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Hera stanzia 5,5 miliardi di investimenti al 2029. “Pronti a cogliere le opportunità sul mercato”

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La multiutility prevede di chiudere il 2025 con un margine operativo lordo di oltre 1,53 miliardi. E distribuire una cedola più corposa, pari a 16 centesimi per azione
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MILANO – Hera alza il velo sul piano industriale al 2029 che punta a investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro e un ritorno sul capitale investito netto al 9,3%. Al termine del quinquennio, la multiutility bolognese punta a raggiungere un margine operativo lordo di 1,76 miliardi e un utile netto per gli azionisti pari a 519 milioni, in crescita strutturale di circa il 6%.

Oltre il 60% degli investimenti ai business regolati

Dei 5,5 miliardi messi in campo, il 63% sarà assorbito dai business regolati, di cui 3,1 miliardi destinati alle reti, e il restante 37% alimenterà la crescita dei business a mercato. Inoltre, 2,9 miliardi di investimenti saranno allineati alla tassonomia europea, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del gruppo, che…

MILANO – Hera alza il velo sul piano industriale al 2029 che punta a investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro e un ritorno sul capitale investito netto al 9,3%. Al termine del quinquennio, la multiutility bolognese punta a raggiungere un margine operativo lordo di 1,76 miliardi e un utile netto per gli azionisti pari a 519 milioni, in crescita strutturale di circa il 6%.

Oltre il 60% degli investimenti ai business regolati

Dei 5,5 miliardi messi in campo, il 63% sarà assorbito dai business regolati, di cui 3,1 miliardi destinati alle reti, e il restante 37% alimenterà la crescita dei business a mercato. Inoltre, 2,9 miliardi di investimenti saranno allineati alla tassonomia europea, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del gruppo, che aspira a ridurre le emissioni del 35% nel 2029 rispetto al 2019 per poi azzerarle entro il 2050.

L’impegno si ripercuote anche sull’installazione di impianti fotovoltaici, con un target di oltre 370 MW entro il 2029. Nel 2026 si completerà la realizzazione delle due Hydrogen valley di Trieste e Modena, quasi completamente finanziate da Pnrr e altri fondi, che produrranno a regime oltre 620 tonnellate l'anno di idrogeno verde. Per quanto riguarda la filiera ambiente, i rifiuti trattati dal gruppo passeranno da 8,5 milioni di tonnellate nel 2024 a 10,1 milioni di tonnellate nel 2029 (+18%).

Sul fronte commerciale punta a portare la propria base clienti a quota 4,5 milioni per la fine del quinquennio.

Confermata “l’attenzione a cogliere le opportunità di crescita esterna”

Nel piano non manca un riferimento a possibili acquisizioni. Hera prevede che le operazioni di M&A del quinquennio possano contribuire per 100 milioni al margine del gruppo, confermando dunque “l’attenzione a cogliere le opportunità di crescita esterna per sviluppare sinergie industriali o per ampliare segmenti di business e il portafoglio clienti”. Va in questa direzione il recente accordo con Sostelia, attiva nel settore idrico: a regime si prevede un contributo di almeno 20 milioni, oltre alle sinergie.

Cedola più corposa già nel 2025

In occasione del piano, Hera ha anticipato alcuni risultati del 2025, come il margine operativo lordo “previsto superiore a 1,53 miliardi” e l’utile netto per gli azionisti “in crescita di circa il 4% a oltre 460 milioni”

Numeri che, assieme alle prospettive positive del piano, hanno portato la multiutility a ritoccare la politica dei dividendi: la cedola del 2025 sarà pari a 16 centesimi per azione, in aumento del 6,7% rispetto a quella di competenza del 2024 e rispetto alle previsioni del precedente piano, ferme a 15,5 centesimi. Cresce anche l’obiettivo al 2029, pari ora a 19 centesimi per azione.

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