Resta alto l’appetito per i titoli di Stato italiani. Lo dimostra l’ultima emissione sindacata del Btp a 15 anni che ha incontrato una domanda record di oltre 157 miliardi di euro a fronte di un importo emesso pari a 14 miliardi, «il più alto di sempre per il comparto Btp 15 anni», ha scritto il Mef in un comunicato. Il titolo ha scadenza 1 ottobre 2041, godimento 10 febbraio 2026 e tasso annuo del 3,95%, pagato in due cedole semestrali. Il nuovo Btp è stato collocato al prezzo di 99,990 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,99%, superiore di otto punti percentuali rispetto a quello registrato sul mercato per il titolo con scadenza 2040.
Sei le banche in prima fila nel collocamento come lead manager: Bbva, Bank of America, Citibank, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Jp Morgan con altri specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager.
Resta alto l’appetito per i titoli di Stato italiani. Lo dimostra l’ultima emissione sindacata del Btp a 15 anni che ha incontrato una domanda record di oltre 157 miliardi di euro a fronte di un importo emesso pari a 14 miliardi, «il più alto di sempre per il comparto Btp 15 anni», ha scritto il Mef in un comunicato. Il titolo ha scadenza 1 ottobre 2041, godimento 10 febbraio 2026 e tasso annuo del 3,95%, pagato in due cedole semestrali. Il nuovo Btp è stato collocato al prezzo di 99,990 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,99%, superiore di otto punti percentuali rispetto a quello registrato sul mercato per il titolo con scadenza 2040.
Sei le banche in prima fila nel collocamento come lead manager: Bbva, Bank of America, Citibank, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Jp Morgan con altri specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager.
Un collocamento arrivato in una giornata che ha visto lo spread chiudere sostanzialmente stabile rispetto all’avvio, a quota 61 punti e con il rendimento del titolo decennale salito al 3,5% e con i bund tedeschi nuovamente sotto pressione. Il titollo a 30 anni salito al 3,56%, ai massimi dal 2011.
Quest’anno, secondo le previsioni del Mef contenute nelle Linee guida per la gestione del debito pubblico 2026, l’Italia dovrà collocare tra i 350 e i 365 miliardi di euro di titoli a medio e lungo termine. Di questo ammontare, circa 256 miliardi serviranno a rimborsare i titoli in scadenza, tenendo conto anche dei prestiti del Recovery Fund e della normale gestione di cassa, mentre altri 125 miliardi copriranno il fabbisogno dello Stato per l’anno.