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Deutsche Bank, perquisizioni per sospetto riciclaggio. Indagini collegate ad Abramovich

L’accusa è che la maggiore banca tedesca abbia riciclato denaro sporco per uno dei più famigerati oligarchi putiniani
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BERLINO – Quindici anni fa Josef Ackermann era ancora il considerato il “banchiere più pericoloso del mondo” secondo una celebre definizione dell’ex capoeconomista del Fmi, Simon Schuster. Da quel periodo complicato della grande crisi finanziaria Deutsche Bank ha cambiato i suoi capi ma non la sostanza, inanellando una serie di scandali che hanno lambito un po’ tutte sfere della finanza. Da stamane il quartier generale di Francoforte, la celebre doppia torre ribattezzata ironicamente “attivi” e “passivi”, pullula di nuovo di inquirenti della Procura. Il sospetto è che la maggiore banca tedesca abbia riciclato denaro sporco. E per uno dei più famigerati oligarchi putiniani, Roman Abramovic.

L’accusa

I funzionari tedeschi sono sospettati di aver segnalato in ritardo alle autorità competenti operazioni sporche legate alle aziende dell’oligarca. E va ricordato che Abramovic è sulla lista delle sanzioni anti russe dell’Unione europea: nessuno dovrebbe fare affari con lui. Deutsche Bank si …

BERLINO – Quindici anni fa Josef Ackermann era ancora il considerato il “banchiere più pericoloso del mondo” secondo una celebre definizione dell’ex capoeconomista del Fmi, Simon Schuster. Da quel periodo complicato della grande crisi finanziaria Deutsche Bank ha cambiato i suoi capi ma non la sostanza, inanellando una serie di scandali che hanno lambito un po’ tutte sfere della finanza. Da stamane il quartier generale di Francoforte, la celebre doppia torre ribattezzata ironicamente “attivi” e “passivi”, pullula di nuovo di inquirenti della Procura. Il sospetto è che la maggiore banca tedesca abbia riciclato denaro sporco. E per uno dei più famigerati oligarchi putiniani, Roman Abramovic.

L’accusa

I funzionari tedeschi sono sospettati di aver segnalato in ritardo alle autorità competenti operazioni sporche legate alle aziende dell’oligarca. E va ricordato che Abramovic è sulla lista delle sanzioni anti russe dell’Unione europea: nessuno dovrebbe fare affari con lui. Deutsche Bank si è limitata a comunicare a denti stretti che “è in corso negli uffici un’azione della procura di Francoforte”.

La recidiva

Sul riciclaggio di denaro sporco, il colosso di Francoforte è recidivo: nel 2022 gli uomini dell’autorità di vigilanza bancaria Bafin e gli investigatori della procura avevano già perquisito i suoi uffici a causa di altre segnalazioni su operazioni sporche arrivate in ritardo. La Bafin aveva mandato da allora di tanto in tanto un incaricato speciale per accertarsi che la vigilanza sul riciclaggio funzionasse meglio. E il consiglio di sorveglianza aveva deciso alla fine di quell’anno di punire i suoi top manager, per i mancati obiettivi raggiunti sul fronte della lotta al riciclaggio, con una robusta sforbiciata agli stipendi.

Chi salverebbe Deutsche Bank

Sempre in quei mesi la Deutsche Bank aveva subito un attacco massiccio dei mercati quando Credit Suisse era finita sull’orlo del collasso. Il mondo della finanza aveva cercato di colpire una banca ritenuta fragile: aveva individuato l’anello debole del sistema. Non è un mistero che la pantagruelica abbuffata di derivati compiuta negli anni della “grande esuberanza” sfociata nella crisi finanziaria del 2008 gravi da allora sulla reputazione di una delle più importanti “banche sistemiche” del continente europeo. Ancora oggi gli strumenti speculativi che ha in pancia valgono un multiplo del Pil della Germania. E per i tedeschi che si preoccupano spesso dell’azzardo morale di altri paesi oppressi da un alto debito pubblico, la domanda è sempre chi salverebbe Deutsche Bank nel caso di una crisi seria.

La banca degli scandali

Negli ultimi vent’anni la reputazione di Deutsche Bank è stata funestata da scandali che hanno riguardato tentate truffe sui titoli tossici, operazioni truccate sui tassi di interesse dei mercati (il Libor e gli Euribor) e vari tentativi di riciclaggio, per i quali è stata ripetutamente multata anche dalle autorità americane. L’attuale amministratore delegato, Christian Swing, ha promesso di riportare la banca in acque più tranquille, di ripulirla dalla pessima reputazione che era derivata anche dal tentativo di scimmiottare le grandi banche d’affari americane negli anni 2000 della grande “deregulation”. Una reputazione che le era valsa anche una memorabile scena in un capolavoro sulla grande crisi, “La grande scommessa”. La grande scommessa di Sewing, d’ora in poi, dovrà essere anche quella di liberarla da abitudini nefaste che sembrano difficili da sradicare.

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