trading obbligazionario, un'attività dominata dagli uomini. Dalla sua fondazione nel 1980, si è ritagliata una nicchia che le ha permesso di sopravvivere alle cris…
ROMA – La finanza è donna e parla napoletano. Banca Promos – situata a pochi passi dal lungomare partenopeo – guadagna circa 3 milioni di euro all'anno dal trading I suoi otto trader, molti dei quali multilingue, si affidano a relazioni personali con i clienti per mettere in contatto acquirenti e venditori in 50 paesi. E sono tutte donne. Decisamente una bella notizia visto che nelle banche commerciali tra gli executive si contano solo 2 donne su 10 manager.
Una rarità nel trading
A raccontare la storia di queste donne decisamente in carriera è Bloomberg che spiega come Banca Promos è una rarità nel mondo del trading obbligazionario, un'attività dominata dagli uomini. Dalla sua fondazione nel 1980, si è ritagliata una nicchia che le ha permesso di sopravvivere alle crisi finanziarie. Quando un esodo di trader ha dimezzato il desk più di un decennio fa, la banca l'ha ricostruita attorno a coloro che sono rimasti, molte delle quali donne.
Fondata dall'imprenditore napoletano Ugo Malasomma, Promos vanta da tempo una quota relativamente elevata di dipendenti donne. Nata come piccola società di intermediazione di obbligazioni societarie e governative, Promos si è espansa all'estero negli anni '90 e ha ottenuto la licenza bancaria nel 2004.
19 donne su 30
Sotto la guida dell'amministratore delegato Tiziana Carano, 19 dei 30 dipendenti della banca sono donne. La stessa Carano è entrata in azienda nel 1993 e ha assunto il ruolo di vertice nel 2005, in un periodo in cui non c'erano praticamente donne ceo nelle banche italiane. La percezione che i ruoli dirigenziali fossero ricoperti da uomini era così radicata all'epoca, racconta, che un socio in affari le inviò una bellissima cravatta insieme agli auguri di buone feste.
"Quando Promos ha dovuto ricoprire un ruolo, sono state le donne a essere più preparate, più motivate e più determinate – spiega Carano – paradossalmente, la nostra forte diversità di genere è proprio il risultato della scarsa attenzione al genere".
Lo stesso vale per il desk dedicato al reddito fisso, creato alla fine degli anni '90 e che per lungo tempo ha incluso sia uomini che donne. Nel 2013, circa una mezza dozzina di trader se ne sono andati, portando con sé una grossa fetta di clienti e il loro business. Il personale al desk è stato dimezzato. Malasomma e Carano hanno deciso di ricostruire attorno a chi era rimasto, tra cui molte donne. Hanno rapidamente riconquistato clienti e da lì sono cresciuti.
L’organizzazione specialistica
II team è strutturato in modo che ogni trader sia specializzato in una lingua e in un'area geografica. Il team è composto da madrelingua tedeschi, francesi, spagnoli e inglesi. Oltre all'italiano, sua lingua madre, parla rumeno e segue quel mercato insieme alla Scandinavia.
Le donne in finanza
L’ultima indagine PISA-Ocse, che considera gli studenti e le studentesse di 15 anni, riporta che, nell’arco degli ultimi 10 anni, il gap di competenze finanziarie è più che raddoppiato, passando dall’8 al 20% . La scarsa conoscenza finanziaria è un problema che riguarda 7 donne su 10, che non sanno gestire al meglio il proprio denaro e utilizzare gli strumenti finanziari disponibili. Mentre uno studio McKinsey riporta che le donne rappresentano solo il 19% dei membri dei consigli di amministrazione delle compagnie assicurative e il 23% dei dirigenti finanziari nel mondo. In Italia le percentuali sono più alte, grazie alla legge 120/2011 che ha imposto un 40% di presenza femminile nei Cda delle società quotate, ma al di fuori del perimetro della legge e nel top management la percentuale cala drasticamente: nelle società finanziarie italiane le donne amministratrici delegate sono solo il 2%, nelle banche addirittura l’1%.