✕

Agricole vuole più posti nel cda del Banco

Ascolta l'audio

L’utile netto 2025 della banca francese sale a 8,75 miliardi nonostante una svalutazione su banco Bpm di 607 milioni. Gavalda: “In Bpm potremmo crescere ancora”
1 minuti di lettura

Nel 2025 il gruppo bancario Crédit Agricole ha realizzato un utile netto di 8,75 miliardi, in aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre, però, il bilancio ha dovuto recepire l’impatto negativo di 607 milioni dovuto al primo consolidamento della partecipazione del 20% nell’italiana Banco Bpm. E così l’utile netto si è fermato a 1,63 miliardi, in calo del 23,9%, ma senza incidere sul dividendo che è comunque cresciuto del 3%.

La svalutazione nel quarto trimestre su Banco Bpm è stata causata dal forte rialzo del titolo in Borsa rispetto al patrimonio netto. Ma questo effetto sarà sterilizzato già a partire da quest’anno in quanto Agricole ha ricevuto dalla Bce l’autorizzazione a salire oltre il 20% di Banco Bpm e classificare così la partecipazione tra quelle su cui ha un’ “influenza rilevante”. Ciò permetterà di incamerare circa 100 milioni al trimestre di utile netto dalla banca guidata da Giuseppe Castagna.

Nel 2025 il gruppo bancario Crédit Agricole ha realizzato un utile netto di 8,75 miliardi, in aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre, però, il bilancio ha dovuto recepire l’impatto negativo di 607 milioni dovuto al primo consolidamento della partecipazione del 20% nell’italiana Banco Bpm. E così l’utile netto si è fermato a 1,63 miliardi, in calo del 23,9%, ma senza incidere sul dividendo che è comunque cresciuto del 3%.

La svalutazione nel quarto trimestre su Banco Bpm è stata causata dal forte rialzo del titolo in Borsa rispetto al patrimonio netto. Ma questo effetto sarà sterilizzato già a partire da quest’anno in quanto Agricole ha ricevuto dalla Bce l’autorizzazione a salire oltre il 20% di Banco Bpm e classificare così la partecipazione tra quelle su cui ha un’ “influenza rilevante”. Ciò permetterà di incamerare circa 100 milioni al trimestre di utile netto dalla banca guidata da Giuseppe Castagna.

La partecipazione del 20% può arrivare fino al 30% e aumentare l’influenza sul gruppo italiano senza passare dal lancio di un’Opa sul mercato. «L’autorizzazione della Bce a superare la soglia del 20% serve proprio a cristallizzare la nostra posizione di azionista e partner di lungo corso di Banco Bpm. Non intendiamo esercitare alcun controllo su Banco Bpm», ha detto ieri l’ad Olivier Gavalda. Ma bisognerà vedere come ciò si tradurrà nella composizione del nuovo cda che verrà rinnovato ad aprile.

Le modifiche statutarie alla lista del cda, che assegnano fino a sei posti alle minoranze, non sono ancora state approvate dalla Bce, che sta valutando attentamente le conseguenze. «Vogliamo avere una rappresentanza nel cda di Banco Bpm equivalente alla nostra quota del 20%. Queste questioni sono attualmente in fase di discussione, ma è ancora troppo presto per entrare nei dettagli» ha aggiunto Gavalda. «Vedremo a tempo debito se è nel nostro interesse aumentare la partecipazione in Banco Bpm. Al momento non è una questione rilevante per il gruppo Crédit Agricole».

Ma il 20% del cda significherebbe tre consiglieri su 15, mentre le nuove regole ne assegnano ad Agricole almeno quattro, come fanno notare gli analisti di Mediobanca Securities. «Con il 60% di affluenza in assemblea Agricole si assicurerà almeno 4 posti in cda (rispetto ai 2 attuali) presentando una propria lista – scrivono in una nota del 3 febbraio –. Il tempo gioca a favore di Agricole, che rafforzerà la presa sulla banca senza bisogno di lanciare l’Opa. Ma riduce l’appeal della banca come potenziale target di altri contendenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti