BRUXELLES – Per rendere l’euro più forte nel mondo serve più debito comune. O meglio: più eurobond. Alla riunione dell’Eurogruppo (i ministri finanziari dei Paesi che hanno adottato l’euro) si è discusso di come far diventare la divisa europea più competitiva, anche rispetto al dollaro. E la risposta offerta da un documento della Commissione Ue è una smentita alle perplessità di chi ancora contesta la possibilità di fare nuovo debito comune. Sebbene lo studio anziché usare la definizione “eurobond” preferisca quella di “safe asset”, il senso non cambia. Le obbligazioni europee hanno sempre interessato gli investitori consentendo una maggiore diffusione della moneta comune: «È fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato». Se all’estero comprano più eurobond, insomma, l’Euro allarga la sua sfera di influenza. L’affermazione di una valuta a livello globale è infatti definita dal suo uso come «riserva di valore» e «mezzo di scambio», e dal bacino dei suoi «safe asset». Oltre natu…
BRUXELLES – Per rendere l’euro più forte nel mondo serve più debito comune. O meglio: più eurobond. Alla riunione dell’Eurogruppo (i ministri finanziari dei Paesi che hanno adottato l’euro) si è discusso di come far diventare la divisa europea più competitiva, anche rispetto al dollaro. E la risposta offerta da un documento della Commissione Ue è una smentita alle perplessità di chi ancora contesta la possibilità di fare nuovo debito comune. Sebbene lo studio anziché usare la definizione “eurobond” preferisca quella di “safe asset”, il senso non cambia. Le obbligazioni europee hanno sempre interessato gli investitori consentendo una maggiore diffusione della moneta comune: «È fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato». Se all’estero comprano più eurobond, insomma, l’Euro allarga la sua sfera di influenza. L’affermazione di una valuta a livello globale è infatti definita dal suo uso come «riserva di valore» e «mezzo di scambio», e dal bacino dei suoi «safe asset». Oltre naturalmente alla affidabilità e stabilità delle istituzioni che lo emettono. E in un’epoca in cui la forza di un Paese o di una Unione si basa anche sulle sue capacità di relazioni commerciali, la possibilità di realizzare gli scambi utilizzando l’euro significa rinforzarsi.
«Il contesto geopolitico sempre più complesso – ha spiegato il Commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis - ha cambiato le condizioni. Un maggiore ruolo internazionale dell’euro può essere un pilastro importante della nostra strategia di de-risking e contribuire a garantire stabilità e sicurezza economica e finanziaria. Allo stesso tempo può anche portare benefici, ad esempio riducendo i costi di finanziamento e proteggendo importatori ed esportatori dell’Ue dalle fluttuazioni del tasso di cambio». Una valutazione condivisa dal presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, secondo il quale è anche una questione di «sovranità monetaria».
Prima della riunione si è svolto il vertice ristretto dei ministri dei 6 Paesi più grandi, i “Big 6” (Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia e Olanda).