ROMA - Il cambio di passo sull’elettrificazione pesa per oltre 22,2 miliardi sui conti del 2025 di Stellantis. Intervento che per quest’anno, visto le perdite attese, non produrranno la distribuzione di dividendi. I conti sono della stessa società guidata da Antonio Filosa che ha annunciato oggi a quanto ammonta, in termini finanziari, la cancellazione di alcuni programmi e progetti legati all’auto elettrica. In pratica si tratta della cancellazione del piano di elettrificazione, soprattutto dal punto di vista degli ipotetici traguardi, pensato dall’ex ad Carlos Tavares, che ha lasciato a dicembre 2024. Crolla il titolo a Piazza Affari, perdendo quasi 15 punti percentuali in avvio.
Una reimpostazione del business di Stellantis che ha comportato oneri per 22,2 miliardi con uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni. Scelte che stanno già producendo i primi benefici tangibili, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2…
ROMA - Il cambio di passo sull’elettrificazione pesa per oltre 22,2 miliardi sui conti del 2025 di Stellantis. Intervento che per quest’anno, visto le perdite attese, non produrranno la distribuzione di dividendi. I conti sono della stessa società guidata da Antonio Filosa che ha annunciato oggi a quanto ammonta, in termini finanziari, la cancellazione di alcuni programmi e progetti legati all’auto elettrica. In pratica si tratta della cancellazione del piano di elettrificazione, soprattutto dal punto di vista degli ipotetici traguardi, pensato dall’ex ad Carlos Tavares, che ha lasciato a dicembre 2024. Crolla il titolo a Piazza Affari, perdendo quasi 15 punti percentuali in avvio.
Una reimpostazione del business di Stellantis che ha comportato oneri per 22,2 miliardi con uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni. Scelte che stanno già producendo i primi benefici tangibili, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2025, aumento degli ordini dai clienti e dalla rete e miglioramenti negli indicatori iniziali di qualità. La guidance per il 2026 indica ricavi netti e margine in miglioramento. In considerazione della perdita netta del 2025, non saranno distribuiti dividendi nel 2026. Inoltre, il cda ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi di euro. “Queste misure contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di liquidità industriale disponibile a fine esercizio”.
E’ il primo intervento operativo pesante fatto dall’ad Filosa, arrivato ufficialmente a luglio 2025 “Si tratta del costo di un profondo ma necessario riassetto dell’attività, volto a riportare i clienti al centro di tutto ciò che facciamo e a sostenere una crescita redditizia”, rimarca la società. Oneri che riflettono principalmente l'impatto di una “significativa sovrastima del ritmo di elettrificazione, che ci ha allontanato dalle reali esigenze, dai mezzi e dalle preferenze di molti consumatori”. Oneri che riflettono anche l'impatto di precedenti problemi di scarsa efficienza operativa. che stanno essere progressivamente risolti dal nostro nuovo team. Un profondo riposizionamemto in vista dell’investor day e del nuovo piano di sviluppo che verra’ presentato a fine maggio.
Per Stellantis, che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica, l’ad Filosa “ha analizzato a fondo ogni aspetto della nostra attività e stanno apportando i cambiamenti necessari per favorire una crescita redditizia. E si tratta di azioni che stanno dando i primi risultati”.
La cifra di 22,2 miliardi e’ stata comunicata prima che vengano resi conti i co ti definitivi della casa italo francese a fine febbraio. “La maggior parte (circa 75%) degli oneri è legata alla strategia. Si tratta del costo della sovrastima del ritmo di elettrificazione”, sottolinea il gruppo. E aggiunge: “Anche i nostri concorrenti lo hanno fatto, ma noi abbiamo sovrastimato di più e per un periodo di tempo piu lungo rispetto a loro”. Costi legati alla cancellazione di modelli e programmi che ora non hanno prospettive di redditività e a precedenti investimenti in piattaforme che non raggiungeranno i volumi previsti. Ed in più e’ stata ridimensionata la catena di fornitura di veicoli elettrici di Stellantis, razionalizzando la capacita’ di produzione di batterie. Il restante 25% degli oneri è legato all'esecuzione: si tratta dell'impatto di precedenti problemi operativi nell'esecuzione industriale e nella gestione della qualità, che vengono progressivamente affrontati dal nostro nuovo team.
Si tratta di cambiamenti già in atti su ogni aspetto dell’attività come il ritorno delle decisioni chiave alle Regioni, l’adeguamento dei piani di prodotto, la creazione di catene di fornitura più efficienti in termine di costi, riorganizzazione approfondita dei processi di produzione globale e gestione della qualità con un significativo ricambio del personale tecnico.
Secondo Stellantis non mancano i primi “segnali positivi e incoraggianti”, legati anche ai 13 miliardi di investimenti negli Usa. “Oggi abbiamo annunciato un volume di spedizioni consolidate per il secondo semestre 2025 pari a 2,8 milioni di unità, con un aumento di 277.000 unità, ovvero +11% su base annua (di cui +39% in Nord America e +13% in Europa Est)”. E sulla qualità “il numero di problemi segnalati per i veicoli nel loro primo mese di servizio (1MIS) è diminuito di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% nell'Europa allargata dall'inizio del 2025’”.
Crescono le consegne nell’ultimo trimestre
Le consegne consolidate per gli ultimi tre mesi chiusi al 31 dicembre 2025 sono state stimate a 1,5 milioni di unità, con un aumento del 9% su base annua. L’incremento, che incide sui ricavi, è principalmente attribuibile al Nord America e ulteriormente supportato dalla crescita su base annua delle consegne in Sud America e in Medio Oriente e Africa. Crescite compensate da un calo nell’Europa allargata di 26 mila unita, meno 4%, per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive.
L’uscita dalla jv con Lg sulla gigafactory canadese
Un segno concreto del cambio di strategia: l'uscita dalla joint venture con LG in Canada, anche per dare modo alla gigafactory di ampliare la propria base di clienti. LG acquisirà il pieno controllo di NextStar Energy,rilevando la quota del 49% di Stellantis. La società e' stata fondata nel 2022 come joint venture dalle due aziende per costruire il primo impianto di produzione industriale di batterie del Canada a Windsor. Il passaggio di proprietà è il risultato di una decisione strategica condivisa dai due azionisti della joint venture, LG Energy Solution e Stellantis.
Oltre 5 miliardi di dollari canadesi sono stati investiti finora in NexsStart Energy, "rafforzando la crescita a lungo termine, l’innovazione e l’impegno per posti di lavoro canadesi di alta qualità nel primo e unico stabilimento canadese per la produzione di batterie a livello industriale", dice la societa'. Il gruppo guidato da Filosa rimarrà un cliente strategico e continuerà a rifornirsi di prodotti sviluppati da NextStar Energy che potra' cosi, con l'uscita di Stellantis, ampliare la propria base dei clienti.