Ex Ilva, via libera definitivo della Camera al nuovo finanziamento
di Raffaele LorussoTaranto, stabilimento ex Ilva
Arriva il via libera definitivo all’ulteriore finanziamento per l’ex Ilva. Con il sì anche della Camera (136 voti favorevoli, 96 contrari), viene convertito in legge il decreto con le disposizioni urgenti per assicurare la continuità operativa del complesso siderurgico. Oltre ad autorizzare l’utilizzo dei 108 milioni residui trasferiti da Ilva spa in amministrazione straordinaria, il provvedimento prevede anche la possibilità di un ulteriore finanziamento di 149 milioni per il 2026, “nel caso in cui la cessione non avvenga entro il prossimo 30 gennaio”.
Lo stanziamento sarà deciso dal ministro delle Imprese e del made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia. La richiesta potrà essere presentata dai commissari di Acciaierie d’Italia, la società di gestione …
Arriva il via libera definitivo all’ulteriore finanziamento per l’ex Ilva. Con il sì anche della Camera (136 voti favorevoli, 96 contrari), viene convertito in legge il decreto con le disposizioni urgenti per assicurare la continuità operativa del complesso siderurgico. Oltre ad autorizzare l’utilizzo dei 108 milioni residui trasferiti da Ilva spa in amministrazione straordinaria, il provvedimento prevede anche la possibilità di un ulteriore finanziamento di 149 milioni per il 2026, “nel caso in cui la cessione non avvenga entro il prossimo 30 gennaio”.
Lo stanziamento sarà deciso dal ministro delle Imprese e del made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia. La richiesta potrà essere presentata dai commissari di Acciaierie d’Italia, la società di gestione degli impianti, sulla base di un piano di che tenga conto dei tempi della conclusione della trattativa per la vendita. La norma prevede che Ilva spa possa procedere direttamente all’utilizzo delle risorse o trasferirle ad Acciaierie d’Italia.
Serve il via libera Ue
Nel provvedimento vengono fissate anche le modalità di erogazione delle risorse. Per procedere bisognerà attendere il via libera della Commissione europea. In ogni caso, la restituzione dovrà avvenire entro sei mesi, a valere sul ricavato della cessione a terzi del compendio aziendale e con responsabilità solidale della società cessionaria in caso di insufficienza delle risorse stesse. Per Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria è anche previsto uno stanziamento di 8,6 milioni a copertura del 2025 e di 11,4 milioni nel 2026 per la cig straordinaria percepita, anche ai fini formazione professionale per la gestione delle bonifiche, dai lavoratori dei relativi stabilimenti produttivi. Slitta, invece, di un anno (dal triennio 2025-2027 al triennio 2026-2028) il periodo per fruire delle risorse per le imprese dell’indotto tramite il fondo ad hoc del Mimit, che ha una dotazione di un milione per ciascun anno del triennio.
La trattativa per la cessione
Si tratta di un’ulteriore iniezione di liquidità, in attesa dell’esito della trattativa per la cessione. I commissari di Ilva spa e di Acciaierie d’Italia continuano il confronto in via esclusiva con il fondo di investimento statunitense Flack Group, che ha offerto la cifra simbolica di un euro per rilevare gli impianti, impegnandosi a investire 5 miliardi. I nodi principali sono il piano industriale – il governo punta alla decarbonizzazione a produrre a regime 6 milioni di tonnellate di acciaio l’anno – e la tutela dell’occupazione. Il fondo americano afferma di essere pronto a farsi carico di 8.500 dei poco meno dei 10mila dipendenti diretti del gruppo. Impegni sui quali i sindacati chiedono di vederci chiaro. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm insistono per la convocazione di un vertice a Palazzo Chigi per fare il punto sul presente e sul futuro.
Lo stop degli impianti
La richiesta nasce anche dalla preoccupazione per l’ulteriore rallentamento dell’attività di produzione. Nello stabilimento di Taranto, sono iniziate le operazioni per lo stop temporaneo delle batterie di forni a coke, attualmente attive, la numero 7, 8 e 12, mentre la numero 9 è già ferma. Il fermo è necessario per effettuare gli interventi di manutenzione del catalizzatore dell'impianto desolforazione dell'area sottoprodotti. L’azienda ha fatto sapere che i forni saranno mantenuti in riscaldo per preservarne l'integrità e garantirne il riavvio al termine della manutenzione, prevista per il prossimo 30 aprile.