Musk torna nel mirino della Ue per l’IA Grok che spoglia le persone
di Filippo SantelliROMA – L’Unione europea apre una nuova indagine su X, il social network un tempo conosciuto come Twitter e dal 2022 di proprietà di Elon Musk. L’indagine riguarda in particolare Grok, l’Intelligenza artificiale che da qualche tempo Musk ha “fuso” nella piattaforma, e che permette di generare immagini sempre più verosimili. Negli ultimi mesi su X si sono moltiplicati i “deepfake” a sfondo sessuale, falsi spesso realizzati modificando fotografie di donne e bambini reali. La Commissione ora vuole capire se la società abbia adottato tutte le contromisure necessarie a contrastare produzione e diffusione di questi ed altri contenuti illegali e nocivi, come previsto dalla sua normativa sui servizi digitali (Dsa). Nel frattempo ha anche deciso di prolungare un’indagine sul social scattata nel dicembre del 2023 e centrata sul funzionamento del meccanismo di raccomandazione basato su Grok, quello che determina quali contenuti vengono presentati agli utenti.
ROMA – L’Unione europea apre una nuova indagine su X, il social network un tempo conosciuto come Twitter e dal 2022 di proprietà di Elon Musk. L’indagine riguarda in particolare Grok, l’Intelligenza artificiale che da qualche tempo Musk ha “fuso” nella piattaforma, e che permette di generare immagini sempre più verosimili. Negli ultimi mesi su X si sono moltiplicati i “deepfake” a sfondo sessuale, falsi spesso realizzati modificando fotografie di donne e bambini reali. La Commissione ora vuole capire se la società abbia adottato tutte le contromisure necessarie a contrastare produzione e diffusione di questi ed altri contenuti illegali e nocivi, come previsto dalla sua normativa sui servizi digitali (Dsa). Nel frattempo ha anche deciso di prolungare un’indagine sul social scattata nel dicembre del 2023 e centrata sul funzionamento del meccanismo di raccomandazione basato su Grok, quello che determina quali contenuti vengono presentati agli utenti.
L’Europa contro Big Tech
«I deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini sono una forma violenta e inaccettabile di degradazione», ha detto la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen. La mossa dell’esecutivo comunitario potrebbero inasprire ulteriormente i contrasti tra Europa e Stati Uniti, nel momento più difficile delle relazioni transatlantiche. Anche se le norme Ue su servizi e mercati digitali si applicano a tutti, Donald Trump e la sua amministrazione le definiscono una forma di censura e un’arma discriminatoria contro le aziende americane, chiedendo di cancellarle. Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, nelle ultime settimane tornato a riavvicinarsi al presidente, ha rivolto numerosi violenti attacchi contro Bruxelles.
Il mese scorso – sempre sulla base della norma sui servizi digitali – l’Europa ha staccato a X una multa da 120 milioni di euro per mancanza di trasparenza su vari aspetti del servizio. Musk ha risposto chiedendo l’abolizione dell’Unione e il segretario di Stato Rubio lo ha definito un attacco contro gli Stati Uniti. L’ex Commissario Breton, tra i principali promotori della regolazione, si è visto negare un visto di ingresso negli Stati Uniti, una forma di ritorsione senza precedenti.
La reazione del mondo
In realtà la massiccia diffusione su X dei “deepfake” sessuali ha provocato reazioni delle autorità in varie parti del mondo, con indagini, multe o veri e propri bandi: dalla California all’Australia, dal Brasile all’India, dal Canada al Regno Unito. In risposta la società ha prima limitato la funzione di generazione immagini di Grok agli utenti “premium” e poi, il 14 gennaio, introdotto delle restrizioni che impediscono di produrre foto di persone o bambini seminudi o in costume da bagno.
Secondo diverse organizzazioni per i diritti però l’IA permetterebbe ancora di creare contenuti sessualizzati. «Restiamo impegnati a rendere X una piattaforma sicura per tutti e continuiamo ad avere tolleranza zero per ogni forma di sfruttamento sessuale minorile e nudità non consensuale», ha detto l’azienda.
Dipendenza europea
Il fronte tecnologico è uno dei più delicati nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, e lo sarà sempre di più se – come molti prevedono – la frattura si allargherà. Più volte si è ipotizzato che l’Europa possa reagire alle pressioni di Trump puntando il suo bazooka anti-coercizione contro Big Tech e limitandone l’accesso al mercato comunitario. D’altra parte le aziende Usa dominano quasi tutti i servizi digitali, compresa la frontiera dell’IA, con poche alternative europee competitive. Una dipendenza che, in questo clima, appare sempre di più un rischio.