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Tim, via libera dei soci alla conversione delle azioni risparmio in ordinarie

(reuters)

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Via libera dell’assemblea dei soci. Si abbatte il capitale per permettere all’azienda di avere le riserve per tornare al dividendo
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MILANO – Via libera dei soci alla conversione delle azioni risparmio e alla riduzione del capitale sociale da 6 miliardi di euro, che permetterà a Telecom Italia di poter ricostruire le riserve e tornare a distribuire il dividendo.

Approvati tutti i punti in votazione

Si è tenuta l’assemblea ordinaria, a cui ha partecipato il 56,42% dei soci (tra cui Poste con il 27,4%), e quella straordinaria dei titolari di azioni risparmio (rnc),con un affluenza del 50,87% degli aventi diritto. Con una votazione bulgara (tra il 98 e il 99,8% dei favorevoli) sono state approvati tutti i ponti all’ordine del giorno, tra cui in sede ordinaria è poi stata approvata la nomina per cooptazione dell’ex vice direttore generale di Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli e del notaio fiorentino Lorenzo Cavalaglio, entrambi indipendente. Servirà ancora un paio di mesi perché l’operazione venga perfezionata, sempre salvo che il diritto di recesso dei soci contrari alla conversione, non superi 100 milioni di con…

MILANO – Via libera dei soci alla conversione delle azioni risparmio e alla riduzione del capitale sociale da 6 miliardi di euro, che permetterà a Telecom Italia di poter ricostruire le riserve e tornare a distribuire il dividendo.

Approvati tutti i punti in votazione

Si è tenuta l’assemblea ordinaria, a cui ha partecipato il 56,42% dei soci (tra cui Poste con il 27,4%), e quella straordinaria dei titolari di azioni risparmio (rnc),con un affluenza del 50,87% degli aventi diritto. Con una votazione bulgara (tra il 98 e il 99,8% dei favorevoli) sono state approvati tutti i ponti all’ordine del giorno, tra cui in sede ordinaria è poi stata approvata la nomina per cooptazione dell’ex vice direttore generale di Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli e del notaio fiorentino Lorenzo Cavalaglio, entrambi indipendente. Servirà ancora un paio di mesi perché l’operazione venga perfezionata, sempre salvo che il diritto di recesso dei soci contrari alla conversione, non superi 100 milioni di controvalore, ipotesi che però è alquanto remota. Per effetto della conversione delle rnc in ordinarie alla pari salvo conguaglio in denaro (che è di 12 centesimi per la volontaria e di 4 per l’obbligatoria) Poste si diluirà al 20% del capitale ordinario, ma potrebbe risalire in un secondo momento, magari conferendo, in cambio di azioni, la controllata Poste Mobile in Tim.

Possibile un dividendo di 1,65 centesimi già quest’anno

Una volta perfezionata la vendita di Sparkle al Mef (70%) e ad Asterion (30%), metà dei 700 milioni di proventi saranno ridistribuiti ai soci sotto forma di cedola o di buy back. Questo in parole povere significa che, una volta abbattuto il capitale, ricostruite le riserve e convertite le rnc, tutti i soci di Tim potrebbero incassare già nel 2026 un dividendo fino a 1,65 centesimi per azione.

Novità che l’ad Pietro Labriola illustrerà al mercato al prossimo piano industriale previsto per il 24 febbraio, e che in seguito a giugno potrebbe essere aggiornate dopo la conversione del rnc e la vendita di Sparkle per specificare meglio anche le sinergie che si realizzeranno insieme a Poste.

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