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Mps e Bpm in assemblea ma manca l’ok della Bce

(afp)

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A Siena domani il voto sul nuovo statuto che resterà sospeso Popolare Milano rischia di rinviare l’appuntamento del 23
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Milano – Sia il Monte dei Paschi di Siena sia il Banco Bpm vanno avanti con la lista del cda uscente per il rinnovo dei propri vertici nonostante la Bce non abbia ancora fornito il suo via libera. La banca senese guidata da Luigi Lovaglio è più avanti nella procedura avendo in programma per domani l’assemblea straordinaria che deve approvare l’introduzione nello statuto societario della possibilità di presentare una lista del cda uscente.

Proprio ieri la banca ha pubblicato le risposte ai soci in vista dell’assemblea precisando che l’autorizzazione della Bce non è ancora arrivata e che la presentazione della lista del cda dovrà essere approvata dall’attuale cda con una maggioranza di due terzi, cioé 10 consiglieri su 15. Ma comunque la delibera dell’assemblea di domani sarà sospesa fino all’arrivo del via libera della Bce, non potrà essere iscritta nel registro delle imprese. E poiché l’eventuale lista dovrà essere depositata 40 giorni prima dell’assemblea del rinnovo dei vertici, c…

Milano – Sia il Monte dei Paschi di Siena sia il Banco Bpm vanno avanti con la lista del cda uscente per il rinnovo dei propri vertici nonostante la Bce non abbia ancora fornito il suo via libera. La banca senese guidata da Luigi Lovaglio è più avanti nella procedura avendo in programma per domani l’assemblea straordinaria che deve approvare l’introduzione nello statuto societario della possibilità di presentare una lista del cda uscente.

Proprio ieri la banca ha pubblicato le risposte ai soci in vista dell’assemblea precisando che l’autorizzazione della Bce non è ancora arrivata e che la presentazione della lista del cda dovrà essere approvata dall’attuale cda con una maggioranza di due terzi, cioé 10 consiglieri su 15. Ma comunque la delibera dell’assemblea di domani sarà sospesa fino all’arrivo del via libera della Bce, non potrà essere iscritta nel registro delle imprese. E poiché l’eventuale lista dovrà essere depositata 40 giorni prima dell’assemblea del rinnovo dei vertici, cioé entro il 5 marzo, se entro quella data il regolatore di Francoforte non si sarà espresso tutto dovrà essere rinviato.

Tra l’altro l’autorità guidata da Christine Lagarde ha messo pressione ai vertici della banca senese affinché accelerino il più possibile la presentazione del nuovo piano di integrazione con Mediobanca. E ciò potrebbe avvenire entro fine febbraio, circa un mese prima della scadenza prevista. Dunque a fine mese si capirà chi avrà avuto la meglio nel braccio di ferro sulle modalità di integrazione di Mediobanca, se Lovaglio con il piano di delisting e fusione già presentato al mercato o se alcuni azionisti che vogliono mantenere Mediobanca così com’è e quotata in Borsa.

Non meno complicato, seppur diverso, il percorso del Banco Bpm che ieri ha pubblicato i documenti sulle modifiche statutarie richieste dalla Legge Capitali per votare all’assemblea del 23 febbraio. I candidati in lista dovranno essere 20, cioé di un terzo superiori ai 15 posti a disposizione in consiglio. I seggi spettanti alle minoranze sono stati ridefiniti in base al criterio proporzionale e varieranno da 3 a 6 a seconda dei voti sul capitale presente che prenderanno le prime due liste di minoranza. Con meno del 20% dei voti i posti in cda saranno solo 3, con voti compresi tra il 29% e il 25% i seggi saliranno a 4, saranno 5 se i voti saranno nell’intervallo 35-50% e potranno arrivare a 6 se le due liste di minoranza raccoglieranno più del 50% dei voti del capitale presente. Se la lista del cda uscente uscirà vincitrice viene eliminato l’obbligo di assegnare un posto alla lista dei soci-dipendenti. Mentre il presidente del Comitato controllo e rischi sarà scelto tra gli indipendenti non espressi dalla lista del cda uscita vincitrice.

Ma anche qui, come nel caso Mps, è necessario che la Bce approvi queste modifiche in maniera integrale, altrimenti tutto potrebbe slittare. A Francoforte stanno infatti verificando cosa potrebbe succedere alla governance del Banco Bpm se l’attuale socio di minoranza forte, il Crédit Agricole con il 20,1% (ma che potrebbe salire fino al 30%), e diretto concorrente presentasse una sua lista di minoranza.

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