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Khaby Lame e la star del TikTok cinese, cosa c’è dietro l’operazione per il polo degli influencer

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Una sconosciuta società di Hong Kong quotata in Usa lancia un’operazione di quasi un miliardo di dollari – ma solo sulla carta – che farebbe ricco il creator nato in Senegal e cresciuto a Chivasso. Accanto a lui, con una complessa struttura societaria, un discusso venditore-influencer di Pechino
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MILANO – Khaby Lame fa rumore. E questa è già una notizia, visto che l’influencer più celebre al mondo – circa 160 milioni di follower – ha conquistato il successo a colpi di sketch muti, una mimica essenziale che lo ha trasformato in una sorta di Charlie Chaplin dell’era TikTok. Niente parole, solo gesti. Oggi però, attorno a lui, il silenzio è finito. Perché si parla di Borsa, capitali e strutture societarie complesse. E di un’operazione che promette di mettere insieme due dei creator più potenti del pianeta. Con quale architettura non è facilissimo da capire; con quali risultati – al di là delle promesse di prammatica – resta tutto da vedere.

I protagonisti

Da una parte, infatti, ecco Khaby Lame, natali senegalesi, gioventù nella men…

MILANO – Khaby Lame fa rumore. E questa è già una notizia, visto che l’influencer più celebre al mondo – circa 160 milioni di follower – ha conquistato il successo a colpi di sketch muti, una mimica essenziale che lo ha trasformato in una sorta di Charlie Chaplin dell’era TikTok. Niente parole, solo gesti. Oggi però, attorno a lui, il silenzio è finito. Perché si parla di Borsa, capitali e strutture societarie complesse. E di un’operazione che promette di mettere insieme due dei creator più potenti del pianeta. Con quale architettura non è facilissimo da capire; con quali risultati – al di là delle promesse di prammatica – resta tutto da vedere.

I protagonisti

Da una parte, infatti, ecco Khaby Lame, natali senegalesi, gioventù nella meno esotica Chivasso, precoce maturità artistica negli Stati Uniti, con tanto di matrimonio da sogno e rapidissimo divorzio. In ogni caso un’icona globale che dai primi video muti girati nella cameretta alla periferia di Torino ha saputo farsi brand. Dall’altra Crazy Xiaoyangge, il “fratellino pazzo” Xiao Yang, anche lui forte di almeno un centinaio di milioni di follower su TikTok di Pechino, ma soprattutto re del live-commerce cinese e fondatore del sistema Three Sheep, una macchina industriale capace di trasformare le dirette in miliardi di yuan di vendite.

A fare da regista – almeno in apparenza – c’è Rich Sparkle Holdings, società quotata al Nasdaq che ha annunciato l’acquisizione della holding di Khaby per la cifra “monstre” di 975 milioni i dollari in azioni e una partnership strategica con l’ecosistema di Crazy Xiaoyangge. Il comunicato è enfatico: si parla di “700 milioni di fan”, di “nuova era della capitalizzazione dei creator”, di “piattaforma Usa + IP globali + supply chain cinese”. Sembra l’inizio di Tempi moderni in versione social, con la catena di montaggio che non produce bulloni ma traffico digitale. Ma dietro la scena principale c’è un intreccio che merita attenzione.

Un titolo sulle montagne russe

Rich Sparkle non è nuova ai colpi di scena, nonostante la sua giovanissima età. La quotazione al Nasdaq avviene a inizio 2024, con un prezzo di collocamento attorno ai 4 dollari per azione. Si tratta, dicono i documenti ufficiali, di una società che fornisce servizi di stampa finanziaria (bilanci, relazioni e così via), con base a Hong Kong. Nei mesi successivi, complice una forte componente speculativa, il titolo del piccolo stampatore, che dagli ultimi dati (al 31 marzo scorso) fattura poco più di 1,7 milioni di dollari in un trimestre e ne perde duecentomila abbondanti, inizia una corsa impressionante: tra la primavera e l’estate del 2024 l’azione supera i 150 dollari, con picchi che attirano l’attenzione dei piccoli investitori e degli osservatori di mercato. Poi arriva il ritorno alla realtà. Tra la fine del 2024 e il 2025, le quotazioni ritracciano bruscamente, perdendo gran parte dei guadagni e riportando il titolo su livelli molto più bassi rispetto ai massimi.

I dubbi sull’operazione

A inizio gennaio Rich Sparkle acquisisce Step Distinctive Limited, holding registrata nelle Isole Vergini Britanniche che controlla le attività commerciali di Khaby Lame, il quale a sua volta possiede il 49% della società: gli altri soci sono al riparo di finanziarie con indirizzi che vanno dalle stesse Isole Vergini allo stato americano del Delaware, non esattamente templi della trasparenza societarie.

Con l’operazione, la società americana incorpora l’asset più visibile: l’influencer con più follower al mondo e si assicura anche la creazione di un suo Avatar digitale. Lui, in cambio, dovrebbe diventare il primo socio della Rich Sparkle. Ma accanto a questa operazione c’è anche l’ingresso come partner operativo e azionista strategico di Anhui Xiaoheiyang Network Technology, società cinese indicata come parte del sistema Three Sheep. Qui entra in scena Hong Kong Prosperous Sheep Corporation Limited, veicolo con sede a Hong Kong che rientra nell’architettura estera del gruppo Three Sheep, che fa capo proprio a Crazy Xiaoyangge, e che oggi risluta al 100% di proprietà di Step Distinctive. La squattrinata Rich Sparkle, dall’alto di qualche milione di fatturato sborsa dunque quasi un miliardo di dollari – in azioni, qui di soldi veri non se ne vedono ancora – per comprare Step Distinctive; Step Distinctive controlla Prosperous Sheep; Prosperous Sheep è collegata al sistema Three Sheep. Il risultato è che due ecosistemi di influencer finiscono nello stesso perimetro, ma allo stesso tempo non è scontato che i conti tornino.

I dolcetti “avvelenati”

Crazy Xiaoyangge non è però un nome qualunque. Oltre a essere uno dei più grandi venditori del sistema TikTok ha avuto qualche problema con le autorità di Pechino, che nell’autunno del 2024 lo hanno messo sotto inchiesta – e poi multato per circa 10 milioni di dollari – per un complesso caso di dolcetti contraffatti, ossia spacciati come “Made in Hong Kong” quando in realtà venivano dalla Cina profonda. Una vicenda incomprensibile, agli occhi di un occidentale, ma che si spiega con la popolarità dei mooncakes, dolci tradizionali cinesi, simbolo della Festa di Metà Autunno e oggetto di un mercato enorme e altamente regolato. Forse più del mercato finanziario. Alla multa sono seguite contrite scuse, altre accuse di pubblicità e vendita di prodotti contraffatti e una certa curiosità per la piattaforma di Three Sheep, che avrebbe sotto di sè ben 11 mila venditori-influencer.

Due star, molte domande

L’operazione Rich Sparkle mette insieme la notorietà globale e silenziosa di Khaby Lame e la potenza commerciale del live-commerce cinese. Sulla carta è un matrimonio perfetto, anche per la sua portata geografica globale. Nella pratica, solleva dubbi su trasparenza, governance e sostenibilità, soprattutto dopo una storia di Borsa segnata da oscillazioni estreme.

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