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Dirigenti senza superare il concorso, ok al ddl merito. Domani in cdm il pacchetto semplificazioni

Il ministro della Pa Paolo Zangrillo 

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Il 30% delle promozioni sarà affidata a una procedura interna che valorizza le carriere. Sul tavolo del governo le semplificazioni. Tra le novità in arrivo la carta d’identità che non scade più dopo i 70 anni e la scheda elettorale digitale
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ROMA – Via libera della Camera dei deputati al disegno di legge sul merito, che introduce una nuova procedura per la promozione dei funzionari a dirigenti, senza passare da un concorso pubblico. E domani in Consiglio dei ministri all’interno del decreto Pnrr il ministro della Pa Paolo Zangrillo presenterà il nuovo pacchetto di semplificazioni, che include la carta d’identità senza scadenza a partire dai 70 anni e la tessera elettorale elettronica.

Il “ddl merito”, sottolinea Zangrillo, «segna una tappa fondamentale nel percorso di modernizzazione del settore pubblico, puntando a superare una logica burocratica per approdare a una per obiettivi al fine di offrire servizi sempre più efficienti agli utenti, cittadini e imprese».

Il sin…

ROMA – Via libera della Camera dei deputati al disegno di legge sul merito, che introduce una nuova procedura per la promozione dei funzionari a dirigenti, senza passare da un concorso pubblico. E domani in Consiglio dei ministri all’interno del decreto Pnrr il ministro della Pa Paolo Zangrillo presenterà il nuovo pacchetto di semplificazioni, che include la carta d’identità senza scadenza a partire dai 70 anni e la tessera elettorale elettronica.

Il “ddl merito”, sottolinea Zangrillo, «segna una tappa fondamentale nel percorso di modernizzazione del settore pubblico, puntando a superare una logica burocratica per approdare a una per obiettivi al fine di offrire servizi sempre più efficienti agli utenti, cittadini e imprese».

Il sindacato dei dirigenti Flepar tuttavia rileva che il nuovo impianto di valutazione «rischia di irrigidire i processi, introducendo meccanismi più complessi e in parte centralizzati, mentre occorre dare maggior peso alle componenti collegiali e alle cosiddette 'caratteristiche trasversali'».

Dirigenti senza concorso

Il ddl merito rende più stringente il sistema di valutazione dei dipendenti pubblici. Con le nuove norme, non potranno essere attribuiti (nell’ambito di ciascun ufficio dirigenziale o di livello corrispondente secondo il rispettivo ordinamento) punteggi apicali superiori al 30% e riconosciuta l’eccellenza nella misura superiore al 20% dei punteggi apicali.

Viene anche delineato un percorso di sviluppo della carriera improntato sul merito che introduce un importante elemento di novità: l’accesso alla dirigenza di seconda fascia può avvenire, per il 30% dei posti a disposizione, per coloro che abbiano maturato almeno 5 anni di servizio nell’area dei funzionari o 2 anni nell’area dell’elevata qualificazione.

All’accesso alla dirigenza di prima fascia è destinata una quota pari al 50% dei posti. Le procedure di sviluppo di carriera si articolano in tre fasi: la prima, selettiva e comparativa, finalizzata ad individuare i soggetti idonei al conferimento temporaneo di un incarico dirigenziale, la seconda di osservazione e valutazione e la terza volta all’inserimento nei ruoli.

Il pacchetto semplificazioni

Tra le semplificazioni previste dal pacchetto che domani andrà in Cdm c’è la norma secondo la quale gli oltre 10 milioni di ultrasettantenni italiani non dovranno più rinnovare la carta di identità. La tessera elettorale diventerà digitale: con successivi decreti verrà stabilita l’eventuale confluenza della tessera nel portafoglio digitale (It-Wallet). Infine, prevista l’acquisizione d’ufficio per via telematica da parte delle amministrazioni delle dichiarazioni Isee necessarie per accesso a servizi e benefici. Saranno le scuole, le Università e le altre amministrazioni ad acquisirla direttamente per via telematica dall’Inps, evitando che il cittadino faccia il “fattorino” tra un’amministrazione e l’altra.

La Flepar: "Si rischia di irrigidire i processi”

La Flepar - federazione che rappresenta e tutela i professionisti e i dirigenti della P.a - ribadisce la necessità di una riforma «capace di modernizzare davvero il sistema di sviluppo professionale e di valutazione, salvaguardando al contempo qualità del lavoro pubblico, autonomia professionale e diritti dei lavoratori». Pur riconoscendo «l'obiettivo di aggiornare gli strumenti di gestione del personale e sottolinea l'importanza di un impianto normativo che valorizzi competenze, professionalità e responsabilità», rileva la segretaria generale Tiziana Cignarelli, il nuovo impianto di valutazione «rischia di irrigidire i processi, introducendo meccanismi più complessi e in parte centralizzati, mentre occorre dare maggior peso alle componenti collegiali e alle cosiddette 'caratteristiche trasversali'». «Meccanismi di valutazione partecipata da parte dei colleghi di lavoro sarebbero un vero punto di modernizzazione se attuati con trasparenza e chiarezza», conclude Cignarelli.

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