Albania, i pensionati italiani in allarme: “Ora Tirana vuole tassarci al 15%”
di Aldo FontanarosaROMA – C’è preoccupazione, ansia, paura tra i 3.000 italiani che si sono trasferiti in Albania perché, in quel Paese, le loro pensioni non sono tassate. Zero imposte, almeno finora.
Da alcune settimane, molti nostri connazionali hanno fiutato l’arrivo di un siluro fiscale sui loro assegni pensionistici. Il 23 gennaio ne ha parlato il sito AlbanItaly, diretto dall’ex giornalista della Rai Giuseppe Mazzei, già quirinalista e vicedirettore del Tg1 e del Tg2.
Un nutrito gruppo di pensionati italiani, con regolare residenza in terra albanese, ha addirittura scritto una lettera aperta al premier Edi Rama (in ottimi rapporti con Giorgia Meloni) in cui quantifica il prelievo temuto.
I nostri pensionati verrebbero presto obbligati a pagare l’imposta base delle aziende, pari al 15% delle entrate. Per mettersi in regola con il fisco, gli stessi pensionati sarebbero tenuti a compilare la locale dichiarazione dei redditi, beffardamente denominata Diva.
Il permesso di soggiorno
La paura nasce da u…
ROMA – C’è preoccupazione, ansia, paura tra i 3.000 italiani che si sono trasferiti in Albania perché, in quel Paese, le loro pensioni non sono tassate. Zero imposte, almeno finora.
Da alcune settimane, molti nostri connazionali hanno fiutato l’arrivo di un siluro fiscale sui loro assegni pensionistici. Il 23 gennaio ne ha parlato il sito AlbanItaly, diretto dall’ex giornalista della Rai Giuseppe Mazzei, già quirinalista e vicedirettore del Tg1 e del Tg2.
Un nutrito gruppo di pensionati italiani, con regolare residenza in terra albanese, ha addirittura scritto una lettera aperta al premier Edi Rama (in ottimi rapporti con Giorgia Meloni) in cui quantifica il prelievo temuto.
I nostri pensionati verrebbero presto obbligati a pagare l’imposta base delle aziende, pari al 15% delle entrate. Per mettersi in regola con il fisco, gli stessi pensionati sarebbero tenuti a compilare la locale dichiarazione dei redditi, beffardamente denominata Diva.
Il permesso di soggiorno
La paura nasce da una novità normativa. In Albania la legge fiscale del 2019 esentava esplicitamente dal versamento delle imposte quei cittadini dell’Unione europea (italiani inclusi) forti di un permesso di soggiorno nel Paese. Queste persone hanno beneficiato e tuttora beneficiano dell’esenzione fiscale a patto di risiedere per 183 giorni l’anno in Albania dove hanno trasferito ogni loro attività, anche solo no profit.
La nuova legge fiscale, entrata in vigore a gennaio del 2024, ha abrogato la norma. Questa nuova legge si limita a considerare “esenti” da tasse i soli redditi protetti da “accordi internazionali ratificati dal Parlamento della Repubblica di Albania”.
La vecchia legge fiscale apriva un ombrello solido sulle teste dei nostri pensionati. La nuova legge, pur senza introdurre il prelievo del 15%, apre un ombrello ben più debole. Nel 2025, in verità, il Fisco albanese non ha chiesto un solo euro ai pensionati anche italiani. Eppure, nelle ultime settimane, all’improvviso la paura ha preso il sopravvento.
Per questo motivo, svariati connazionali hanno cominciato a bussare ai Caf albanesi e alla locale Agenzia delle entrate in cerca di rassicurazioni, che non sono arrivate. Le informazioni restano incerte, nebulose, contraddittorie.
L’assegno medio
Grazie all’esenzione totale della tasse, i 3.000 pensionati italiani incassano una pensione media da 3.500 euro al mese. Alcuni pensionati ovviamente ricevono un assegno molto più alto della media. Altri hanno una pensione relativamente bassa, malgrado le tasse a zero. Sono loro a temere di più il presunto prelievo del 15% che sarebbe in arrivo.
Sondaggi informali tra i nostri connazionali delineano già un’intenzione. Se davvero l’Albania tasserà le pensioni degli italiani al 15%, in tanti cercherebbero rifugio in altre Nazioni che si rivelerebbero fiscalmente più amichevoli come Slovacchia, Ungheria e Croazia.
L’esodo degli italiani non sarebbe una gran notizia per l’Albania. Al momento arrivano in terra albanese pensioni italiane per oltre 136 milioni all’anno (se consideriamo le 13 mensilità). Soldi che sono spesi, in gran parte, per comprare o affittare case albanesi; nei supermercati e nei ristoranti albanesi; nell’acquisto di auto, cellulari e beni diversi in quel Paese.