Pensioni, rischio 3 mesi di lavoro in più dal 2029: le proiezioni della Ragioneria
di Massimo FerraroROMA – Per ora è solo una stima affidata a un documento tecnico, non ancora certificata dall’Istat né nell’orizzonte di un testo normativo. Ma nel Rapporto della Ragioneria di Stato su “Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario 2025”, le proiezioni dell’andamento demografico mostrano che dal 2029 potrebbero volerci 3 mesi in più per andare in pensione, come adeguamento alle aspettative di vita. Un’eventualità che, così come è stato per l’ultima legge di bilancio – e per quelle precedenti – sarà motivo di discussione politica anche accesa dei decisori in Parlamento.
I nuovi requisiti per l’età pensionabile
Il dato è contenuto nella nota di aggiornamento al Rapporto, pubblicata lo scorso 20 gennaio ed elabora…
ROMA – Per ora è solo una stima affidata a un documento tecnico, non ancora certificata dall’Istat né nell’orizzonte di un testo normativo. Ma nel Rapporto della Ragioneria di Stato su “Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario 2025”, le proiezioni dell’andamento demografico mostrano che dal 2029 potrebbero volerci 3 mesi in più per andare in pensione, come adeguamento alle aspettative di vita. Un’eventualità che, così come è stato per l’ultima legge di bilancio – e per quelle precedenti – sarà motivo di discussione politica anche accesa dei decisori in Parlamento.
I nuovi requisiti per l’età pensionabile
Il dato è contenuto nella nota di aggiornamento al Rapporto, pubblicata lo scorso 20 gennaio ed elaborata dalla Ragioneria, che corregge al rialzo le precedenti stime sull’innalzamento dell’età pensionabile di un ulteriore mese. Si tratta di un’analisi che si basa sullo scenario demografico Istat 2024 e che proietta in via prospettica i requisiti dell’età pensionabile per i prossimi anni in base ala speranza di vita tendenziale. Secondo il rapporto, i requisiti anagrafici e contributivi per poter lasciare il lavoro salgono a 67 anni e 6 mesi per la pensione di vecchiaia, con 20 anni di contributi, e a 43 anni e 4 mesi per la pensione anticipata (1 anno in meno per le donne). I requisiti salgono ancora nel 2031: 67 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia, 43 anni e 6 mesi per la pensione anticipata, un anno in meno per le donne. Nel 2037 per la prima volta, senza una riforma, sarà necessario avere 68 anni d’età.
La discussione in manovra
Sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita certificata dai dati Istat si è consumato uno scontro interno alla maggioranza nell’ultima discussione per l’approvazione della manovra. Da 2027 i requisiti sarebbero dovuti salire di 3 mesi. Così era previsto nei primi documenti sulla legge di bilancio, poi la Lega si è smarcata chiedendo la sterilizzazione. Alla fine si è deciso un sistema a scalini che dilaziona l’intervento: un mese dal 2027 e altri due mesi dal 2028, allorquando per andare in pensione serviranno 67 anni e tre mesi oppure 43 anni e un mese di contributi (un anno in meno per le donne). In base alle tabelle precedenti sui trend demografici, nel 2029 ci sarebbe dovuto essere un innalzamento di un ulteriore mese, poi la precedente analisi della Ragioneria ritoccava le previsioni a due mesi, ora rivisti a tre. Sempre teoricamente: poi sarà compito della politica trovare un compromesso tra i conti, le aspettative di vita e quelle degli elettori.
La polemica
"La ragioneria dello Stato stima che l'adeguamento automatico delle pensioni di vecchiaia all'aspettativa di vita crescerà di altri tre mesi nel 2029. Dopo che la destra, nonostante tutte le promesse della campagna elettorale, già in legge di bilancio ha aumentato l'età pensionabile, chiediamo un chiaro stop. Ci vuole un intervento legislativo che blocchi questa tendenza. Da lunedì inizia una discussione in Parlamento sulle pensioni, vedremo chi fa sul serio". Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.