✕

Istat, i salari battono l’inflazione anche nel 2025. Ma il divario da recuperare è ancora ampio

Ascolta l'audio

Retribuzioni in crescita del 3,1%. Prosegue il recupero dopo lo shock dei prezzi della pandemia
1 minuti di lettura

MILANO – Anche nel 2025 i salari sono cresciuti di più dell’inflazione. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat le retribuzioni legate ai contratti nazionali hanno segnato una crescita del 3,1%, allo stesso livello del 2024, a fronte di un aumento dei prezzi dell’1,7%, secondo il riferimento Ipca dell’Istituto di statistica.

Più forte la crescita nel settore privato, che segna un incremento del 3,2%, sostenuto dal settore agricolo (+5,0%), da quello industriale (+3,4%) e in misura minore dai servizi privati (+3,0%). Più attenuato il dato per la pubblica amministrazione, dove la crescita si ferma al +2,7%. Il recupero dell’ultimo biennio non basta però a colmare il divario che si è aperto dopo il Covid. Dal 2020, secondo i dati Istat, i prezzi sono cresciuti circa del 19% mentre le retribuzioni sono salite solo dell’11%

Unc: “Rialzo irrisorio e inadeguato”

Un divario rimarcato anche dalle associazioni dei consumatori. Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale dei …

MILANO – Anche nel 2025 i salari sono cresciuti di più dell’inflazione. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat le retribuzioni legate ai contratti nazionali hanno segnato una crescita del 3,1%, allo stesso livello del 2024, a fronte di un aumento dei prezzi dell’1,7%, secondo il riferimento Ipca dell’Istituto di statistica.

Più forte la crescita nel settore privato, che segna un incremento del 3,2%, sostenuto dal settore agricolo (+5,0%), da quello industriale (+3,4%) e in misura minore dai servizi privati (+3,0%). Più attenuato il dato per la pubblica amministrazione, dove la crescita si ferma al +2,7%. Il recupero dell’ultimo biennio non basta però a colmare il divario che si è aperto dopo il Covid. Dal 2020, secondo i dati Istat, i prezzi sono cresciuti circa del 19% mentre le retribuzioni sono salite solo dell’11%

Unc: “Rialzo irrisorio e inadeguato”

Un divario rimarcato anche dalle associazioni dei consumatori. Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale dei Consumatori, si tratta di "un rialzo irrisorio e inadeguato! I salari continuano a non essere adeguati all'aumento del costo della vita". "Nonostante i rialzi delle retribuzioni nel 2025 dipendano dai rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024, anni nei quali l'inflazione ha registrato record che non si avevano dal 1985, +8,1% nel solo 2022, +5,7% nel 2023, l'aumento è stato veramente misero, per non dire vergognoso, ben inferiore all'inflazione registrata nel periodo corrispondente”, aggiunge.

Alla fine di dicembre 2025, per l'insieme dei settori economici, sono 48 i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica e riguardano circa 7,6 milioni di lavoratori che corrispondono al 57,8% del totale dei dipendenti.

Leggi i commenti