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Contratti pirata e salari bassi: le proposte di Italia Viva

La senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan 

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Due disegni di legge a prima firma della senatrice Annamaria Furlan per “rafforzare la rappresentanza sindacale e datoriale”
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ROMA – Un disegno di legge “per la trasparenza e l’equivalenza della contrattazione collettiva nei contratti pubblici e privati” e un altro per misurare la rappresentanza di sindacati e organizzazioni datoriali. Le due iniziative legislative messe a punto dalla senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan hanno comune obiettivo comune quello di mettere fine al dumping contrattuale e stabilire un livello salariale al di sotto del quale non si possa scendere, per combattere il lavoro povero.

«I contratti pirata - ha affermato durante la presentazione dei due Ddl, nella sala dedicata ai caduti di Nassirya del Senato - danneggiano i lavoratori, indeboliscono la contrattazione collettiva e alterano la concorrenza tra le imprese corrette. È un fenomeno che…

ROMA – Un disegno di legge “per la trasparenza e l’equivalenza della contrattazione collettiva nei contratti pubblici e privati” e un altro per misurare la rappresentanza di sindacati e organizzazioni datoriali. Le due iniziative legislative messe a punto dalla senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan hanno comune obiettivo comune quello di mettere fine al dumping contrattuale e stabilire un livello salariale al di sotto del quale non si possa scendere, per combattere il lavoro povero.

«I contratti pirata - ha affermato durante la presentazione dei due Ddl, nella sala dedicata ai caduti di Nassirya del Senato - danneggiano i lavoratori, indeboliscono la contrattazione collettiva e alterano la concorrenza tra le imprese corrette. È un fenomeno che va fermato con regole chiare e condivise». Rappresentano inoltre «una delle principali cause dei bassi salari e della precarizzazione del lavoro, con effetti particolarmente gravi nei confronti dei giovani e nei settori del terziario».

Entrambi i testi si compongono di pochi articoli: i criteri a cui si richiamano sono quelli che già esistono nel nostro ordinamento. In particolare, per la tracciabilità dei contratti si propone l’interoperabilità delle banche dati, a cominciare da quella del Cnel, mentre per identificare i contratti da applicare a tutti i lavori si usa il criterio delle sindacati e delle organizzazioni datoriali “comparativamente più rappresentativi”. L’estensione dei contratti erga omnes avverrebbe per legge.

Sul tema si sono confrontati giuslavoristi, parlamentari di altri partiti (tra i presenti la senatrice del Pd Susanna Camusso) e diversi rappresentanti delle organizzazioni datoriali, tra i quali il vicepresidente di Confcommercio Mauro Lusetti e il direttore lavoro e welfare di Confindustria Pierangelo Albini.

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