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Camilla Benedetti: “Il nostro acciaio tra innovazione, efficienza energetica e sicurezza”

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Donne impresa. Classe 1980 è presidente di Acciaierie Bertoli Safau, la divisione steel making per la produzione di acciai speciali, barre e altri prodotti
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A Pozzuolo del Friuli, nella pianura di Udine, c’è una fabbrica siderurgica che un quarto di secolo fa di ‘green’ aveva poco e niente, anzi era considerata un luogo di lavoro sporco, malsano e insicuro. Anni difficili. Poi la metamorfosi che ne ha sancito la crescita produttiva, l’evoluzione tecnica e una nuova identità. Di Abs, Acciaierie Bertoli Safau, realtà industriale hi-tech, è presidente dal 2022 Camilla Benedetti, responsabile di Tecnologie dell’informazione, Risorse umane e Contabilità industriale. Leader in Italia e tra i primi tre produttori europei di acciaio, è la divisione steel making per la produzione di acciai speciali, barre, vergella, sfere, del gruppo Danieli & C. Officine meccaniche spa. Due anime distinte ma complementari e legate a doppio filo. L’acciaieria capogruppo Danieli, che ha sede nel vicino comune di Buttrio, plant making per disegnare e produrre impianti per l’industria siderurgica, è uno dei tre maggiori costruttori mondiali del settore, fornitor…

A Pozzuolo del Friuli, nella pianura di Udine, c’è una fabbrica siderurgica che un quarto di secolo fa di ‘green’ aveva poco e niente, anzi era considerata un luogo di lavoro sporco, malsano e insicuro. Anni difficili. Poi la metamorfosi che ne ha sancito la crescita produttiva, l’evoluzione tecnica e una nuova identità. Di Abs, Acciaierie Bertoli Safau, realtà industriale hi-tech, è presidente dal 2022 Camilla Benedetti, responsabile di Tecnologie dell’informazione, Risorse umane e Contabilità industriale. Leader in Italia e tra i primi tre produttori europei di acciaio, è la divisione steel making per la produzione di acciai speciali, barre, vergella, sfere, del gruppo Danieli & C. Officine meccaniche spa. Due anime distinte ma complementari e legate a doppio filo. L’acciaieria capogruppo Danieli, che ha sede nel vicino comune di Buttrio, plant making per disegnare e produrre impianti per l’industria siderurgica, è uno dei tre maggiori costruttori mondiali del settore, fornitore di singole unità e di sistemi ‘chiavi in mano’. Dal 1964 di questa tipologia sono stati prodotti e distribuiti nel mondo 152 impianti (dal rottame al magazzino, considerando anche tutte le opere civili), poi 42 acciaierie tradizionali, 668 forni elettrici ad arco, ciclo da rottame, come quello di Abs, più di mille laminatoi e impianti per la lavorazione dell’alluminio.

Abs è il frutto della fusione realizzata da Danieli nel 1988 tra le Officine Bertoli, che erano nate nel 1813 come laboratorio a uso ‘battiferro’, e Safau, Società per azioni ferriere ed acciaierie di Udine, datata 1934. Produce utilizzando per il 95 per cento rottami ferrosi fusi, materiale riciclabile infinite volte. La gamma di acciai speciali di qualità è composta da centinaia di marche in un mercato che evolve rapidamente per l’automotive, l’industria meccanica, infrastrutture, pale eoliche, ponti.

Registra un fatturato 2025 di 1.051,2 milioni e impiega 1462 lavoratori, con la produzione di 1,1 milioni di tonnellate, il 10 per cento in meno rispetto all’anno precedente per l’effetto negativo dei costi dell’energia. Rappresenta un asset strategico per la competitività dell’intero gruppo. “Può dirsi il suo ‘acceleratore’. È la nostra finestra di innovazione sul mercato e per le richieste dei clienti”.

Camilla Benedetti, la signora dell’acciaio, succede al padre Gianpietro e alla madre Carla de Colle che è stata presidente di Abs prima di lei. “Quando Danieli ha acquisito e fuso le due società era un periodo di transizione molto complicato”. Classe 1980, nata a Udine, una laurea in Economia e commercio all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi su ‘Concorrenza sleale su marchi e brevetti’, l’imprenditrice è anche vice presidente di Danieli Officine meccaniche. Gianpietro Benedetti, ingegnere, vi entrò nel 1961 come disegnatore tecnico. Aveva studiato al Malignani, istituto professionale della zona con cui ancora oggi il gruppo collabora a definire le competenze che servono al territorio per inserire i giovani nel mondo del lavoro. Dopo aver scalato varie cariche, quando nel 1986 l’imprenditrice Cecilia Danieli divenne presidente e amministratore delegato, Benedetti fu nominato direttore generale del gruppo e insieme traghettarono l’azienda fuori dalla crisi del settore siderurgico. Dopo la scomparsa nel 1999 di Cecilia Danieli, a 59 anni, divenne presidente e amministratore delegato e rimase ceo fino al 2018, quando gli subentrò Giacomo Mareschi Danieli, figlio di Cecilia. Il gruppo Danieli conta diecimila lavoratori e un fatturato al 3 giugno 2025 di 4 miliardi e 200 milioni di euro, ebitda 2024-2025 a 438 milioni di euro e ebitda previsto 2025-2026 fra i 430 e i 450 milioni, un portafoglio ordini di 5 miliardi e 384 milioni di euro atteso in salita a 6 miliardi e 200 milioni di euro.

Determinazione, ambizione, molta passione e equilibrio di competenze. Per Camilla Benedetti è una storia di lavoro e di famiglia. “C’è voluto del tempo, la crescita è passata per diverse fasi: investimenti in innovazione rispetto alle esigenze del mercato e alla nostra capacità industriale; passaggio da una produzione più ampia alle specializzazioni; salto dalla dimensione locale a una prospettiva internazionale; nuova visione del ruolo dei manager. Abbiamo capito che per crescere occorreva che diventassero essi stessi imprenditori all’interno delle linee di produzione, delegandoli ad assumere in prima persona decisioni che impattano in maniera rapida sui risultati, rendendo quindi l’azienda più flessibile e resiliente”. Abs e Danieli, un ‘unicum’ che negli anni si è rivelato una ricetta perfetta. La prima ha adottato tutte le migliorie di impianto che Danieli con la sua visione di mercato globale ha potuto testare. “Abs mette in campo l’innovazione, la declina secondo la propria identità e offre un continuo feedback a Danieli per poter rendere più efficienti gli impianti”.

Confermando il proprio forte radicamento nel territorio, il Friuli, Danieli ha aperto basi in Cina, Vietnam, India, Svezia, Germania. Ha tredici società operative, è in 25 paesi del mondo e una rete di centri di servizio, assistenza e supporto rapido di qualità vicini ai clienti di Usa, Brasile, Egitto. “Abbiamo continuato a investire nell’acquisizione di impianti all’avanguardia essenziali per lo sviluppo”. Camilla Benedetti è in Abs dal 2022. Nella sua prima esperienza lavorativa post laurea ha conosciuto il mondo della revisione contabile. “Mi interessava, oltre i numeri, capire la storia dell’azienda”.

Nel 2008 è entrata in Danieli. “Ho cominciato nell’ufficio di contabilità industriale per occuparmi in seguito di amministrazione e finanza: guardavo i bilanci delle nostre consociate. Poi è venuto l’ufficio Risorse umane. Ho sempre percepito questi miei cambiamenti come nuove assunzioni di responsabilità, spinta dalla curiosità di comprendere il processo. Un’esperienza fondamentale dal punto di vista professionale e umano”.

Abs destina il 52 per cento dei suoi acciai speciali all’Italia, il resto in 41 paesi del mondo. “Abbiamo un’acciaieria e tre laminatoi. Cosa sto imparando? C’è all’interno di un acciaio una serie di processi. È come confezionare una torta, un dolce, bisogna essere precisi, avere un’attenzione particolare ed è quello che facciamo noi tutti i giorni”. Tra i leader mondiali ci sono tedeschi e asiatici. “Stiamo attuando un importante piano di trasformazione industriale per ridurre dell’80 per cento l’impronta carbonica rispetto al ciclo integrale a carbone, aumentare l’efficienza energetica e realizzare un sistema produttivo a basso impatto ambientale. Si tratta di una evoluzione strutturale e culturale che coinvolge tutta l’azienda, un percorso che richiede investimenti”. Efficientare e recuperare tutti i consumi energetici differenziando le fonti, chiave di competitività importante in un contesto globale, è il centro di un piano da 572 milioni di euro di impieghi nei prossimi tre anni su un totale di 800 milioni di euro fino al 2029. “Incrementare la sostenibilità della supply chain significa anche aumentare i trasporti in treno dei rottami, la nostra materia prima”.

Nel tempo è cresciuta anche la cultura della sicurezza. “Ci crediamo ogni giorno e su questo negli anni abbiamo puntato”. Tra il 2023 e il 2024 Abs ha destinato 3,7 milioni di euro a favore della salute e sicurezza dei lavoratori che operano all’interno dei due siti produttivi a Udine e a Sisak, in Croazia. E ha stanziato altri 2,2 milioni di euro per l’esercizio 24-25 per attuare ulteriori iniziative volte ad ottenere miglioramenti nella riduzione dei rischi e nella protezione delle persone. “Negli ultimi anni stiamo passando a una digitalizzazione spinta per la gestione dei flussi che permette una rapidità di intervento fondamentale”.

A Brescia c’è il centro Abs service di assistenza 24 ore su 24 alle officine meccaniche, “ne stiamo aprendo uno in Svezia” ed è attivo il Centro di ricerche di eccellenza ‘Abs centre metallurgique’ a Metz, nel cuore industriale della Francia. “Lì abbiamo manager ricercatori che sviluppano prodotti e acciai del futuro, con gruppi di studio di diverse università. Innovazione industriale, idee messe a terra e vendute”.

Tra le sfide da affrontare, anche l’idrogeno come fonte di energia rinnovabile. “Abs sviluppa acciai resistenti all’infragilimento da idrogeno e ne studia l’uso per produrre”. Quest’aria Camilla Benedetti l’ha respirata fin da bambina. “Ho sempre vissuto in maniera naturale questo approccio, anche quando non avevo le idee chiare sul mio sviluppo formativo e professionale. Non nasco tecnica ma vedere gli impianti, parlare con i colleghi mi ha fatto capire, non l’ho intesa come difficoltà ma come opportunità di cambiamento per me”.

Un marito e due figli maschi, gemelli di quindici anni. “Per me famiglia e lavoro sono un’unica dimensione. Viaggio prevalentemente in Europa perché è il nostro core business come clienti e ho l’esigenza di conoscere le aziende, le loro storie, sfide e ambizioni. È bello entrare in contatto con queste realtà, famiglie con valori e generazioni che sostengono il pil nazionale. Leggo di politica, di governance, il mio tempo libero è un equilibrio circolare. In azienda la percentuale di donne è in aumento, ne facciamo una questione di competenze, apriamo a questa formazione a 360 gradi per valorizzare il merito, maschile o femminile che sia. A noi è assegnato il compito di perseguire concretamente la visione di chi ci ha preceduto. Sono cresciuta con degli esempi: mio padre e mia madre mi hanno ispirata con le parole e con i fatti, ho apprezzato i loro insegnamenti e li vedo replicati. Siamo una squadra allenata a diffondere i valori fondanti della nostra impresa”.

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