Terre rare, grande alleanza contro lo strapotere della Cina: Usa, Europa e Giappone verso l’intesa
di Massimo BasileNEW YORK – Per la prima volta da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno messo da parte la guerra al mondo e rilanciato la volontà di cooperare. Il governo americano ha promosso la coalizione internazionale sui minerali critici che coinvolge oltre cinquanta Paesi, Italia inclusa. L’obiettivo è ridurre il predominio della Cina nel settore. Il traguardo è la definizione di un accordo quadro per dar vita a un blocco commerciale preferenziale: tra le ipotesi, la fissazione di prezzi minimi da difendere attraverso dazi comuni nei confronti di chi non li rispetta. Lo ha spiegato uno degli storici “isolazionisti”, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, aprendo a Washington la prima ministeriale dedicata ai minerali critici, iniziativa voluta dal segretario di Stato americano Marco Rubio.
NEW YORK – Per la prima volta da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno messo da parte la guerra al mondo e rilanciato la volontà di cooperare. Il governo americano ha promosso la coalizione internazionale sui minerali critici che coinvolge oltre cinquanta Paesi, Italia inclusa. L’obiettivo è ridurre il predominio della Cina nel settore. Il traguardo è la definizione di un accordo quadro per dar vita a un blocco commerciale preferenziale: tra le ipotesi, la fissazione di prezzi minimi da difendere attraverso dazi comuni nei confronti di chi non li rispetta. Lo ha spiegato uno degli storici “isolazionisti”, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, aprendo a Washington la prima ministeriale dedicata ai minerali critici, iniziativa voluta dal segretario di Stato americano Marco Rubio.
Tra i primi risultati del vertice, la partnership strategica annunciata da Usa, Unione Europea e Giappone per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici. Le parti si sono impegnate a concludere un memorandum d’intesa entro 30 giorni. Usa e Messico, invece, hanno inoltre presentato un piano di 60 giorni per sviluppare politiche commerciali coordinate. Il dipartimento di Stato ha definito l’incontro “storico”. L’iniziativa rappresenta una correzione pragmatica rispetto alla linea più rigida dell’America First, che tra dazi e ambizioni espansionistiche - come quelle sulla Groenlandia - aveva creato tensioni con l’Europa. È stato lo stesso Rubio, cambiando tono rispetto al passato, a sottolineare il carattere “multilaterale” del progetto, che punta a costruire una collaborazione globale su estrazione, lavorazione, riciclo e sicurezza delle catene di fornitura dei minerali critici.
L’Italia non ha risorse ma è la seconda potenza manifatturiera in Europa, dopo la Germania, e può avere un peso sulla lavorazione ed esportazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a Washington, ha detto che gli Usa hanno lanciato «un segnale molto importante nella direzione di una volontà di cooperazione internazionale. Certamente non è una operazione isolazionista». «Se vogliamo competere a livello globale - ha continuato - abbiamo bisogno di prezzi delle materie prime che non ci penalizzino. Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e India, insieme ai Paesi africani, devono trovare una strategia che consenta di competere su scala mondiale». L’intesa arriva pochi giorni l’annuncio di Trump di creare una riserva strategica statunitense di minerali critici, denominata Project Vault, sostenuta da 12 miliardi di dollari di finanziamenti, di cui due da capitali privati. L’iniziativa non è in contraddizione con il nuovo blocco commerciale.
A spingere la presenza dell’Unione europea, rappresentata dal commissario Stéphane Séjourné, sono stati in particolare Italia e Germania, che martedì hanno inviato alla Commissione europea un documento di indirizzo politico per promuovere una stretta cooperazione con Stati Uniti, G7 e Paesi terzi, in particolare in Africa, dove Roma può avere un ruolo chiave con il Piano Mattei. Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha celebrato il “disgelo” con Washington. «Buone notizie - ha scritto su X - Europa, Giappone e Stati Uniti collaboreranno con altri Paesi per una resilienza collettiva sui mineralil essenziali». «Prossimo passo - ha aggiunto - un accordo bilaterale Ue-Usa sulle materie prime».