La spinta arriva da Giancarlo Giorgetti. Ai sindaci che possono scegliere «se fare o non fare» una rottamazione delle cartelle per i tributi locali, il ministro dell’Economia lancia una moral suasion. «L’auspicio» è che i Comuni aderiscano «anche per andare rapidamente allo smaltimento di quell’immenso magazzino di crediti che sono lì da decenni», dice in videocollegamento con “Idee in movimento”, la tre giorni leghista in corso a Roccaraso (L’Aquila).
Il riferimento è all’ultima legge di bilancio. La manovra, infatti, prevede che gli enti locali possano introdurre «forme di definizione agevolata» sui tributi e le entrate di propria competenza. Non sono obbligati a farlo: la scelta è autonoma. L’appello del titolare del Tesoro si inserisce proprio qui. Punta sullo «spir…
La spinta arriva da Giancarlo Giorgetti. Ai sindaci che possono scegliere «se fare o non fare» una rottamazione delle cartelle per i tributi locali, il ministro dell’Economia lancia una moral suasion. «L’auspicio» è che i Comuni aderiscano «anche per andare rapidamente allo smaltimento di quell’immenso magazzino di crediti che sono lì da decenni», dice in videocollegamento con “Idee in movimento”, la tre giorni leghista in corso a Roccaraso (L’Aquila).
Il riferimento è all’ultima legge di bilancio. La manovra, infatti, prevede che gli enti locali possano introdurre «forme di definizione agevolata» sui tributi e le entrate di propria competenza. Non sono obbligati a farlo: la scelta è autonoma. L’appello del titolare del Tesoro si inserisce proprio qui. Punta sullo «spirito con cui ha lavorato la Lega»: un fisco più amico dei cittadini, per lo Stato il vantaggio di recuperare crediti che altrimenti resterebbero inesigibili. Almeno questo è il tentativo. Il risultato è legato appunto alla volontà dei Comuni. Spetta a loro emanare un atto regolamentare locale per avviare il tutto.
La rottamazione in capo agli enti locali
La stessa Finanziaria, tra l’altro, stabilisce che «le leggi e i regolamenti delle Regioni e degli enti locali sulla definizione agevolata sono adottati tenuto conto della situazione economica e finanziaria degli enti stessi e della capacità di incrementare la riscossione delle proprie entrate». Per stimolare l’adesione al meccanismo, l’esecutivo ha preparato il terreno con una serie di sconti, in linea con quanto previsto dalla rottamazione quinquies, che tra i carichi rottamabili include le imposte dichiarate ma non versate, gli omessi versamenti dei contributi previdenziali e le contravvenzioni della polizia stradale. La rottamazione in capo agli enti locali, infatti, potrà prevedere «l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni» per le cartelle relative a Tari e Imu, ma anche per gli atti inerenti alle multe della polizia municipale.
E sempre la rottamazione delle cartelle fiscali, in questo caso l’edizione numero quattro, spunta negli emendamenti del Carroccio al decreto Milleproroghe, ora all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Tra le proposte di modifica al testo approvato dal consiglio dei ministri ce n’è una che consente di ripescare i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater perché non hanno pagato la seconda rata entro il 30 novembre 2025. Il salvataggio è legato al saldo della tranche, da effettuare entro il 28 febbraio di quest’anno.
Gli emendamenti al Milleproroghe
La richiesta fa parte di una serie di correzioni che riguardano il fisco. Una ha a che fare con la tassazione delle criptovalute: l’emendamento, a prima firma del deputato Giulio Centemero, chiede di rinviare di un anno, dal 2026 al 2027, l’aumento dal 26% al 33% dell’aliquota sulle plusvalenze e sugli altri proventi derivanti dalle cripto-attività. Nel pacchetto fiscale c’è anche la flat tax per i redditi da lavoro dipendente o da pensione fino a 35mila euro. L’ultima Finanziaria ha confermato, anche per il 2026, l’innalzamento della soglia di questi redditi (da 30 appunto a 35mila euro) che permette di beneficiare della tassa al 15% sui redditi autonomi. Ora i leghisti puntano a renderla «strutturale», quindi «a decorrere dal 2027», come è scritto nella proposta avanzata dal parlamentare Alberto Bagnai.
Le altre proposte di modifica
Tassa sui mini pacchi: rinvio all’1 luglio
Un emendamento di Forza Italia chiede di posticipare di sei mesi l’entrata in vigore del contributo di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da fuori Europa (valore non superiore ai 150 euro). La tassa scatterebbe quindi dal primo luglio di quest’anno.
Nuovi agenti di polizia locale
I Comuni potranno assumere agenti di polizia locale in deroga ai limiti di spesa attuali fino al 31 dicembre di quest’anno. Gli obiettivi sono il rafforzamento delle attività «connesse al controllo del territorio» e il potenziamento degli interventi «in materia di sicurezza urbana».
Autisti dei tir in pensione a 70 anni
Si allunga di due anni, da 68 a 70, l’età di pensionamento degli autisti dei mezzi pesanti. La proposta punta a contrastare la carenza di conducenti di camion in Italia. Più volte i sindacati di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti) si sono opposti a questa opzione, sollevando anche rischi per la sicurezza stradale.
Tetto al tax credit, tempi più lunghi
Rinvio di un anno, al primo gennaio 2027, del divieto di sforamento del credito d’imposta per i produttori cinematografici. La proposta modifica la misura sul tetto al tax credit inserita dal governo nell’ultima manovra. A chiedere lo slittamento è la Lega che teme «un azzeramento delle attività produttive nel 2026.
Contratti, proroga per tre ministeri
Fino a un anno in più per i contratti a tempo determinato legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il rinnovo riguarda il personale impiegato in tre ministeri (Giustizia, Cultura e Istruzione), con possibilità di assunzione full time. Per la proroga è previsto un tetto di spesa.