Valori quasi raddoppiati in poco più di dodici mesi, un crollo giornaliero di dieci punti che non si vedeva di questa intensità da inizio anni 80. Da tradizionale bene rifugio, l’oro sta vivendo una stagione diversa, fatta di altissima volatilità e oscillazioni un tempo impensabili. Nessuna metamorfosi in corso però. Ne è convinto Nicolas Cracco, amministratore delegato di Gold Avenue, piattaforma che consente la compravendita del metallo giallo anche a una clientela più «retail»e che oggi custodisce più di 650 milioni di euro per conto dei suoi clienti.
L’oro è sempre stato considerato un asset stabile,
mentre negli ultimi tempi si è dimostrato sorprendentemente volatile. È cambiato qualcosa o può ancora essere considerato un bene rifugio?
«No, l’oro resta un bene rifugio utile. Il mercato è stato volatile, ma non è insolito dopo una corsa così forte. Anche dopo la correzione, l’oro è tornato semplicemente ai livelli di poche settimane fa ed è ancora in rialzo di circa il 70% ri…
Valori quasi raddoppiati in poco più di dodici mesi, un crollo giornaliero di dieci punti che non si vedeva di questa intensità da inizio anni 80. Da tradizionale bene rifugio, l’oro sta vivendo una stagione diversa, fatta di altissima volatilità e oscillazioni un tempo impensabili. Nessuna metamorfosi in corso però. Ne è convinto Nicolas Cracco, amministratore delegato di Gold Avenue, piattaforma che consente la compravendita del metallo giallo anche a una clientela più «retail»e che oggi custodisce più di 650 milioni di euro per conto dei suoi clienti.
L’oro è sempre stato considerato un asset stabile,
mentre negli ultimi tempi si è dimostrato sorprendentemente volatile. È cambiato qualcosa o può ancora essere considerato un bene rifugio?
«No, l’oro resta un bene rifugio utile. Il mercato è stato volatile, ma non è insolito dopo una corsa così forte. Anche dopo la correzione, l’oro è tornato semplicemente ai livelli di poche settimane fa ed è ancora in rialzo di circa il 70% rispetto a un anno fa. Il recente calo sembra più una presa di profitto dopo i massimi storici che un cambiamento del ruolo dell’oro».
Solo pochi giorni fa, l’oro ha raggiunto la soglia
dei 5.000 dollari, qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa. Quanto lontano può arrivare nel breve
e medio termine?
«Gli intervalli variano ampiamente, ma con una forte domanda e incertezza persistente, non va completamente esclusa la possibilità che l’oro raggiunga i 6.000 dollari all’oncia, anche se la volatilità rimane elevata».
Come dovremmo interpretare le correzioni drastiche degli ultimi giorni?
«Dopo una corsa straordinaria, il mercato era sovraccarico. Gli investitori naturalmente hanno registrato profitti ai massimi storici, causando un grande calo del valore dell’oro. Ma l’aumento dell’interesse a comprare sull’attuale ribasso suggerisce che il sentiment stia restando positivo e che gli acquirenti stanno tornando sul mercato».
Cosa ha guidato l’accelerazione degli ultimi 12 mesi?
«Un mix di macroeconomia, geopolitica e domanda da parte degli investitori: crescente incertezza, aspettative sulla politica della Fed e un dollaro più debole, al minimo degli ultimi
4 anni, che ha stimolato la domanda e spinto gli investitori verso oro e metalli preziosi».
Chi sono i principali acquirenti, cioè quelli che effettivamente muovono il prezzo di mercato?
«Le banche centrali rimangono importanti acquirenti
a lungo termine. Nel breve termine, i flussi istituzionali attraverso Etf e future provocano oscillazioni di prezzo, con una forte domanda privata che anch’essa supporta la crescita dei prezzi».
L’oro è tradizionalmente considerato una copertura contro l’inflazione. Eppure l’inflazione è ora sotto controllo e l’oro continua a salire. Perché?
«L’oro non reagisce solo all’inflazione. Riflette anche fattori esterni come l’incertezza sulla politica della Fed, tensioni geopolitiche, debolezza delle valute e domanda di diversificazione. Anche con l’allentamento dell’inflazione, le preoccupazioni più ampie riguardanti i rischi monetari continuano a sostenere i prezzi».
A proposito di Fed, come va letta la reazione dei mercati alla nomina del nuovo presidente Fed?
«Il movimento dell’oro sembra legato più alle aspettative sulla politica monetaria che a un improvviso calo del rischio. Kevin Warsh è considerato un “falco”, il che ha attenuato alcune preoccupazioni sull’indipendenza delle banche centrali e ridotto la pressione sul dollaro. Questo ha raffreddato l’oro nel breve periodo, soprattutto dopo una fase in cui il mercato appariva chiaramente tirato».