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Bagaglio gratis in volo, ristori dopo 3 ore di ritardo: scontro in Europa sui diritti dei passeggeri

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Braccio di ferro Stati membri-Parlamento. Tra le richieste degli eurodeputati c’è il taglio dei costi aggiuntivi per la correzione di errori sul nome del passeggero o per il check-in. E mantenere la possibilità di scegliere tra la carta d’imbarco digitale o quella cartacea
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ROMA – Si inasprisce lo scontro tra Consiglio e Parlamento Ue sulla revisione delle norme europee sui diritti dei passeggeri aerei. Nella sessione plenaria di gennaio gli europarlamentari a Strasburgo hanno approvato con 632 voti favorevoli, 15 contrari e 9 astensioni (praticamente un plebiscito) la propria posizione sulla revisione delle norme Ue sui diritti dei passeggeri aerei, in risposta a quella del Consiglio di giugno.

Mentre il Consiglio propone una serie di limitazioni alle norme vigenti dal 2004, il Parlamento invece intende ampliare e migliorare i diritti dei passeggeri. O perlomeno non peggiorarli, come chiede il Consiglio: per esempio gli eurodeputati hanno votato per il mantenimento del diritto alla compensazione dopo tre ore di rita…

ROMA – Si inasprisce lo scontro tra Consiglio e Parlamento Ue sulla revisione delle norme europee sui diritti dei passeggeri aerei. Nella sessione plenaria di gennaio gli europarlamentari a Strasburgo hanno approvato con 632 voti favorevoli, 15 contrari e 9 astensioni (praticamente un plebiscito) la propria posizione sulla revisione delle norme Ue sui diritti dei passeggeri aerei, in risposta a quella del Consiglio di giugno.

Mentre il Consiglio propone una serie di limitazioni alle norme vigenti dal 2004, il Parlamento invece intende ampliare e migliorare i diritti dei passeggeri. O perlomeno non peggiorarli, come chiede il Consiglio: per esempio gli eurodeputati hanno votato per il mantenimento del diritto alla compensazione dopo tre ore di ritardo, semplificando le procedure di rimborso e garantendo un bagaglio a mano gratuito di sette chili. Il Consiglio chiede, invece, che si possa chiedere la compensazione solo dopo quattro ore di ritardo (in alcuni casi addirittura sei). Negato anche il diritto a almeno uno dei genitori di scegliere gratuitamente il posto accanto al proprio figlio.

I punti di disaccordo

I deputati si oppongono anche a una riduzione degli importi attuali, proponendo compensazioni comprese tra 300 e 600 euro a seconda della tratta, contro i 300–500 euro suggeriti dagli Stati membri. Il Parlamento chiede inoltre di aggiornare l’elenco delle circostanze straordinarie che esonerano dal pagamento della compensazione (come catastrofi naturali, guerre, condizioni meteorologiche avverse o conflitti di lavoro imprevisti).

Tra le richieste c’è anche quella di eliminare i costi aggiuntivi per la correzione di errori nel nome del passeggero o per il check-in, e di mantenere la possibilità di scegliere tra carta d’imbarco digitale o cartacea. Particolare attenzione è riservata alle persone con disabilità o mobilità ridotta, che dovrebbero avere diritto a compensazione, riprotezione e assistenza qualora perdano il volo a causa di una mancata assistenza aeroportuale. Priorità all’imbarco dovrebbe essere garantita a persone con mobilità ridotta, donne in gravidanza, neonati e bambini in passeggino; gli accompagnatori dovrebbero poter sedere accanto a loro senza costi aggiuntivi.

I deputati concordano con il Consiglio solo sul mantenimento dell’obbligo di assistenza ai passeggeri bloccati: bevande ogni due ore, un pasto dopo tre ore e pernottamento fino a un massimo di tre notti in caso di lunghi ritardi.

Le posizioni dei relatori

«Come Parlamento europeo stiamo lavorando per rafforzare i diritti dei passeggeri aerei proponendo un regolamento migliore rispetto a quello attuale ma il Consiglio europeo non ha accolto nessun punto che abbiamo proposto, scegliendo di difendere gli interessi delle compagnie aeree anziché pensare ai diritti dei passeggeri», denuncia Matteo Ricci, europarlamentare Pd (gruppo S&D), vicepresidente della commissione Tran, e relatore ombra del provvedimento.

I governi, afferma Ricci, sono contrari «perché subiscono pesantemente le pressioni delle compagnie aeree. Noi però non vogliamo danneggiarle, rafforzare i diritti dei passeggeri significa rendere il trasporto aereo più competitivo, migliorare l'accoglienza turistica e dare garanzie a famiglie e persone con disabilità».

«Il Parlamento è pronto a continuare a lavorare per regole più chiare e prevedibili per le compagnie aeree e per un settore dell’aviazione più forte, ma non a scapito dei passeggeri. – ribadisce il relatore Andrey Novakov (Ppe, Bulgaria) – Il nostro punto di partenza è chiaro: vogliamo rafforzare, non indebolire, i diritti dei passeggeri. La soglia delle tre ore, gli attuali livelli di compensazione, i moduli precompilati e garanzie effettive restano per noi linee rosse».

Prossime tappe

La posizione del Parlamento sarà trasmessa al Consiglio. Se quest’ultimo non accetterà tutti gli emendamenti, non si farà un terzo (e probabilmente inutile) triologo, ma sarà convocato il Comitato di conciliazione per trovare un accordo sul testo finale.

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