Vincitori e vinti. Arriva la selezione nel campo dell’IA
di Walter GalbiatiVincitori e vinti. Non più un crollo generalizzato del mercato, ma una selezione tra chi ce la può fare e chi invece ha la strada in salita. È la nuova interpretazione dopo l’uscita dei dati di Microsoft e Meta. La settimana scorsa i due colossi tecnologici Usa si sono presentati agli investitori finanziari pubblicando i dati del loro quarto trimestre. Alla lettura, Microsoft è crollata in Borsa di oltre il 10% bruciando 360 miliardi di dollari di controvalore, mentre Meta, all’opposto, è salita del 10% aggiungendo 180 miliardi alla sua quotazione.
Nel mezzo, l’andamento dell’indice Nasdaq Composite, fortemente basato sul settore tecnologico. Dopo la paura iniziale che lo ha portato a scendere del 2,6%, ha chiuso la seduta con un calo modesto dello 0,7%, mentre l’indice …
Vincitori e vinti. Non più un crollo generalizzato del mercato, ma una selezione tra chi ce la può fare e chi invece ha la strada in salita. È la nuova interpretazione dopo l’uscita dei dati di Microsoft e Meta. La settimana scorsa i due colossi tecnologici Usa si sono presentati agli investitori finanziari pubblicando i dati del loro quarto trimestre. Alla lettura, Microsoft è crollata in Borsa di oltre il 10% bruciando 360 miliardi di dollari di controvalore, mentre Meta, all’opposto, è salita del 10% aggiungendo 180 miliardi alla sua quotazione.
Nel mezzo, l’andamento dell’indice Nasdaq Composite, fortemente basato sul settore tecnologico. Dopo la paura iniziale che lo ha portato a scendere del 2,6%, ha chiuso la seduta con un calo modesto dello 0,7%, mentre l’indice S&P 500 ha registrato un ribasso di appena lo 0,1%. I movimenti dei due titoli e quello sugli indici dicono che al momento gli investitori sono concentrati selettivamente sulle singole società e i loro risultati. E non sono propensi a mettere in atto vendite generalizzate su chi opera nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il ritorno che non c’è
Microsoft è stata colpita da un forte ribasso perché ha reso evidente come non sempre gli investimenti in IA generano i ritorni aspettati, che è poi una delle principali paure degli investitori. La spesa per aumentare la potenza di calcolo dei data center di Microsoft è cresciuta del 66% rispetto all’anno precedente, arrivando a toccare la fantasmagorica cifra di 37,5 miliardi di dollari. Gli utili del gruppo hanno battuto le stime degli analisti, ma nel raccontare il business, è stato detto che la crescita del cloud è più lenta del previsto, gettando un’ombra sul futuro di Microsoft. Da qui le vendite.
Meta piace al mercato
Meta, invece, ha convinto il mercato. La società di Zuckerberg ha mostrato che le impression pubblicitarie sono salite del 12% su base annua nell’intero 2025 e che nello stesso periodo il prezzo medio per annuncio è aumentato del 9%. Questi numeri hanno permesso a Meta di annunciare che per il primo trimestre del 2026 le vendite saranno comprese tra 53,5 e 56,5 miliardi di dollari, superando la stima media degli analisti di 51,3 miliardi. Un buon inizio d’anno che dovrebbe supportare gli investimenti in IA di Meta che nel 2026 esploderanno passando dai 72 miliardi del 2025 a ben 135 miliardi. Per di più, nonostante il significativo aumento degli investimenti in infrastrutture, Meta prevede di realizzare un utile operativo superiore a quello dello scorso anno. Da qui gli acquisti.
Gli andamenti opposti delle due Big tecnologiche aprono a una nuova fase dell’IA, dove sembra che in Borsa il movimento generalizzato del settore non sia più così scontato. Gli investitori cercano di cogliere le mele migliori dal cesto, in un’ottica di vincitori e vinti che premia chi mostra la sostenibilità del proprio business, allontanando il rischio bolla e la paura di un crollo indiscriminato dei mercati.