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Dazi e tensioni, Panetta: “L’economia ha retto, mercati più furbi dei vincoli. L’Italia soffre”

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L’intervento del governatore di Bankitalia al Comitatato esecutivo Abi: “Le tariffe degli Usa e le difficoltà di Berlino ci penalizzano”
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ROMA – Guerra commerciale, minaccia di escalation, tensioni tra superpotenze. E reazione immediata dei mercati, sugli investimenti e sui tassi di cambio. È il riassunto degli ultimi 12 mesi secondo il governatore di Banca d’Italia Fabio Panetta. “Ormai in due giorni cambia il quadro congiunturale e politico – esordisce nel suo intervento al comitato esecutivo Abi – è difficile fare valutazioni economiche e avere un quadro coerente, le variabili economiche sono sempre più influenzate dalla politica”. Ma nonostante tutto, “l’economia mondiale ha retto, è migliore di quella che ci si aspettava aggiunge il banchiere – il mondo è più furbo dei vincoli, il commercio si è riallocato”. Certo, non senza conseguenze.

L’impatto sull’Italia

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ROMA – Guerra commerciale, minaccia di escalation, tensioni tra superpotenze. E reazione immediata dei mercati, sugli investimenti e sui tassi di cambio. È il riassunto degli ultimi 12 mesi secondo il governatore di Banca d’Italia Fabio Panetta. “Ormai in due giorni cambia il quadro congiunturale e politico – esordisce nel suo intervento al comitato esecutivo Abi – è difficile fare valutazioni economiche e avere un quadro coerente, le variabili economiche sono sempre più influenzate dalla politica”. Ma nonostante tutto, “l’economia mondiale ha retto, è migliore di quella che ci si aspettava aggiunge il banchiere – il mondo è più furbo dei vincoli, il commercio si è riallocato”. Certo, non senza conseguenze.

L’impatto sull’Italia

"L'Italia sta soffrendo queste condizioni internazionali", perché a essere colpiti sono i suoi due principali partner commerciali. Lo scontro sui dazi ha coinvolto gli Stati Uniti, minacciato gli ordini e portato incertezza sugli scenari futuri. Le mutate condizioni esterne hanno prima rallentato e poi arrestato la Germania, che ora sta investendo massicciamente per rilanciarsi. Ma non solo. Il duello ingaggiato da Donald Trump con Pechino ha anche spinto il gigante asiatico a espandersi altrove, per trovare un’alternativa di mercato a Washington. “L’Europa è una di questi – aggiunge Panetta – e l’export in Europa e Italia sta aumentando. Questo è un altro fattore che spiega le difficoltà della Germania ad esempio. Il contenuto tecnologico delle merci cinesi ormai è uguale o migliore a quello dei Paesi europei, e per questo più competitivo non solo sul lato dei prezzi ma anche su quello tecnologico”.

L’anno dell’IA

È proprio la tecnologia uno dei protagonisti dell’ultimo anno. Capace di dare una spinta all’economia e sovvertire le previsioni. Gli scambi hanno tenuto, ha detto Panetta, anche perché “il comparto IA sta generando un volume di scambi molto importante”. Negli Usa, ha avuto un impatto sul Pil, che è andato meglio delle stime del Fmi, e sull’inflazione, che ha rallentato più del previsto. Questa “rivoluzione dell’IA” è assolutamente non cooperativa tra i Paesi, ha costi elevatissimi, colmare il divario con i Paesi sviluppatori diventa impossibile. Ma forse, dice Panetta, non è necessario. “La sfida sarà sull’utilizzo dell’IA, non possiamo competere nello sviluppo della tecnologia – le parole del governatore – Dobbiamo mettere le pmi in condizione di cavalcare la conoscenze e innovazione tecnologica che si sta diffondendo. Per questo serve la conoscenza e la formazione per i giovani”.

La semplificazione bancaria

Davanti al comitato esecutivo Abi, Panetta ha anche discusso di finanza digitale e semplificazione bancaria. Le banche "sono in generale più redditizie e più attente, abbiamo avuto una serie di choc, il mondo bancario è in condizioni migliori. Dove ci sono ridondanze di regolamentazione vanno tolte, il dibattito sulla semplificazione è cresciuto ed è stata abbracciata in pieno idea di semplificare". Negli ultimi mesi, ha notato Panetta, “il dibattito sulla semplificazione è cresciuto, si è diffuso, l'Eurosistema ha abbracciato appieno questa idea di semplificare”. La Bce e la vigilanza hanno quindi presentato proposte alla Commissione europea: “È una prima proposta, è un dibattito che è iniziato e io credo che debba proseguire”. Panetta ha citato in particolare le proposte che mirano a “rendere un po' più snella e anche un pò più comprensibile la struttura di capitale delle banche e quelle in tema di “proporzionalità”. Quest'ultimo è un tema “sentito” perché l'attuale normativa “è stata scritta dopo la crisi finanziaria, c'era anche una componente di cautela maggiore rispetto ad adesso, forse eccessiva e le norme “sono state applicate a tutte le banche come se tutte le banche potessero operare come le grandi banche internazionali”.

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