Mini rivoluzione per accedere al registro elettronico. Fra pochi giorni, al massimo qualche settimana, tutte le scuole italiane dovranno comunicare a genitori, studenti e docenti che l’accesso alle piattaforme che gestiscono il registro online potrà avvenire soltanto attraverso una delle identità digitali previste nel nostro paese: Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o Cie, la carta d’identità elettronica. Per 15 milioni di genitori italiani e per 2 milioni e mezzo di studenti delle superiori si potrebbero presentare delle difficoltà, almeno durante i primi tempi.
La novità
Il cambiamento è stato introdotto un mese e mezzo fa dal cosiddetto decreto-legge Semplificazioni, che ha modificato la norma che risale a più di dieci anni fa dall’allora governo Monti che a viale Trastevere, nel 2011, aveva piazzato Francesco Profumo. Il registro elettrico fa il suo esordio nell'anno scolastico 2012/2013. Presumibilmente entro quest’anno, “ai registri online - si legge nella norma - s…
Mini rivoluzione per accedere al registro elettronico. Fra pochi giorni, al massimo qualche settimana, tutte le scuole italiane dovranno comunicare a genitori, studenti e docenti che l’accesso alle piattaforme che gestiscono il registro online potrà avvenire soltanto attraverso una delle identità digitali previste nel nostro paese: Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o Cie, la carta d’identità elettronica. Per 15 milioni di genitori italiani e per 2 milioni e mezzo di studenti delle superiori si potrebbero presentare delle difficoltà, almeno durante i primi tempi.
La novità
Il cambiamento è stato introdotto un mese e mezzo fa dal cosiddetto decreto-legge Semplificazioni, che ha modificato la norma che risale a più di dieci anni fa dall’allora governo Monti che a viale Trastevere, nel 2011, aveva piazzato Francesco Profumo. Il registro elettrico fa il suo esordio nell'anno scolastico 2012/2013. Presumibilmente entro quest’anno, “ai registri online - si legge nella norma - si accede tramite il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID) o la carta di identità elettronica (CIE)”. Mentre “nel primo ciclo di istruzione alle comunicazioni in formato elettronico accedono i genitori degli alunni o gli esercenti la responsabilità genitoriale”. In altre parole, gli studenti delle scuole medie, che finora sono dotati di credenziali ad hoc, non potranno più vedere in tempo reale le valutazioni apposte dai genitori né le comunicazioni ufficiali della scuola, perché al registro elettronico potranno accedere soltanto i genitori.
Il passaggio all’identità digitale
Se per un decennio abbondante l’accesso al registro elettronico è stato un servizio gratuito, da quest’anno potrebbe non esserlo più. Da quando l’esecutivo ha congelato i finanziamenti per l’identità digitale, alcuni provider hanno deciso di fare pagare un canone mensile. Ultima in ordine di tempo è Poste.it, che da gennaio renderà a pagamento il servizio Spid: 6 euro all’anno. L’alternativa è la carta d’identità elettronica, meno utilizzata dello Spid. Ma occorre ricordarsi il pin, metà rilasciato al momento in cui si riceve la carta e l’altra metà attraverso un messaggio o per email
La fase transitoria
Secondo le prime comunicazioni dei dirigenti scolastici al personale e alle famiglie, il cambio di modalità per accedere al registro elettronico prevede una fase transitoria. Ma non si conoscono né tempi ne date entro cui questa modifica diventerà definitiva. A breve, le scuole dovrebbero ricevere una comunicazione dai gestori che hanno in carico i registri elettronici degli istituti italiani con la data in cui le vecchie credenziali saranno disattivate per fare posto a Spid e Cie.
Il giudizio dei dirigenti scolastici
Per Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, “si tratta di un passo in avanti”. “Non sono a conoscenza di date – dichiara – entro cui la modifica sarà definitiva. I gestori dei registri elettronici si sono già adeguati. Ora le scuole dovranno comunicare da quando non si potrà accedere più con le credenziali precedenti. La novità è positiva: è una modalità che assicura una maggiore protezione dei dati personali degli alunni”. Non è la prima volta, l’ultima lo scorso novembre in un istituto di Mantova, che gli studenti hackerano il registro elettrinico e modificano i voti assegnati dai docenti. Paola Bortoletto, a capo dell’Andis, conferma che “i gestori esterni daranno comunicazione alla scuola della disabilitazione delle credenziali. Poi, la scuola avviserà gli interessati. In questo momento, chi ha lo Spid può già utilizzarlo, ma essendo una fase transitoria si potranno utilizzare le consuete credenziali”.