MILANO – I dazi di Trump non riescono ad affondare il colpo. Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat mostrano per il 2025 un export in crescita – anche verso gli Stati Uniti – e una bilancia commerciale dell’Italia più equilibrata dell’anno precedente.
Sale il surplus commerciale
Nel dettaglio, il surplus commerciale del 2025 – ovvero la differenza tra le esportazioni e le importazioni – è positivo per 50,746 miliardi, in miglioramento rispetto ai 48,287 del 2024.
Cala il deficit energetico, da -54,29 a -46,939 miliardi, mentre l’avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici resta elevato (+97,685 miliardi), ma meno ampio rispetto all’anno precedente (+102,577 miliardi).
MILANO – I dazi di Trump non riescono ad affondare il colpo. Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat mostrano per il 2025 un export in crescita – anche verso gli Stati Uniti – e una bilancia commerciale dell’Italia più equilibrata dell’anno precedente.
Sale il surplus commerciale
Nel dettaglio, il surplus commerciale del 2025 – ovvero la differenza tra le esportazioni e le importazioni – è positivo per 50,746 miliardi, in miglioramento rispetto ai 48,287 del 2024.
Cala il deficit energetico, da -54,29 a -46,939 miliardi, mentre l’avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici resta elevato (+97,685 miliardi), ma meno ampio rispetto all’anno precedente (+102,577 miliardi).
Cresce anche l’import, ma meno rapidamente
Nel mese di dicembre, la bilancia commerciale migliora con un balzo delle esportazioni, che compensa l’aumento più contenuto delle importazioni. Su base annua l'export cresce del 4,9% in valore e del 3,6% in volume, mentre l’import sale del 3,4% in valore – con il contributo dei Paesi Ue (+7,1%), nonostante il calo delle importazioni da mercati extra Ue (-1,1%) – e del 7,7% in volume.
Diverso lo scenario del quarto trimestre, quando l'export si riduce dell'1,4% rispetto al periodo luglio-settembre e l'import dello 0,2%.
L’export verso gli Stati Uniti cresce del 7,2%
Nell’intero 2025 il valore delle esportazioni di prodotti italiani torna positiva e guadagna il 3,3%, contro il -0,5% del 2024. A sostenere il dato sono state le vendite dirette sui mercati Ue (+4,2%) – in particolare verso Spagna (+10,6%), Francia (+5,3%), Germania (+2,3%) e Polonia (+5,8%) – e dalle maggiori vendite dirette verso alcuni principali Paesi partner extra-Ue, fra cui Svizzera (+16,3%), Stati Uniti (+7,2%) e paesi Opec (+11%).