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Dazi su acciaio e alluminio, Trump verso la retromarcia: i rincari pesano sui consumatori Usa

Il presidente americano, Donald Trump (afp)

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L’anticipazione del Financial Times. Alla base della decisione, uno studio della Fed di New York e i timori per le elezioni di midterm. Navarro smentisce il quotidiano: “Fake news”. E intanto gli Usa firmano l’intesa con Taiwan
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ROMA – Trump si prepara a un nuovo dietrofront sui dazi. Di quelli su acciaio e alluminio, stavolta. Se l’anticipazione del Financial Times dovesse andare in porto, un pezzo importante della manifattura europea (e non solo europea) avrebbe una boccata di ossigeno visto che, sulla base dell’ordine esecutivo firmato un anno fa dalla Casa Bianca, per acciaio e alluminio importati negli Stati Uniti valgono tariffe addizionali del 25%. A prescindere dal paese di origine, sulla base alla formula no exceptions, no exemptions, come dicono gli spedizionieri di tutto il mondo.

Dietro la possibile, se non probabile, retromarcia del tycoon ci sarebbero dati sempre più robusti per i quali le sue barriere le pagano i consumatori …

ROMA – Trump si prepara a un nuovo dietrofront sui dazi. Di quelli su acciaio e alluminio, stavolta. Se l’anticipazione del Financial Times dovesse andare in porto, un pezzo importante della manifattura europea (e non solo europea) avrebbe una boccata di ossigeno visto che, sulla base dell’ordine esecutivo firmato un anno fa dalla Casa Bianca, per acciaio e alluminio importati negli Stati Uniti valgono tariffe addizionali del 25%. A prescindere dal paese di origine, sulla base alla formula no exceptions, no exemptions, come dicono gli spedizionieri di tutto il mondo.

Dietro la possibile, se non probabile, retromarcia del tycoon ci sarebbero dati sempre più robusti per i quali le sue barriere le pagano i consumatori americani. Lo dimostra, da ultimo, uno studio della Federal Reserve di New York. E lo dicono i funzionari del dipartimento del Commercio, insieme con i colleghi dell'ufficio del rappresentante commerciale Usa, per i quali i dazi fanno lievitare i prezzi di prodotti molto comuni come lattine per alimenti e bevande. Oppure, spiega l’Ft, degli stampi per le torte.

Intanto, va ricordato, l'inflazione americana rallenta: secondo i dati diffusi oggi, in gennaio è scesa al 2,4%, sotto le attese degli analisti. L’indice core – ovvero il tasso di fondo, depurato dai beni più volatili come alimentari e energia – quello preferito dalla Fed per valutare le prossime mosse di politica monetaria, è rimasta stabile. Su base annua è al 2,5%, dal 2,6 precedente, e in linea con le stime.

La paura delle elezioni di midterm

Gli americani sono preoccupati e, stando alle previsioni, il costo della vita da quelle parti sarà un fattore determinante in vista delle elezioni di midterm, in programma per novembre. Trump ha colpito le importazioni di acciaio e alluminio con dazi che nel complesso possono salire fino al 50% e ha agitato la clava delle tariffe come strumento di negoziazione con una serie di partner commerciali.

Ora l'amministrazione starebbe riesaminando un elenco di prodotti in arrivo dall’estero con la previsione di esentare alcuni articoli dalle tasse. Una mossa che, tra l’altro, porterebbe a rispolverare il nomignolo che ha fatto infuriare il commander in chief: “Taco”, che sta per Trump always chickens out (Trump si tira sempre indietro), termine coniato per la prima volta dallo stesso Financial Times e che per Wall Street descrive piuttosto bene il caos commerciale in cui la sua amministrazione ha gettato gli Stati Uniti. E il resto del mondo.

La smentita di Navarro

Il consigliere commerciale della Casa Bianca, Peter Navarro, smentisce le indiscrezioni del Financial Times con la Cnbc. L'acciaio e l'alluminio sono "sacri" per questa amministrazione e, sostiene Navarro, "non c'è alcun fondamento nel fatto che stiamo pensando di ridurre i dazi". "Trump come regola ha che non ammette eccezioni o esclusioni", continua Navarro. Che sul suo account X bolla la notizia del quotidiano britannico come "fake news basata su fonti anonime che vogliono sabotare la politica commerciale di Trump".

Navarro è lo stesso che si è accreditato agli occhi di Jared Kushner, genero del tycoon, attraverso un libro venduto su Amazon nel quale citava le tesi di Ron Vara, rivoluzionario studioso di economia, toni rudi e tesi estremiste. Trump era al suo primo mandato al civico 1600 di Pennsylvania Avenue e il libro che aveva folgorato la famiglia presidenziale si intitolava Death by China, tradotto: “Morte per mano della Cina”. Peccato però che Ron Vara non esiste, ammetterà lo stesso autore al New York Times nel 2019, paragonando il trucco “ai cammeo di Alfred Hitchcock nei suoi film”. Ron Vara è l’anagramma di Navarro, nel frattempo diventato l’ideologo dei dazi e tra i principali ispiratori della politica commerciale degli Stati Uniti.

L’accordo con Taiwan

Intanto, Stati Uniti e Taiwan hanno firmato l'accordo sulla riduzione dei dazi americani a carico dei beni importati da Taipei, assieme agli impegni di spesa dell'isola per i prodotti a stelle e strisce. L'intesa formalizza quanto concordato a gennaio sul taglio delle tariffe statunitensi su molte esportazioni taiwanesi dal 20% al 15% e sul contestuale aumento degli investimenti nel settore tecnologico americano.

L'accordo commerciale, che deve essere rivisto dal parlamento di Taiwan ed è destinato a irritare la Cina, contraria a rapporti formali tra Washington e Taipei, "eliminerà le barriere tariffarie e non tariffarie che gravano sulle esportazioni statunitensi verso Taiwan", osserva il rappresentante per il commercio americano, Jamieson Greer. "Questo accordo – si legge in una nota – si basa anche sul nostro rapporto economico e commerciale di lunga data con Taiwan e migliorerà significativamente la resilienza delle nostre catene di approvvigionamento, in particolare nei settori ad alta tecnologia".

Taiwan prevede di facilitare un "aumento a lungo termine dei suoi acquisti” dagli Usa, fino al 2029. Ci sono 44,4 miliardi di dollari in gas naturale liquefatto e petrolio, 15,2 miliardi in aerei e motori civili, altri 25,2 miliardi in apparecchiature elettriche, reti elettriche e altri prodotti.

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