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Musk unisce l’impero: razzi, satelliti e IA. Sfida da mille miliardi

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In una società Starlink, il social X e l’intelligenza artificiale. In prospettiva anche Tesla potrebbe essere coinvolta
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WASHINGTON – Milleducentocinquanta miliardi di dollari, ossia la metà abbondante dell’intero Pil annuale dell’Italia. Così si scrive il valore della compagnia creata da Elon Musk, fondendo le attività spaziali di SpaceX con quelle di xAI nel campo dell’intelligenza artificiale. E siamo solo all’inizio, perché questa enorme azienda potrebbe essere presto quotata in Borsa, mentre tutti gli analisti si chiedono se il prossimo passo non sarà unirla anche a Tesla.

La logica che sottende all’intero progetto, oltre all’ovvio interesse finanziario, è la scommessa che l’IA diventerà il volano di tutte le nostre attività economiche, sommando le esplorazioni spaziali, i satelliti, la produzione dell’energia elettrica e il posizionamento dei centri dati, alla robotica e i veicol…

WASHINGTON – Milleducentocinquanta miliardi di dollari, ossia la metà abbondante dell’intero Pil annuale dell’Italia. Così si scrive il valore della compagnia creata da Elon Musk, fondendo le attività spaziali di SpaceX con quelle di xAI nel campo dell’intelligenza artificiale. E siamo solo all’inizio, perché questa enorme azienda potrebbe essere presto quotata in Borsa, mentre tutti gli analisti si chiedono se il prossimo passo non sarà unirla anche a Tesla.

La logica che sottende all’intero progetto, oltre all’ovvio interesse finanziario, è la scommessa che l’IA diventerà il volano di tutte le nostre attività economiche, sommando le esplorazioni spaziali, i satelliti, la produzione dell’energia elettrica e il posizionamento dei centri dati, alla robotica e i veicoli autonomi. Il tutto sullo sfondo dell’impegno politico, che l’imprenditore di origini sudafricane sta riprendendo in vista delle elezioni midterm di novembre, sperando magari che lo aiuti nei suoi progetti.

Il progetto SpaceX con l’IA

Musk ha annunciato la fusione così: «SpaceX ha acquistato xAI per formare il motore di innovazione più ambizioso e verticalmente integrato sulla Terra, e fuori». Quindi ha spiegato: «Questo segna non solo il prossimo capitolo, ma il prossimo libro nella missione di SpaceX e xAI: scalare le operazioni per creare un sole senziente che comprenda l’Universo ed estenda la luce della coscienza alle stelle!». L’obiettivo quindi è combinare le attività spaziali, che comprendono i razzi per la stazione orbitante, la colonizzazione di Marte, i satelliti per le comunicazioni e non solo, con l’intelligenza artificiale, che è indispensabile allo sviluppo di tutte queste imprese. A ciò va aggiunto l’obiettivo dichiarato di Elon di trasferire nello spazio gli enormi centri dati necessari a far funzionare l’AI, generando grazie all’energia solare l’elettricità indispensabile per alimentarli, che sulla Terra non sarebbe facile produrre.

Ambizione e fantasia non sono mai mancate a Elon, ma traducendo dalle sue iperboli si può capire il senso dell’iniziativa. SpaceX è una compagnia che genera profitti, stimati fra 2 e 5 miliardi di dollari nel 2025, mentre xAI per ora crea solo debiti, come peraltro anche i suoi concorrenti. Siccome però l’intelligenza artificiale è indispensabile a sviluppare tutte queste attività, unendo le due compagnie la prima salva la seconda, dandole le risorse, il respiro e il tempo necessario a mantenere le sue promesse, tanto sul piano imprenditoriale, quanto su quello finanziario.

Il futuro di Tesla

La domanda quindi diventa cosa significa tutto questo per Tesla, che ha investito due miliardi di dollari in xAI e quindi fa almeno indirettamente parte dell’operazione. Fondere la compagnia di auto elettriche con le altre avrebbe senso sul piano industriale, perché comunque anche lei avrà bisogno dell’intelligenza artificiale per continuare a svilupparsi, in particolare se uno considera l’attenzione posta ora sui robot e i veicoli a guida autonoma. Diverso è il discorso sul piano finanziario, perché Tesla è già quotata in borsa e ciò complica la fusione con aziende ancora private.

Non è detto poi che i suoi azionisti gradiscano di confondersi con altre compagnie. Musk però sembra deciso a procedere con l’innovazione, come sempre nella sua vita imprenditoriale. A questo scopo forse conta ancora sull’aiuto del presidente Trump, sul piano regolatorio e non solo, se è vero che dopo la loro lite ha iniziato a riaprire il portafoglio, per finanziarie i repubblicani nella corsa verso le elezioni midterm di novembre.

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