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Mini pacchi, flash mob del Pd a Montecitorio: “Stop alla tassa. La destra tradisce la logistica”

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Oggi partono le votazioni sul Milleproroghe, con l’emendamento Pd accantonato e il governo che valuta un eventuale rinvio del balzello in un altro provvedimento
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ROMA – «Stop tassa Meloni sui pacchi», «La destra tradisce la logistica». Con questi cartelli tricolore rivolti al Parlamento, stamattina in Piazza Montecitorio il Circolo Pd Trasporto Merci e Logistica ha organizzato un flash mob mentre alla Camera riprendono le votazioni sugli emendamenti al decreto Milleproroghe.

Al fianco di lavoratrici e lavoratori, i deputati dem Silvia Roggiani e Andrea Casu, firmatari dell’emendamento – segnalato e poi accantonato – che chiede di far slittare al primo luglio il contributo da 2 euro sui mini pacchi extra Ue sotto i 150 euro.

«Il governo ha ammesso l’errore, ma adesso è necessario intervenire subito per correggerlo. Ogni giorno che passa comporta un costo immenso per lavoratori e imprese», dicono …

ROMA – «Stop tassa Meloni sui pacchi», «La destra tradisce la logistica». Con questi cartelli tricolore rivolti al Parlamento, stamattina in Piazza Montecitorio il Circolo Pd Trasporto Merci e Logistica ha organizzato un flash mob mentre alla Camera riprendono le votazioni sugli emendamenti al decreto Milleproroghe.

Al fianco di lavoratrici e lavoratori, i deputati dem Silvia Roggiani e Andrea Casu, firmatari dell’emendamento – segnalato e poi accantonato – che chiede di far slittare al primo luglio il contributo da 2 euro sui mini pacchi extra Ue sotto i 150 euro.

«Il governo ha ammesso l’errore, ma adesso è necessario intervenire subito per correggerlo. Ogni giorno che passa comporta un costo immenso per lavoratori e imprese», dicono Roggiani e Casu. E ancora: «La maggioranza ascolti il grido di dolore della logistica italiana e approvi subito il nostro emendamento».

Il governo: apertura di Giorgetti, ma il rinvio può uscire dal Milleproroghe

La linea dell’esecutivo resta prudente. Nelle scorse settimane il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva aperto all’ipotesi di rinvio: «Valuteremo… vedremo di renderla coerente» con la decisione europea. Ma in commissione la maggioranza non ha ancora scelto il veicolo.

Secondo quanto riferito da fonti di governo, il Milleproroghe potrebbe non essere lo strumento con cui far slittare la tassa: il rinvio non dovrebbe entrare nel pacchetto di emendamenti dei relatori e non sarebbero previsti emendamenti del governo.

L’analoga proposta di Forza Italia non è stata inserita tra gli emendamenti segnalati. La partita, dunque, non è chiusa: si capirà nei prossimi giorni se la soluzione arriverà con un altro provvedimento.

I numeri delle Dogane: spedizioni in calo del 38%

Nel frattempo aumentano i segnali dal mercato. L’Agenzia delle Dogane ha confermato a Repubblica un calo del 38% nell’arrivo di mini-pacchi extra Ue nei primi venti giorni di gennaio rispetto a un anno fa. Il Pd parla di «riduzione del 50%» a Malpensa: l’import sarebbe sceso da una media di 5.700.000 chili di dicembre a 2.500.000 chili di gennaio. E, sul fronte cargo, Confetra segnala che i voli persi nello scalo lombardo sono saliti da 30 a circa 50, con spedizioni dirottate verso altri hub europei e poi instradate in Italia via gomma.

Il contesto: gettito e Ue

La tassa è in vigore dal primo gennaio e la relazione tecnica della manovra stima un maggior gettito di 122,45 milioni nel 2026 e 245 milioni a regime. Il nodo politico, ora, è l’allineamento europeo: dal primo luglio il Consiglio Ue ha confermato l’avvio di un dazio forfettario da 3 euro sui mini pacchi in attesa della riforma doganale a regime nel 2028. È su questo incastro – e sulle coperture – che si misura la scelta del governo.

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