Da Disney a Marzotto, i super ricchi contro Trump: "Tassate noi, siamo sull'orlo del precipizio"
di Emma BonottiMILANO – Spuntano nuove crepe sul fronte dei super ricchi, storici sostenitori (ed elettori) di Donald Trump. Proprio nei giorni in cui il presidente americano e gli altri leader mondiali si riuniscono a Davos per il World Economic Forum, un sondaggio condotto da Survation per Patriotic Millionaires ha rilevato che sei milionari su dieci ritengono che l’attuale governo Usa abbia avuto un impatto negativo sulla stabilità dell’economia mondiale e sulle condizioni di vita della gente comune.
“Quando la ricchezza è eccessiva diventa un rischio per la democrazia”
Gli esperti hanno intervistato 3.900 milionari nei Paesi del G20. Di questi, il 77% ritiene che in questa fase storica gli individui estremamente ricchi possano guadagnare influenza politi…
MILANO – Spuntano nuove crepe sul fronte dei super ricchi, storici sostenitori (ed elettori) di Donald Trump. Proprio nei giorni in cui il presidente americano e gli altri leader mondiali si riuniscono a Davos per il World Economic Forum, un sondaggio condotto da Survation per Patriotic Millionaires ha rilevato che sei milionari su dieci ritengono che l’attuale governo Usa abbia avuto un impatto negativo sulla stabilità dell’economia mondiale e sulle condizioni di vita della gente comune.
“Quando la ricchezza è eccessiva diventa un rischio per la democrazia”
Gli esperti hanno intervistato 3.900 milionari nei Paesi del G20. Di questi, il 77% ritiene che in questa fase storica gli individui estremamente ricchi possano guadagnare influenza politica, mentre il 71% è convinto che chi possiede ricchezze smisurate possa utilizzarle per influenzare in modo significativo i risultati elettorali.
Forte anche la convinzione che si dovrebbe porre un limite ai finanziamenti privati a partiti e figure politiche (82%) e che l'influenza delle classi più agiate sui politici stia impedendo l'adozione di misure volte a combattere le disuguaglianze (69%). Ancora, più della metà dei super ricchi (63%) crede che la ricchezza eccessiva sia un rischio per la democrazia.
“Tassate noi, tassate i super ricchi”
Il sondaggio è accompagnato da una lettera firmata da quasi 400 tra miliardari e milionari di 24 Paesi, compresi Mark Ruffalo, Brian Cox, Brian Eno, Abigail Disney e tra gli italiani alcuni esponenti della famiglia Marzotto. “Quando anche i milionari, come noi, riconoscono che l'estrema ricchezza è costata a tutti gli altri tutto il resto, non ci possono essere dubbi sul fatto che la società stia pericolosamente vacillando sull'orlo del precipizio”, recita la missiva, coordinata da Patriotic Millionaires, Millionaires for Humanity e Oxfam International e pubblicata sul sito Time to Win.
“Siamo stanchi di assistere a tutto questo. Rivogliamo le nostre democrazie. Rivogliamo le nostre comunità. Rivogliamo il nostro futuro”. La soluzione proposta a gran voce dai filantropici paperoni li riguarda in prima persona: “smettete di sprecare il tempo che abbiamo a disposizione” e “tassate noi, tassate i super ricchi”. Lo stesso sondaggio dimostra che solo il 17% della platea si opporrebbe a una tassazione più pesante per l’ultimo percentile della popolazione per investire in servizi pubblici e affrontare la crisi del costo della vita.
L’indignazione delle élite
Il riferimento principale è Donald Trump, anche se la lettera è rivolta a tutti i partecipanti al Wef. “Se i leader di Davos prendono sul serio la minaccia alla democrazia e allo Stato di diritto, devono impegnarsi seriamente nella lotta contro l'estrema concentrazione della ricchezza”, dichiara l’attore e regista Mark Ruffalo, che ha parlato dell’inquilino della Casa Bianca come “presidente fuori controllo”, una “minaccia unica per la democrazia americana”. La lotta di cui parla Ruffalo include, dice, “la tassazione dei ricchi come me. Se vogliamo la democrazia, non l'oligarchia, tassare i ricchi è essenziale per restituire il potere al popolo”.
Cresce il divario tra ricchezza pubblica e privata
Negli ultimi 50 anni, l’ascesa dei magnati è stata senza precedenti. L'1% più ricco possiede ora una ricchezza tre volte superiore al totale della ricchezza pubblica mondiale, che comprende i beni di proprietà della società, come terreni e parchi pubblichi, ospedali, scuole, reti stradali, alloggi sociali e tribunali. Nel 1975, ricordano i recenti dati diffusi da Oxfam, il divario tra ricchezza pubblica e privata era di circa 36.000 miliardi di dollari, nel 2024 la differenza era salita a 435.000 miliardi. Di questo passo, ammoniscono gli esperti, entro il 2075 la ricchezza privata avrà superato quella pubblica di quasi 900.000 miliardi.