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Dubbi su IA e mercato del lavoro, per Wall Street altra giornata nera

Sui mercati crescono i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti in IA 

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Spaventa la mole di investimenti annunciata in questi giorni da Big Tech. Il bitcoin crolla ancora sotto i 65mila dollari, finito l’effetto Trump
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ROMA – La grande “narrativa dell’Intelligenza artificiale”, quella che nell’ultimo anno ha spinto i titoli di Big Tech e le Borse americane verso nuove e inaudite vette, ora sta cambiando segno e diventando la loro zavorra? È il dubbio che aleggia sui mercati - americani e non solo - dopo un’altra seduta negativa (Nasdaq -1,7%, S&P500 -1,3%), segnata da ulteriori diffuse perdite tra i campioni della tecnologia, in una settimana che a questo punto minaccia di chiudersi per il “loro” listino Nasdaq come la peggiore da molti mesi a questa parte.

Un’ondata di investimenti

Non era una settimana qualsiasi: ieri infatti Amazon è stata l’ultima tra gli hyperscaler, i colossi dei centri dati al servizio dell’IA, a presentare i conti del trimestre. Per qua…

ROMA – La grande “narrativa dell’Intelligenza artificiale”, quella che nell’ultimo anno ha spinto i titoli di Big Tech e le Borse americane verso nuove e inaudite vette, ora sta cambiando segno e diventando la loro zavorra? È il dubbio che aleggia sui mercati - americani e non solo - dopo un’altra seduta negativa (Nasdaq -1,7%, S&P500 -1,3%), segnata da ulteriori diffuse perdite tra i campioni della tecnologia, in una settimana che a questo punto minaccia di chiudersi per il “loro” listino Nasdaq come la peggiore da molti mesi a questa parte.

Un’ondata di investimenti

Non era una settimana qualsiasi: ieri infatti Amazon è stata l’ultima tra gli hyperscaler, i colossi dei centri dati al servizio dell’IA, a presentare i conti del trimestre. Per quasi tutti sono stati risultati scintillanti, con crescita di fatturato e utili oltre le aspettative, il problema è che nel frattempo - per tenere il passo forsennato dalla corsa all’algoritmo più potente - tutti hanno annunciato ulteriori enormi investimenti in data center e chip. La sola Alphabet quest’anno li raddoppierà a 185 miliardi, e nel complesso i cinque hyperscaler (Amazon, Alphabet, Microsoft, Meta, Oracle) dovrebbero arrivare a 500 miliardi, oltre venti finanziarie italiane.

I futuri e ancora nebulosi profitti promessi dall’IA basteranno a remunerare una tale mole di impegni, una parte crescente dei quali verrà finanziata a debito? Questa è la domanda che fa traballare un mercato gonfiato a dismisura dalla AI-mania, e porta a temere che dietro ad ogni imprevisto si nasconda una potenziale miccia di innesco. Ieri sono stati i dati peggiori delle attese sul mercato del lavoro e le richieste di disoccupazione, che per quanto molto preliminari hanno gettato un’ombra sulla crescita dell’economia statunitense nel 2026.

Il crollo del bitcoin

Resta il fatto che l’unico vero crollo, almeno per il momento, è quello del bitcoin, che ieri ha perso un ulteriore 10% ed è precipitato sotto quota 65mila dollari, bruciando per intero i guadagni realizzati dopo l’elezione del “cripto-presidente” Trump, che lo aveva proiettato a oltre 120mila. Va così definitivamente in soffitta - per i pochi che ancora ci credevano - la tesi che lo voleva come una forma di “oro digitale”, cioè una riserva di valore per tempi difficili al pari dell’oro fisico: in questi tempi di estrema incertezza il lingotto è a livelli mai visti prima, vero porto sicuro, mentre gli investitori fuggono dal rischio speculativo del bitcoin.

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