ROMA – Sarà Kevin Warsh il prossimo presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana. O almeno questa è l’indicazione di Donald Trump, che dovrà poi passare per il voto e la nomina del Senato. L’annuncio era atteso da tempo, il presidente Usa aveva anticipato negli scorsi mesi che avrebbe sciolto le riserve entro Natale, poi in queste settimane sono proseguiti i colloqui e la decisione è ricaduta su uno dei candidati più gradito ai mercati. Se approvato dal Congresso, Warsh succederà a Jerome Powell a maggio, quando scadrà il suo mandato. Già nel board della Fed tra il 2006 e il 2011, di area repubblicana ma non fedelissimo di Trump, in passato ha espresso una posizione rigida sui tassi d’interesse, simile a quella del presidente uscente che ha causato molti contrasti con la Casa Bianca. Per questo le sue quotazioni, rispetto agli altri candidati, erano calate nelle ultime settimane. Ma è anche vero che, una volta sfumata la possibile nomina nel 2017 – quando Trump gli pr…
ROMA – Sarà Kevin Warsh il prossimo presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana. O almeno questa è l’indicazione di Donald Trump, che dovrà poi passare per il voto e la nomina del Senato. L’annuncio era atteso da tempo, il presidente Usa aveva anticipato negli scorsi mesi che avrebbe sciolto le riserve entro Natale, poi in queste settimane sono proseguiti i colloqui e la decisione è ricaduta su uno dei candidati più gradito ai mercati. Se approvato dal Congresso, Warsh succederà a Jerome Powell a maggio, quando scadrà il suo mandato. Già nel board della Fed tra il 2006 e il 2011, di area repubblicana ma non fedelissimo di Trump, in passato ha espresso una posizione rigida sui tassi d’interesse, simile a quella del presidente uscente che ha causato molti contrasti con la Casa Bianca. Per questo le sue quotazioni, rispetto agli altri candidati, erano calate nelle ultime settimane. Ma è anche vero che, una volta sfumata la possibile nomina nel 2017 – quando Trump gli preferì Powell – Warsh si è lentamente avvicinato alla cerchia del tycoon, conquistandone in questi anni la fiducia.
Warsh alla Fed: l’annuncio di Trump
Secondo il New York Times, Warsh e il presidente Usa si sono incontrati alla Casa Bianca giovedì, a 24 ore dall’annuncio. Il tycoon, parlando con i giornalisti, aveva dichiarato che avrebbe presto annunciato il nome di qualcuno "noto a tutti nel mondo della finanza". E aveva aggiunto che la comunicazione ufficiale sarebbe arrivata la prossima settimana. "Sarà una persona che, credo, farà un ottimo lavoro”. Ma ha deciso di affrettare i tempi e ha condiviso la scelta sul suo social Truth. “Sono lieto di annunciare che nominerò Kevin Warsh presidente del consiglio dei governatori della Federal Reseve – ha scritto Trump – Kevin ricopre attualmente la carica di Shepard Family Distinguished Visiting Fellow in Economia presso la Hoover Institution e di docente presso la Stanford Graduate School of Business. Conosco Kevin da molto tempo e non ho alcun dubbio che passerà alla storia come uno dei grandi presidenti della Fed, forse il migliore. Oltre a tutto il resto, è una figura di spicco e non vi deluderà mai. Congratulazioni Kevin!”.
Warsh, il nome che rassicura i mercati
La scelta su Warsh mette fine a una delle corse alla successione più problematiche nella storia americana. Trump ha ingaggiato con l’attuale presidente, il cui mandato scadrà a maggio, uno scontro che ha messo alla prova l’indipendenza dell’istituzione. Almeno quella percepita, visto che Powell ha mantenuto un approccio cauto. Nonostante Warsh abbia un rapporto di lunga data con il presidente, alcuni analisti vedevano la sua posizione aggressiva durante il suo mandato alla Fed come un grosso ostacolo per conquistare la fiducia di Trump. Warsh, che ha sostenuto un "cambio di regime" alla banca centrale, ha affermato che la Fed dovrebbe ridurre le dimensioni del suo bilancio, cosa che anche il segretario al Tesoro Scott Bessent sostiene. D’altra parte, è una scelta che rassicura Wall Street perché è conosciuto nel mondo della finanza e ha esperienza con incarichi istituzionali di rilievo.