Anche nel comparto salute gli affari delle compagnie assicurative vanno a gonfie vele. Dopo i risultati positivi emersi nei settori danni e vita, di cui avevamo parlato a dicembre, l’Ivass certifica i dati positivi anche in questo ramo. Il bollettino statistico dell’autorità calcola infatti che i premi complessivi raccolti dalle imprese assicurative nel ramo salute ammontano, nel 2024, a 8 miliardi di euro. Si tratta di un aumento del 7,8% rispetto al 2023. Cresce anche il ramo infortuni (+2,9%) e quello malattia (+12%). E nei primi tre trimestri del 2025 il trend non cambia, anzi si conferma con forza.
In questo lasso di tempo, la raccolta nel ramo malattia è ulteriormente cresciuta del 12,7% sul terzo trimestre 2024 mentre quella infortuni del 3,1%. No…
Anche nel comparto salute gli affari delle compagnie assicurative vanno a gonfie vele. Dopo i risultati positivi emersi nei settori danni e vita, di cui avevamo parlato a dicembre, l’Ivass certifica i dati positivi anche in questo ramo. Il bollettino statistico dell’autorità calcola infatti che i premi complessivi raccolti dalle imprese assicurative nel ramo salute ammontano, nel 2024, a 8 miliardi di euro. Si tratta di un aumento del 7,8% rispetto al 2023. Cresce anche il ramo infortuni (+2,9%) e quello malattia (+12%). E nei primi tre trimestri del 2025 il trend non cambia, anzi si conferma con forza.
In questo lasso di tempo, la raccolta nel ramo malattia è ulteriormente cresciuta del 12,7% sul terzo trimestre 2024 mentre quella infortuni del 3,1%. Non aiuta, dal punto di vista del consumatore, il fatto che il mercato sia molto concentrato: Ivass individua il 68% di premi malattia raccolti dalle sole prime cinque imprese, che scende al 61% per gli infortuni. Tuttavia è bene avere le dimensioni del quadro d’insieme: la spesa intermediata da fondi sanitari e imprese di assicurazione che operano nel comparto salute è il 3,4% del totale.
La crescita delle polizze collettive
Nel ramo malattia, le polizze che vanno per la maggiore sono quelle che coprono le spese sanitarie (ricoveri, interventi chirurgici, prestazioni specialistiche e diagnostiche). La crescita è ininterrotta dal 2019, soprattutto grazie al ruolo rilevante delle polizze collettive stipulate da imprese e fondi, che coprono un italiano su cinque. Il rapporto non si spinge così nel dettaglio ma negli ultimi anni si registra un aumento delle coperture cosiddette “long term care”, che coprono il rischio di non autosufficienza. Un recente rapporto dell’Ania su questi prodotti ha evidenziato che, nonostante possano essere uno strumento importante per tutelare il futuro proprio o di un genitore anziano, queste polizze siano ancora poco conosciute dagli italiani.
L’andamento del mercato assicurativo riflette, come sempre, le tendenze e i cambiamenti in atto nella società. Da una parte c’è un atteggiamento di maggior previdenza, sia nelle famiglie soprattutto dopo l’esperienza della pandemia sia delle imprese che stipulano sempre più accordi aziendali di welfare, un modo per attrarre anche nuove assunzioni di giovani, più attenti a benefit di questo tipo. Dall’altra, la crescita della sanità integrativa è un riflesso delle liste d’attesa del servizio sanitario nazionale, che porta molti cittadini a organizzarsi da sé.
Le liste d’attesa fanno crescere gli affari per gli operatori sanitari privati, diagnostica in testa
Infortuni, mercato più saturo
Questo ramo, che resta in seconda posizione per volume di premi, cresce in modo più limitato. Le polizze più diffuse in questo ramo sono quelle che proteggono dal rischio di infortuni sul lavoro e nella vita privata. La sostanziale stagnazione del settore riflette un mercato più maturo, con una maggiore copertura e consapevolezza che offrono poco spazio a espansioni significative.
Nel 2024 è aumentato il numero dei sinistri (+2,6% sul 2023) ma in compenso è calato il costo medio (cioè quanto le imprese sborsano per risarcire il cliente), seppure solo dell’1,7% rispetto all’anno precedente, mentre il trend quinquennale è in aumento del 4,2%. Aumenta anche il premio medio pagato dagli assicurati: dai 55,8 euro del 2020 siamo arrivati a 62,7 euro nel 2024.